Come essere felici subito: tre esercizi per allenare il cervello alla felicità

Si è felici perché si decide di esserlo: vediamo quindi alcuni semplici esercizi per insegnare a noi stessi come essere felici

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    FOTO Pixabay

    Come essere felici è una domanda complicata, ma dalla risposta semplice: la felicità è una scelta e si è felici nonostante ciò che ci manca, non grazie a ciò che abbiamo. Dopo questa premessa ecco tre semplici esercizi per allenare il cervello alla felicità. Secondo la psicologia essere felici è un’attitudine alla quale ci si può esercitare modificando il proprio punto di vista sulla vita e sulla realtà che ci circonda. Per essere felici occorre applicare delle tecniche ben precise: per prima cosa la sera bisogna annotare almeno tre eventi positivi accaduti durante la giornata; poi è opportuno confrontarsi con gli altri focalizzando l’attenzione soltanto su chi sta peggio di noi; infine occorrerebbe guardare al passato, analizzando gli eventi dalla giusta prospettiva. Vediamo in maniera più specifica in cosa consistono questi tre esercizi.

    Annotare tre cose belle

    Prima di andare a letto bisognerebbe concedersi ogni sera 10 minuti per scrivere tre cose che sono andate bene durante la giornata. E’ bene annotare anche le motivazioni che stanno alla base di questi eventi positivi. Si può utilizzare un diario comprato appositamente per questo scopo. Non occorre nemmeno che si tratti di eventi straordinari, ma si deve pensare a delle situazioni importanti o a delle piccole gioie della vita quotidiana. Accanto ad ogni avvenimento che ci sembra bello bisogna rispondere alla domanda “perché è successo”. Questa tecnica sta alla base della felicità delle persone anziane, che tendono più spesso a ricordare gli eventi positivi della propria vita.

    Confrontarsi con gli altri

    La ricerca nel campo della psicologia ha dimostrato che il confronto con gli altri è spesso benefico se ci paragoniamo a chi sta peggio di noi. Gli esperti hanno dimostrato, attraverso diversi esperimenti sociali, qualcosa di francamente ovvio: quando ci mettiamo a paragone con chi sta meglio di noi finiamo per sentirci infelici e spesso invidiosi.

    Smettiamo dunque di concentrarci (e di invidiare) chi ha più soldi o chi è più bello di noi e ringraziamo invece la sorte per il fatto che altri, purtroppo per loro, soffrono di malattie invalidanti che noi non abbiamo o non hanno serenità familiare mentre noi sì, e così via…

    Guardare dalla giusta prospettiva

    E’ sempre importante guardare la propria vita dalla giusta prospettiva, soprattutto se ci riferiamo al passato. La depressione spesso deriva da una inadeguata narrazione di se stessi. Bisognerebbe fare come insegnano le moderne tecniche della psicoterapia, che riescono a fare in modo che le persone infelici diano una giusta direzione ai vissuti. Tutto questo è essenziale per la propria autostima e a poco a poco è un meccanismo che diventerà sempre più automatico. In parole povere un depresso tende ad etichettarsi con una parola terribile: “Sono un fallito”. Per conquistare la felicità è fondamentale ribaltare questa prospettiva creando una giusta narrazione di sé. Prima di tutto occorre domandarsi quali sono stati gli eventi e le scelte che hanno portato alla situazione attuale. Poi occorre smettere di rimuginare sulle scelte fatte, perché a partita conclusa con il senno di poi è facile criticare se stessi rinfacciandosi scelte sbagliate. E infine occorre decidere di giocare la vita con le carte che si hanno in mano, piuttosto che continuare a rimuginare sulle partite perse.