Lega, il partito denuncia: ‘Prof dà un tema su come cacciare Salvini’

In una classe di prima media di una scuola di Castel del Rio, un'allieva ha espresso un quesito particolare in risposta a un compito assegnato dall'insegnante di italiano: 'Come cacciare Matteo Salvini'. L'esercizio svolto è finito sui social scatenando le polemiche del Carroccio

Pubblicato da Chiara Podano Mercoledì 26 settembre 2018

Una professoressa di italiano di una scuola media di Catsel del Rio in provincia di Bologna ha assegnato ai propri allievi allievi un esercizio per conoscere la classe di prima media. Il compito è diventato sorprendentemente motivo di polemica e di accuse da parte della Lega di Matteo Salvini.

Un’allieva di questa classe di prima media si chiede ‘Come fare per cacciare Matteo Salvini?’, una risposta a un compito sui sogni degli alunni. L’insegnante ha chiesto alla bambina di cancellare quanto scritto, ma la giovane scolara scrive comunque il quesito insieme a tanti altri: ‘Come risolvere la desertificazione’; ‘Come guarire dalle malattie’; ‘Come smettere la guerra’.

La foto del compito dell’allieva finisce sui social e la Lega denuncia: ‘Certi insegnanti, anziché educare, fanno propaganda politica’. ‘Accomunato a inquinamento, desertificazione, guerra e malattie… non ci voglio credere, e infatti andrò fino in fondo per verificare se siamo di fronte a uno scherzo o a una triste realtà. Scriverò al ministro della Pubblica Istruzione. Un abbraccio a quei bimbi da parte di un papà che lavora per una scuola senza pregiudizi politici e in un Paese libero’, scrive il Ministro dell’Interno indignato.

A Castel del Rio, Bologna, una insegnante di italiano delle medie avrebbe chiesto agli studenti: “Come facciamo a...

Pubblicato da Matteo Salvini su Mercoledì 26 settembre 2018

A spiegare quanto accaduto è il direttore dell’ufficio scolastico dell’Emilia Romagna Stefano Versari: ‘Non c’è nessun compito in classe o a casa, dato dall’insegnante ai bambini come denunciato dal commissario provinciale della Lega Daniele Marchetti’. L’esercizio rientrava in una pratica didattica definita ‘bottega dei desideri’ con cui gli allievi sono invitati a esprimere un sogno e trascriverlo tra questi evidentemente anche quello di cacciare il Ministro dell’Interno, desiderio che l’insegnante avrebbe anche chiesto di cancellare.

‘Per precauzione ho chiesto sull’ episodio una relazione scritta. Ma ho la percezione di una realtà che cerca l’esorbitanza, e che quando l’esorbitanza non c’è tende a costruirla’, ha concluso Versari.