Il sale rosa dell’Himalaya fa davvero bene? Ecco sfatato il mito salutista

Il primo punto da chiarire è che il sale rosa dell'Himalaya non è un sale miracoloso. E anche il suo prezzo elevato è ingiustificato.

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 7 giugno 2018

Il sale rosa dell’Himalaya fa davvero bene? Ecco sfatato il mito salutista
pixabay / foto

Il sale rosa dell’Himalaya non contiene principi attivi straordinari né elementi eccezionali che nascondono proprietà benefiche miracolose. Per dirla tutta, non proviene nemmeno dalla catena montuosa dell’Himalaya, così come il nome suggerirebbe, ma da una località del Punjab in Pakistan. Tra bufale, mode e miti salutisti, andiamo a fare un po’ di chiarezza sul sale rosso dell’Himalaya, su cosa c’è dentro e sulle sue proprietà.

Il sale rosa dell’Himalaya non è un sale miracoloso

Il primo punto da chiarire è che il sale rosa dell’Himalaya non è un sale miracoloso. Non cura l’ipertensione, non rafforza le ossa, non protegge la funzionalità renale né riduce la ritenzione idrica. E di certo non migliora le prestazioni sessuali né aumenta l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte del nostro organismo. Chi afferma ancora questo non ha letto nessuna pubblicazione scientifica in merito.

Il chimico svela il contenuto del sale rosa dell’Himalaya

Il chimico Dario Bressanini ha approfondito la lettura della letteratura scientifica legata all’analisi chimica del sale rosa dell’Himalaya e ha scoperto cosa contiene davvero, ossia ossido di ferro (il principale componente della ruggine), che conferisce al sale il tipico colore rosa. Non presenta 84 sostanze nella sua composizione, come viene detto, ma una ventina (tra le quali non c’è lo iodio), del tutto simili a quelli contenuti nel sale da cucina tradizionale. Ma va precisato che il sale rosa dell’Himalaya contiene cadmio, sostanza classificata come cancerogena (il limite fissato dall’Oms è di 0.5 mg/kg). Ma non solo, ci sono anche tracce di rame, manganese, piombo, nichel o alluminio. E ricordiamo che questi ultimi tre, assunti in quantità superiori a quelle raccomandate, si accumulano nell’organismo e possono essere tossici e/o cancerogeni.

Il sale tradizionale non è inquinato

Per coloro che, poi, credono che il sale bianco tradizionale sia inquinato per via del fatto che è estratto dal mare inquinato, precisiamo che il sale marino (anche quello integrale) viene lavorato e privato correttamente di qualsiasi sostanza che non sia cloruro di sodio. Ogni pacchetto di sale che acquistiamo è praticamente privato da qualsiasi agente inquinante, contiene almeno il 98% di cloruro di sodio e all’interno ci sono tra le 70 e le 80 sostanze nutritive. Inoltre, il salgemma è naturalmente bianco e puro, ossia non subisce sbiancamenti o lavaggi particolari e non vengono aggiunte sostanze sbiancanti, stabilizzanti o antiagglomeranti.