Polemiche per i tweet sessisti del consigliere di Luigi Di Maio

Sui social è scoppiata l'indignazione contro Enrico Esposito, il consigliere di Di Maio autore dei tweet sessisti e omofobi

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 12 ottobre 2018

Polemiche per i tweet sessisti del consigliere di Luigi Di Maio
Uno dei tweet postati dal vicecapo dell'ufficio legislativo del Mise, Enrico Esposito, recentemente nominato dal ministro Di Maio/ANSA

Enrico Esposito è un giovane avvocato di Acerra, amico di Luigi Di Maio. Tanto che lo ha nominato vice capo dell’ufficio legislativo al Ministero dell’Economia. Il consigliere del leader del Movimento Cinque Stelle è entrato nell’occhio del ciclone per la polemica scatenata sui social da chi ha criticato il suo uso forse troppo ‘disinvolto’ di Twitter. Diversi suoi interventi sono stati giudicati omofobi e sessisti.

Come riportato da L’Espresso, Esposito ha postato ”Dichiarazioni vergognose, sessiste e omofobe”, lanciate in rete in una sorta di ”personale battaglia contro i gay” che è durata fal 2012 al 2016. Tanto che sono giunte numerose richieste di dimissioni.

Un esempio? Eccolo: ”In un Paese serio Vladimirluxuria va in galera, non in Parlamento”. Oppure: ”Non c’è modo migliore di onorare le donne mettendo una mignotta in quota rosa”. E ancora: ”Dolce e Gabbana chiusi per indignazione. Ma si può sempre entrare nel retro”.

Le reazoni su Twitter

”Se sei amico di Di Maio, puoi fare insulti sessisti e battutacce da bar contro le donne, tanto diventerai Vice Capo dell’Ufficio Legislativo al Ministero dello Sviluppo Economico con un incarico da 65mila euro annui, ottenuto su “base fiduciaria”” scrive Roberta Teano

”Non si può tollerare che chi è chiamato a lavorare nelle istituzioni possa scrivere e pensare cose come queste. Il Ministro Di Maio ne pretenda subito le dimissioni”, chiede l’avvocato Lucia Annibali.

Maria Elena Bochi usa l’hashtag #vergogna e twitta: ”Caro #DiMaio non hai niente da dire sul tuo caro amico e collaboratore Enrico #Esposito che offende in modo ignobile donne e omosessuali? Altro che pari opportunità, qui manca anche il rispetto umano. Chi dice cose simili non è degno di lavorare per il governo italiano”.

Ma lui si difende: “Era solo satira”, e spiega che in quegli anni dava voce al personaggio da lui creato di “Gianni il riccone”, il suo alter ego razzista, sessista e antimeridionale.