Reddito di cittadinanza anche per rom e immigrati?

Dobbiamo ricordare che in Italia i poveri sono quasi sei milioni, di cui 1,6 milioni stranieri residenti

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 17 ottobre 2018

Reddito di cittadinanza anche per rom e immigrati?
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Matteo Salvini/ANSA

Ancora non ci sono dati certi per capire chi ha diritto o meno al reddito di cittadinanza. Tutti questi dettagli andranno a integrare il collegato alla legge di Bilancio previa discussione in Parlamento. Nonostante questo, sulle pagine online de Il Giornale è apparso un articolo a firma Gian Maria De Francesco dal titolo ‘Il bluff: reddito di cittadinanza anche per rom e immigrati’. In cui in sostanza si parla dell’incerto come se fosse certo. E l’allarme è che il beneficio del reddito di cittadinanza non è proprio ideato seguendo la via del ‘prima gli italiani’. Vediamo allora quali sono le critiche mosse alla misura.

Secondo il giornalista, gli italiani che godranno del beneficio saranno pochi. Il reddito di cittadinanza andrà a riempire le tasche di immigrati (regolari), cittadini comunitari e rom. Anche se devono essere residenti nel nostro Paese da almeno 5 anni.

”Le bugie di Matteo Salvini e Luigi Di Maio”

I due vicepremier vengono smentiti, le loro affermazioni demolite dall’analisi di De Francesco. Che riportando quanto scritto nel Documento programmatico di bilancio (la bozza mandata in UE, per intenderci) mette i puntini sulle i. Il reddito di cittadinanza ”sarà destinato a disoccupati e inoccupati, compresi i pensionati, residenti da 5 anni in Italia”, si legge nella bozza.

In sostanza le promesse di voler aiutare con il reddito di cittadinanza tutti gli italiani in povertà assoluta non saranno mantenute. Non ci sono le coperture per tutti.

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Dobbiamo ricordare che in Italia i poveri sono quasi sei milioni, di cui 1,6 milioni stranieri residenti (DATI ISTAT). In base al principio di non discriminazione non si possono escludere dal beneficio i cittadini dell’Unione europea (tra essi ci sono tra gli altri: rumeni, bulgari e polacchi). E nemmeno quelli degli Stati con cui l’Italia ha stretto convenzioni per la sicurezza sociale. Si parla di Stati come Argentina, Brasile, Messico, Capo Verde, Tunisia, Turchia. Ma anche Uruguay, Venezuela, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia.