Le 19 caratteristiche delle persone più intelligenti della media

Numerosi studi scientifici e test psicologici hanno delineato una serie di caratteristiche e abitudini tipiche delle persone con un quoziente intellettivo superiore alla media

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    Intelligenza
    Immagine Pixabay

    Esistono delle caratteristiche comuni alle persone intelligenti? La risposta è sì: numerosi studi scientifici e test psicologici hanno delineato una serie di caratteristiche e abitudini tipiche delle persone con un quoziente intellettivo superiore alla media. Alcune sono note, altre sono decisamente sorprendenti. Prima di proseguire nella lettura però si tengano presenti due capisaldi: prima di tutto a volte l’intelligenza è un’aggravante, anche una persona intelligente può cioè compiere atti stupidi o socialmente indesiderabili e il fatto che quegli atti siano compiuti da una persona intelligente è ancora più grave; secondo, in alcune di queste ricerche deve essere ancora confermato il nesso causale. E’ l’intelligenza che spinge ad un certo tipo di comportamento o ci sono altri fattori in gioco? Alcuni interrogativi rimangono aperti.

    Essere stati allattati al seno

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    Foto di Natalia Deriabina/Shutterstock.com

    L’allattamento naturale al seno va preferito per tanti motivi, non ultimo il vantaggio di favorire lo sviluppo intellettivo del bambino. Sono diversi gli studi in merito, tra cui uno recentemente pubblicato da Lancet Global Health.

    Essere alti

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    Se sei alto sei anche intelligente e puoi avere più successo nel lavoro. Lo dice uno studio condotto dall’Università di Princeton nel 2006 che ha analizzato un gruppo di bambini di 3 anni. I ricercatori sono giunti alla conclusione che i bambini più alti riescono a ottenere performance cognitive maggiori dei bimbi più bassi. L’analisi ha poi messo in relazione gli adulti alti e i salari, giungendo alla conclusione che le persone alte percepiscono in media stipendi più alti degli altri.

    Essere persone ansiose

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    Foto di tomertu/Shutterstock.com

    Anche se non l’avreste mai detto, essere ansiosi indica un’intelligenza verbale superiore alla media e una migliore capacità di concentrazione, come dimostrato da uno studio della Lakehead University dell’Ontario, in Canada, e un esperimento del centro studi israeliano Herzliya realizzato nel 2012.

    Avere un gusto per il black humor

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    Foto di world of vector/Shutterstock.com

    Saper apprezzare una battuta, velata magari da una leggera patina dark, è un’attività cognitiva complessa. Chi apprezza il black humor è mediamente più intelligente della media. Lo studio che lo dimostra è del 2017.

    Essere persone creative

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    Foto di frankie’s/Shutterstock.com

    Numerose ricerche dimostrano che essere persone creative è sintomo di una certa intelligenza. La creatività non è altro che la capacità di rimettere in discussione le proprie conoscenze e di utilizzarle per ottenere determinati scopi, oppure di creare nuove conoscenze facendole derivare dai dati di cui già si dispone. Tutto questo necessita di grandi sforzi cognitivi. D’altra parte lo diceva già Confucio 500 anni prima di Cristo che per ottenere la saggezza ci sono tre modi: “Primo, con la riflessione, che è il metodo più nobile; secondo, con l’imitazione, che è il metodo più facile; terzo, con l’esperienza, che è il metodo più amaro”. Ecco, la creatività ricade interamente nell’ambito della riflessione.

    Dormire dopo il suono della sveglia

    dormire sveglia
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    Secondo uno studio pubblicato da Satoshi Kanazawa e Kaja Perin silenziare la sveglia per dormire 5 o 10 minuti in più sarebbe un sintomo di intelligenza. Secondo lo studio, gli esseri umani sarebbero ancora tarati sui bioritmi dei nostri antenati che andavano a dormire al tramonto e si svegliavano alle prime luci dell’alba. Andare a dormire a notte fonda e rimanere a letto quando il sole è già sorto, magari concedendosi qualche altro minuto silenziando la sveglia sarebbe un sintomo di intelligenza e creatività perché ciò implicherebbe l’abilità di saper assecondare i bisogni del proprio corpo mettendo in atto autocontrollo e soluzioni creative.

    Avere utilizzato droghe ricreative

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    Secondo una ricerca britannica del 2012 realizzata su 6 mila persone nate nel 1958 ci sarebbe un legame tra alto quoziente intellettivo infantile e maggiore predisposizione, in età adulta, a comportamenti dannosi per la salute (come il consumo di droghe o di alcol).

    Essere persone fiduciose

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    Foto di frankie’s/Shutterstock.com

    Una ricerca americana ha evidenziato che avere un atteggiamento ottimistico e fiducioso è spesso un tratto caratteristico di un’intelligenza superiore.

    Non fumare

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    Fumare non fa bene all’intelligenza, lo dice uno studio israeliano del 2010 che ha preso in esame 20 mila reclute militari. Chi fumava un pacchetto di sigarette al giorno han raggiunto un livello di QI minore di 7,5 punti rispetto a quello dei non fumatori.

    Avere un gatto

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    Denise Guastello, psicologa della Carroll University (USA), nel 2014 ha effettuato uno studio mettendo a confronto la personalità dei padroni di cani e gatti, stabilendo che i proprietari di cani sono socievoli e quelli dei gatti più introversi e intelligenti.

    Essere magri

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    La magrezza indica maggiore intelligenza secondo uno studio francese del 2006. La ricerca ha analizzato le capacità cognitive di 2200 adulti in 5 anni. I test sui volontari hanno dato i seguenti risultati: i magri sono riusciti a ricordare il 56% dei vocaboli letti in precedenza, mentre gli obesi solo il 44%.

    Avere un orientamento liberal

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    Uno studio del 2010 dimostra che essere persone di vedute aperte è associabile ad un quoziente intellettivo superiore. Probabilmente perché le persone meno intelligenti tendono a seguire percorsi già tracciati dimostrando resistenza alle nuove opportunità. Lo stesso studio ha dimostrato che gli atei tendono ad essere mediamente più intelligenti dei credenti.

    Essere mancini

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    Essere mancini significa anche essere più intelligenti, più creativi, più veloci nel ragionare: gli esperti sostengono che ciò è dovuto a una migliore interconnessione tra gli emisferi cerebrali.

    Studiare musica

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    Studiare la musica e suonare uno strumento migliora le capacità cognitive, meglio se si inizia da bambini. Lo rivela uno studio canadese del 2011 condotto su 48 bambini tra i 4 e i 6 anni, che mostra come la musica possa migliorare le capacità verbali dei più piccoli.

    Essere pigri

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    Essere pigri potrebbe in alcuni casi essere sintomo di una spiccata intelligenza, come dimostra uno studio del 2015. Il motivo è presto detto: se una persona prova gusto nell’intrattenersi nei propri pensieri piuttosto che agire fisicamente potenzialmente ha un quoziente intellettivo più alto. Inoltre la pigrizia stimola la creatività, dal momento che un pigro è più portato a cercare scorciatoie e soluzioni più semplici per portare a termini mansioni pesanti o noiose.

    Parlare da soli

    parlare da soli
    Foto di Photographee.eu/Shutterstock.com

    Parlare da soli è un comportamento che accomuna le persone intelligenti e le persone con qualche disturbo mentale. Ma nel primo caso si tratta di una strategia cognitiva di successo: la psicologia ha dimostrato che visualizzare mentalmente un’azione prima di metterla in atto aiuta ad ottenere risultati migliori. Parlare da soli sarebbe la stessa cosa, dal momento che questo atto stimola le nostre capacità mentali delineando con chiarezza i problemi e aiutandoci nel processo di problem solving. Parlare da soli ha inoltre un certo effetto antistress. E se ancora non siete convinti, sappiate che parlare da solo era uno dei passatempi preferiti di Albert Einstein.

    Essere i primogeniti

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    Se sei nato prima dei tuoi fratelli e sorelle sei più intelligente degli altri, hai in media 2,3 punti in più rispetto a loro. A sostenerlo ci pensa una ricerca dell’Università di Oslo che ha analizzato il QI di 250 mila persone di sesso maschile in una età compresa tra i 18 e i 20 anni. Lo studio ha evidenziato che le ragioni di un tale risultato non sono genetiche ma dipendono dalle attenzioni e dall’amore con cui i genitori crescono i figli, e i primogeniti di solito vengono accuditi di più rispetto agli altri fratelli nati dopo.

    Essere un po’ matti

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    Secondo alcune ricerche disturbi dell’umore e bipolarismo sono associabili a quozienti intellettivi più alti nei bambini.

    Saper apprezzare la solitudine

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    “Chi è solo è tutto suo”, sosteneva quel gran genio di Leonardo da Vinci. E in effetti una ricerca dimostra come le persone in grado di apprezzare la solitudine siano generalmente più intelligenti della media.

    Vivere di notte

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    I nottambuli sarebbero più intelligenti, almeno stando ai risultati descritti in uno studio del 2009. Il problema è che nella vita pratica non sempre chi fa le ore piccole, seppure più intelligente sulla carta, ottiene i risultati migliori perché la carenza di sonno porta con sé minore concentrazione, senso di stanchezza e minore reattività.