Alessandra Mussolini in difesa del Duce: ‘Denuncio chi offende Benito’

L'europarlamentare annuncia che si rivolgerà alla polizia postale per frasi e immagini offensive nei confronti del nonno.

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 18 ottobre 2018

Alessandra Mussolini in difesa del Duce: ‘Denuncio chi offende Benito’
Alessandra Mussolini /ANSA

Alessandra Mussolini annuncia al mondo la sua nuova battaglia: denunciare chi su internet posta frasi o immagini che offendono il nonno, Benito Mussolini. Sì, proprio il Duce, il dittatore fascista che diede il via alle leggi razziali in Italia. Colui che, di fatto, ha mandato a morire nei campi di concentramento migliaia di innocenti.

“Denuncerò chi offende il Duce sui social”

Alessandra Mussolini ha preso la decisione dopo il violento diverbio in tv con il giornalista Alan Friedman nello studio di L’Aria che tira. La nipote di Benito prima ha fatto il gesto del dito medio per poi insultare il giornalista americano dandogli dello stron… Perché? Perché Friedman aveva affermato di non essere stupito dalla posizione della Mussolini a proposito dell’esclusione dei bimbi stranieri dalla mensa scolastica a Lodi. Friedman le aveva semplicemente ricordanto la parentela con il dittatore, sottolineando la sua posizione politica.

Così la Mussolini ha twittato un avviso i “naviganti”: chi parla male del Duce sui social sarà denunciato. “Legali al lavoro per verificare il “politically correct” di Fb e altri social nei confronti di immagini e/o frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini, monitoraggio e denuncia a polizia postale”, scrive sui social l’europarlamentare nipote del Duce.

Qualcuno ha ricordato ad Alessandra Mussolini che in Italia esiste un reato che punisce l’apologia del fascismo? Non è dato sapere.

Qualcuno però se lo è ricordato e ha commentato sotto al messaggio dell’europarlamentare (ex FI e ora in quota Lega): “Suo nonno è stato protagonista di uno dei momenti più bui della storia d’Italia. Per colpa sua molti italiani sono morti oltre alla tragedia delle leggi raziali, la mia famiglia ne sa qualcosa”.