Emorragia cerebrale: sintomi, cause, trattamenti e prevenzione

L'emorragia cerebrale si manifesta con la rottura di un vaso sanguigno arterioso o venoso nel cervello: la conseguenza è un versamento più o meno abbondante di sangue nell'encefalo. Il mancato apporto di ossigeno al cervello può avere conseguenze estremamente gravi. Chi sopravvivere a un'emorragia cerebrale deve fare i conti con diversi gradi di invalidità.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Lunedì 26 marzo 2018

Emorragia cerebrale: sintomi, cause, trattamenti e prevenzione
FOTO PIXABAY

L’emorragia cerebrale è la rottura di un vaso sanguigno nel cervello, la quale è causa di un conseguente versamento sanguigno nell’encefalo e di un mancato nutrimento dei tessuti cerebrali. A seconda della gravità dei danni l’emorragia cerebrale può avere un esito letale o fortemente invalidante. Oggi si torna a parlare dell’emorragia cerebrale per via della morte di Fabrizio Frizzi: il popolare conduttore televisivo si è spento il 26 marzo 2018 in seguito a questa patologia. Andiamo ad analizzare cause, sintomi e decorso di questa sindrome.

Emorragia cerebrale: Cos’è

L’emorragia cerebrale cos’è? Si tratta di una sindrome neurologica acuta provocata dalla rottura di un vaso arterioso o venoso cerebrale (spesso sclerotico) e dal conseguente versamento di sangue nel parenchima cerebrale. Esistono le emorragie cerebrali a sede tipica, localizzate cioè nelle strutture profonde dell’encefalo, e a sede atipica, che interessano la sostanza bianca parietale, frontale o occipitale. L’emorragia cerebrale può essere generata da traumi fisici importanti, quali ad esempio incidenti stradali, ma anche da eventi non traumatici come malformazioni congenite, o ancora da disordini della coagulazione del sangue dovuti all’assunzione di farmaci come gli anticoagulanti.

Emorragia cerebrale: sintomi

Quali sono i sintomi principali dell’emorragia cerebrale ? Le manifestazioni cliniche dipendono da vari fattori: la zona dell’encefalo interessata, la causa, l’entità del travaso di sangue. I pazienti che hanno un’emorragia cerebrale in atto nella maggior parte dei casi possono manifestare:

  • Cefalea;
  • Vomito;
  • Nausea;
  • Astenia;
  • Facile affaticabilità;
  • Letargia;
  • Sudorazione elevata;
  • Compromissione dello stato di coscienza;
  • Alterato controllo degli sfinteri;
  • Emiparesi o emiplegia;
  • Disturbi del linguaggio (disartria o afasia);
  • Disturbi della sensibilità;
  • Disturbi della coordinazione.

La situazione clinica può ulteriormente essere aggravata dal sopraggiungere di:

  • Irregolarità respiratorie;
  • Crisi epilettiche;
  • Instabilità o aumento della pressione arteriosa;
  • Anomalie della temperatura corporea;
  • Edema celebrale;
  • Coma.

Nella maggior parte dei casi chi sopravvive a un’emorragia cerebrale si ritrova a dover convivere con le disabilità ‘ereditate’: in base all’area cerebrale interessata infatti, possono rimanere compromesse la funzionalità motoria (paresi e spasticità), quella del linguaggio (difficoltà e impossibilità nel parlare o nel coordinare le parole) e quella cognitiva (problemi della sfera mnemonica).

Emorragia cerebrale: cause

L’emorragia cerebrale da cosa è causata? L’ipertensione è la causa primaria responsabile del 60-70% dei casi: gli alti valori pressori producono nel tempo importanti modificazioni strutturali alle pareti arteriose, che possono condurre alla rottura del vaso. Oltre all’emorragia cerebrale da ipertensione molto comune è anche l’emorragia cerebrare da rottura di un’aneurisma e l’emorragia cerebrare da angiopatia amiloide, causata dal deposito di sostanza amiloide all’interno delle pareti vasali. Altre importanti cause di emorragia cerebrale sono:

  • Traumi cerebrali (ad esempio da incidenti stradali o sportivi);
  • Malformazioni vascolari (come gli aneurismi e le malformazioni artero-venose);
  • Coagulopatie;
  • Neoplasie;
  • Alcuni farmaci come gli anticoagulanti;
  • Patologie delle pareti dei vasi sanguigni;
  • Dieta sbilanciata ricca di grassi e sale;
  • Ipercolesterolemia;
  • Sovrappeso e obesità;
  • Fumo di sigaretta;
  • Pregressi eventi ischemici;
  • Uso cronico di sostanze stupefacenti;
  • Stress psicofisici prolungati;
  • Familiarità.

Emorragia cerebrale: trattamenti

Il trattamento elettivo per l’emorragia cerebrale è l’intervento chirurgico di riduzione dell’ematoma. E’ indicato nei pazienti in cui si evidenzia un deterioramento progressivo delle condizioni neurologiche e in quelli con ematoma del cervelletto (cerebellare) di dimensioni superiori ai tre centimetri. In tutti gli altri pazienti, per i quali non si rende necessario l’intervento chirurgico, è indispensabile tenere sotto stretto monitoraggio lo stato neurologico e i parametri vitali con particolare attenzione alla pressione sanguigna. In presenza di edema cerebrale solitamente è prevista la somministrazione di diuretici osmotici, mentre in caso di emorragia cerebrale su un paziente in terapia anticoagulante vengono somministrati preparati in grado di ristabilire la normale coagulazione del sangue (vitamina K, protamina, concentrati piastrinici).

Emorragia cerebrale: prevenzione

Attualmente non esistono trattamenti o cure specifiche in grado di evitare lo sviluppo dell’emorragia cerebrale, tuttavia è possibile prevenirla adottando uno stile di vita che tenga sotto controllo i numerosi fattori di rischio sopra elencati. Ecco dunque come è possibile prevenire l’emorragia cerebrale:

  • Mantenere la pressione arteriosa entro limiti accettabili;
  • Curare l’eventuale ipertensione arteriosa con farmaci antipertensivi;
  • Evitare una dieta sbilanciata ricca di grassi, seguire invece una dieta normocalorica ricca di frutta e verdura;
  • Idratarsi bevendo corrette quantità di acqua;
  • Favorire una dieta ipocalorica e fare attività fisica per rientrare nel peso forma;
  • Prevenire l’ipercolesterolemia con una alimentazione adeguata e curarla con farmaci idonei;
  • Evitare stress psicofisici prolungati;
  • Bandire fumo di sigaretta, alcolici e sostanze stupefacenti;
  • Prevenire traumi cerebrali stradali e sportivi grazie all’impiego di specifiche precauzioni;
  • Diagnosticare precocemente malformazioni vascolari a rischio;
  • Tenere sotto stretto controllo eventuali coagulopatie o patologie delle pareti dei vasi sanguigni;
  • Assumere con cautela e sotto stretto controllo medico i farmaci anticoagulanti.