La Lega contro Cristina Parodi: ‘Ha offeso Salvini, subito fuori dalla Rai’

Dopo l'intervista a "I Lunatici", i parlamentari leghisti firmano un documento per allontanare dalla Rai il popolare volto televisivo

Pubblicato da Redazione NanoPress Giovedì 11 ottobre 2018

La Lega contro Cristina Parodi: ‘Ha offeso Salvini, subito fuori dalla Rai’
Cristina Parodi / Ansa

Ieri la popolare conduttrice e giornalista Cristina Parodi ha commentato il crescente consenso incassato dal vicepremier Matteo Salvini definendolo frutto di ignoranza e paura. Cristina Parodi ha inoltre espresso preoccupazione per un governo che invece di unire le persone le divide. Le dichiarazioni sono state rese nel corso di un’intervista alla trasmissione “I Lunatici” di Radio 2. E la replica della Lega non si è fatta attendere: dagli scranni del Carroccio si chiede l’allontanamento di Cristina Parodi dagli studi della Rai.

Ecco, in particolare, le frasi incriminate: “A cosa è dovuta l’ascesa di Salvini? All’arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all’ignoranza. Mi fa paura vedere un tipo di politica che è basata sulla divisione, sui muri da erigere. Vorrei una politica che andasse incontro ai più deboli e che aiutasse questo Paese a risollevarsi in un altro modo”.

A firmare la richiesta di allontanare Cristina Parodi dalla Rai sono i parlamentari leghisti Paolo Tiramani, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi e Umberto Fusco.

Cristina Parodi è inoltre la moglie di Giorgio Gori, esponente del PD e sindaco di Bergamo, e questo agli occhi dei leghisti aggrava la sua posizione: “Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo. E, soprattutto, lasci la Rai. Con le sue offese a Matteo Salvini, la giornalista e moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radio-televisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e ciò non è giustificabile. Ne chiederemo conto in Commissione di Vigilanza Rai con un’interrogazione”.