Genova: Di Maio, Salvini e Toninelli chiedono le dimissioni dei vertici di Autostrade e la revoca delle concessioni con multe da 150 mln

La politica interviene dopo la tragedia del ponte Morandi. Di Maio e Salvini chiedono la ''Revoca della concessione ad Autostrade e multa di 150 milioni''. Per Toninelli: ''I vertici si devono dimettere''

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 15 agosto 2018

Genova: Di Maio, Salvini e Toninelli chiedono le dimissioni dei vertici di Autostrade e la revoca delle concessioni con multe da 150 mln
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“I responsabili hanno un nome e un cognome e sono Autostrade per l’Italia. Autostrade deve fare la manutenzione e non l’ha fatta. Prima di tutto si dimettano i vertici” sostiene il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ai microfoni di Radio Radicale, sottolineando che ili ministro Toninelli ha avviato le procedure per il ritiro della concessione. “È possibile, in caso di inadempienze, ritirare la concessione e far pagare multe fino a 150 milioni di euro. Autostrade non ha fatto la manutenzione”.

”Per anni si è detto che le gestioni private sarebbero state migliori di quelle statali. E così, oggi, abbiamo uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza e non c’era niente che facesse immaginare il crollo. Autostrade doveva fare la manutenzione e non l’ha fatta. Incassa i pedaggi più alti d’Europa e paga tasse bassissime, peraltro in Lussemburgo”. “Bisogna ritirare le concessioni e far pagare le multe – aggiunge Di Maio – . Il ministro Danilo Toninelli ha già avviato le procedure per il ritiro della concessione e per comminare le multe. Se un privato non è in grado, le autostrade le gestirà lo Stato. Prima di tutto si dimettano i vertici!”.

Salvini contro i vertici di Autostrade

“Non faccio l’ingegnere né faccio processi senza elementi. Ma quel ponte era sotto il controllo di una società privata che guadagna miliardi facendo pagare uno dei pedaggi più cari di Europa. Evidentemente non ha fatto quello che doveva, e non ha speso i soldi che doveva. Quindi revocare queste concessioni, dare le multe più alte possibile e far pagare penalmente e civilmente coloro che hanno questi morti sulla coscienza è il minimo”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, parla da San Luca (Reggio Calabria).

“Un governo in carica come il nostro deve fare controlli su tutte altre infrastrutture segnalate a rischio, o troppo vecchie, e nella prossima manovra economica devono essere inseriti tutti i soldi per la messa in sicurezza di questo Paese, a prescindere dalle regole europee”.”Quindi – ha aggiunto – tutti soldi che serviranno per mettere in sicurezza strade, ferrovie, scuole e ospedali dovranno poter essere investiti dai Comuni e dallo Stato a prescindere dai vincoli o dalle regole poste da altri. I soldi nelle casse di molti comuni ci sono, l’assurdo è che nelle casse dei comuni ci sono un sacco di soldi che non possono essere spesi per vincoli esterni che paiono assurdi”.

E conclude: “E’ da ieri che ho segnalazioni su internet di ponti, viadotti, fiumi, canali, montagne, argini a rischio o segnalati come a rischio. Quindi, faremo un’enorme radiografia dell’Italia che soffre. Ci sarà una lista, anche qui in Calabria. Voglio intervenire prima”.

Toninelli fa eco a Di Maio

”Sono passate nemmeno 24 ore dalla tragedia che ha colpito Genova, e come tutti noi ho ancora negli occhi quelle terribili immagini del crollo del ponte Morandi. Oggi sarò tra le macerie macchiate di sangue e provo rabbia perché in un Paese civile non si può morire per un ponte che crolla. Lo voglio ribadire con ancora più forza: chi ha colpe per questa tragedia ingiustificabile dovrà essere punito. Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari”.

Lo scrive su Facebook il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. “I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato”.

“Contemporaneamente a questi atti doverosi – aggiunge Toninelli -, dobbiamo badare a ricostruire e manutenere, seppure con il pensiero sempre rivolto alle vittime e alle loro famiglie. Per quanto riguarda Genova, verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la ‘Strada a mare’. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali. Quindi, il nostro impegno continuerà ad essere quello di investire soldi per la cura e la ristrutturazione dell’esistente. Ci sarà un vero e proprio piano Marshall per la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, molte delle quali sono state costruite negli anni ’60 e ’70. Penso sia nostro dovere usare i soldi pubblici per la manutenzione di queste arterie vitali del nostro Paese, invece di sprecarli in mastodontiche opere inutili. Un progetto su cui punto molto è quello per un monitoraggio attraverso semplici sensori che verificano la stabilità di infrastrutture e viadotti. Un sistema tecnologico che ci permetta di dire: mai più stragi come quella di Genova”.

“A chi invece sta speculando su questa tragedia – conclude il ministro – voglio dire: è impensabile, oltre che ignobile, collegare il crollo del ponte Morandi alla messa in discussione della realizzazione della Gronda di Genova, su cui è in corso un’analisi costi-benefici. Si tratta di un’opera che non costituisce una soluzione sostitutiva rispetto al viadotto sull’A10. E che comunque sarebbe pronta nel 2029. Ora basta sciacallaggio, noi vogliamo le grandi opere utili. E pensiamo soprattutto a rendere sicura questa nostra malridotta Italia”.