Codici Pronto Soccorso, i colori lasciano il posto ai numeri

La sperimentazione partirà a gennaio: la prima regione sarà il Lazio

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    Codici Pronto Soccorso, i colori lasciano il posto ai numeri

    L’accesso al Pronto Soccorso sarà filtrato attraverso un nuovo metodo che prevede l’uso di cinque numeri al posto degli attuali colori con cui viene stabilita la precedenza delle prestazioni da erogare ai pazienti. Lo scopo della sperimentazione, che partirà il prossimo gennaio in Lazio per poi estendersi dapprima in altre regioni come Toscana e Friuli Venezia Giulia, prima di diventare nazionale, è ridurre l’attesa degli utenti che effettuano l’accesso al PS e limitare anche il margine di errore in quei casi che possono portare alla sottovalutazione del rischio o a episodi di malasanità.

    Codici Pronto Soccorso: ecco i nuovi

    Niente più codice bianco, codice verde o codice rosso. I nuovi codici di accesso al Pronto Soccorso, così come sono stati anticipati dal Corriere della Sera, vanno da 1 a 5, dove 1 viene usato per le situazioni di emergenza più gravi, dove il paziente è in pericolo di vita, mentre il numero 2 identifica l’urgenza, poi il numero 3 viene usato per l’urgenza differibile, il 4 per l’urgenza minore e infine il numero 5 identifica la non urgenza del caso.

    L’accesso ai Pronto Soccorso cambia, dunque, ma come, nella pratica? Attraverso una maggiore diversificazione dei livelli di precedenza. Si potrà accedere alle stanze di visita in base a criteri di valutazione più dettagliati e con maggiori garanzie per il paziente che sarà ”smistato” da un infermiere specializzato, figura preposta all’accoglienza dei pazienti e alla determinazione delle priorità dei loro casi.

    La novità andrà a impattare soprattutto in quella fascia che attualmente viene identificata con il ‘codice verde’, che spesso accoglie quei casi considerati ‘poco critici’ e che vengono trattati in tempi troppo lunghi. I pazienti che si presentano al Pronto Soccorso dell’ospedale ma hanno problemi minori rispetto alle emergenze critiche e ‘a rischio evoluzione’ vengono avviati verso percorsi alternativi, specialistici, come possono essere l’intervento di un oculista o un otorino, che risparmiano inutili attese sulle panche dei corridoi del pronto soccorso e permette lo scorrimento più agevole delle persone in coda per ottenere una visita.

    La rivoluzione del sistema dei codici dai colori ai numeri dovrebbe quindi garantire ai pazienti in attesa al Pronto Soccorso delle cure più adeguate e soprattutto in un tempo più ragionevole.