Normale di Pisa: riprodotte cellule cerebrali in vitro, nuove speranze per la cura dell’ictus

La scoperta del team guidato dal ricercatore Federico Cremisi apre la strada alla cura delle patologie del cervello

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 3 settembre 2018

Normale di Pisa: riprodotte cellule cerebrali in vitro, nuove speranze per la cura dell’ictus
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Alla Normale di Pisa si festeggia una straordinaria scoperta, un team di ricercatori coordinato da Federico Cremisi del Laboratorio di Biologia e da Michèle Studer dell’Università francese di Nizza è riuscito a riprodurre in laboratorio il meccanismo di trasformazione di cellule staminali embrionali (di topo) in cellule nervose. La finalità ultima della ricerca, che è ancora in evoluzione, è la riproduzione in vitro di differenti tipi di cellule nervose che costituiscono il cervello umano.

La ricerca durata otto anni è parte di un programma coordinato da Federico Cremisi i cui primi firmatari sono Marco Terrigno e Michele Bertacchi, è stata pubblicata sulla rivista specialistica, Stem Cell Reports. In pratica in questo studio i ricercatori hanno scoperto il segnale chimico (l’FGF) e il tempo di azione necessari affinché possa avere inizio la trasformazione da cellula staminale a cellula cerebrale, ossia come istruire le cellule nervose derivate dalle cellule ES a diventare specifici neuroni della corteccia cerebrale, che a loro volta possono differenziarsi in anteriore (che regolano le funzioni motorie) o posteriore (che regolano i sensi).

Questa scoperta apre le porte alla possibilità di trattare e curare le patologie del cervello e di mantenere efficiente il funzionamento nella rete neuronale, sia in un cervello embrionale sia in esperimenti di trapianto cellulare. Come? Attraverso l’utilizzo delle colture cellulari per la produzione di tipi molto specifici di cellule nervose che potranno essere utilizzate in futuro in programmi di terapia cellulare del sistema nervoso, in screening di molecole per uso terapeutico e per studi sui meccanismi che riguardano molte patologie del sistema nervoso. Occorrerà ancora aspettare altri tre anni per la conclusione degli studi, soprattutto per quanto riguarda la sperimentazione nell’uomo, ma gli studiosi sono ottimisti: la soluzione a tanti problemi generate da cellule nervose danneggiate è sempre più vicina.