Vestiti tossici: quando il guardaroba è un attentato alla salute

Se l'armadio è una bomba chimica: in mancanza di controlli adeguati impariamo a diffidare dei vestiti di scarsa qualità e di dubbia provenienza

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    Vestiti tossici: quando il guardaroba è un attentato alla salute

    Vestiti tossici, indumenti che rappresentano un vero attentato alla salute, con conseguenze anche gravi. La corsa al risparmio a tutti i costi spinge i consumatori ad acquistare vestiti economici e di scarsa qualità, spesso trattati con sostanze nemiche della salute. Il problema è noto da tempo ed è dovuto, fra gli altri, all’utilizzo massiccio di formaldeide, una sostanza che si trova praticamente ovunque. Ieri sera lo speciale di SkyTg24 Veleni Quotidiani ha riproposto il problema all’attenzione del pubblico, evidenziando come ogni giorno siamo esposti ad una moltitudine di rischi per la salute, dalle tinture per capelli ai cellulari, dai tatuaggi ai vestiti. Ed è proprio dei vestiti che vogliamo parlare oggi. In mancanza di una norma che regolamenti la materia in maniera più stringente, la tutela della salute è affidata sopratutto all’accortezza dei singoli consumatori.

    La formaldeide non è l’unico nemico della nostra salute, presa d’assalto da una moltitudine di sostanze come le ammine aromatiche che sono cancerogene e che infestano, stima il ministero della Salute, il 4% dei vestiti nel nostro guardaroba. Queste sostanze sono particolarmente subdole perché agiscono a livello ormonale, soprattutto nei bambini.

    E i controlli? Sulla carta ci sono, nella pratica vengono spesso disattesi. I controlli preventivi sono estremamente difficili e costosi e spesso si procede a fare controlli e sequestri solo successivamente alla scoperta di casi che violano le norme. Il problema è rappresentato da vestiti provenienti da paesi come Cina, Vietnam e Turchia. Ma non solo.

    Mauro Rossetti, direttore dell’Associazione Tessile e Salute di Biella, evidenzia un fatto paradossale: se l’utilizzo di una determinata sostanza può essere vietato in Europa, non è detto che lo sia anche fuori dall’Europa.

    Durante lo speciale di SkyTg24 è stato analizzato un capo per bambina e quello che è stato trovato fa sorgere timori e preoccupazioni: 58 mg di formaldeide, ben oltre i limiti di legge.

    E allora che fare? L’unica arma è il buon senso, che permette di esercitare poche e semplici accortezze:

    • tornare alle abitudini dei nostri nonni e spendere un po’ di più acquistando pochi capi di qualità e destinati a durare negli anni
    • non considerare lo shopping come un passatempo
    • evitare i vestiti di dubbia provenienza e privi di certificazioni
    • lavare sempre i capi nuovi prima di indossarli