Parto in Italia: sempre più ricorso al cesareo

Il parto in Italia sembra non essere nella maggior parte dei casi più naturale. Si ricorre spesso al taglio cesareo, ma gli esperti non sono d’accordo.

Pubblicato da Gianluca Rini Giovedì 27 marzo 2014

Parto in Italia: sempre più ricorso al cesareo

Il parto in Italia con il cesareo sembra che sia diventato sempre più frequente, al contrario di quello naturale. Gli ultimi dati a questo riguardo sono davvero allarmanti, perché, in base a ciò che affermano il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, il 38% dei parti in Italia sono effettuati con il taglio cesareo. Un dato preoccupante, che è messo in luce anche dagli esperti. Questi numeri sono ancora più evidenti, se li confrontiamo con quelli degli altri Paesi europei: in Olanda il 15% e in Slovenia il 14%.

Dai dati che emergono, ci si accorge che l’Italia sta in cima alla classifica dei parti cesarei nel mondo, insieme a Paesi come il Messico e il Brasile. Se esaminiamo poi le statistiche che riguardano le differenti regioni italiane, possiamo vedere come la situazione sia davvero complessa. Basti pensare che nella provincia autonoma di Bolzano i cesarei sono al 23%, mentre in Campania si arriva al 62%.

Gli esperti a questo riguardo affermano che il cesareo in assoluto non si può considerare più sicuro rispetto al parto naturale, anche perché esso è un vero e proprio intervento chirurgico, con tutte le eventuali complicazioni che può comportare. In ogni caso fanno notare che, quando viene utilizzata, l’operazione si dimostra efficace e risolutiva.

C’è anche un’altra questione, perché un parto cesareo costa di più. In conclusione sono gli stessi medici a far notare che il parto non è una malattia che va medicalizzata a tutti i costi, altrimenti si rischia di cadere nell’assurdità, in base alla quale in Italia si finisce col rimborsare più parti cesarei che esami che dovrebbero essere di routine, come elettrocardiogrammi e rx toraciche.