Luigi Di Maio rassicura: ”In Italia non c’è razzismo”

Nessun allarme, dice il vicepremier pentastellato ''Vogliono solo attaccare Salvini''

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    Luigi Di Maio rassicura: ”In Italia non c’è razzismo”

    Il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio non crede ”Che ci sia un allarme razzismo in questo Paese. Si sta utilizzando questo argomento, perché qualcuno, per sentirsi un po’ di sinistra, deve attaccare Salvini considerandolo di estrema destra“. Questo ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ospite in televisione nella trasmissione Omnibus, su La7.

    ”Non credo che in questo Paese ci sia un allarme razzismo. Qualcuno per sentirsi un po’ di sinistra, perché non lo è più, deve attaccare Salvini. Queste forze politiche continuano nel patto del Nazareno a fare opposizione insieme e lo si vede anche su Foa per la Rai”, ha precisato il ministro del Movimento Cinque Stelle.

    Al quale ha fatto eco il presidente della Camera, Roberto Fico, che a margine di un convegno a Montecitorio ha sostenuto che: ”Il razzismo va sempre combattuto, in ogni caso, senza esitare”, ma l’Italia non è un Paese razzista e xenofobo, secondo la terza carica dello Stato che precisa: “Assolutamente no, ha grande rispetto per l’altro, grande accoglienza. Un Paese democratico, che ha una Repubblica forte”, sottolinea.

    E la replica arriva anche via social, su Twitter la deputata del PD Alessia Morani scrive “Ho appena letto che il #m5s condanna l’aggressione a Daisy #Osakue. Invece di fare ipocrite note stampa fermino la spirale d’odio innescata dall’alleato #Salvini oppure ne sono corresponsabili #bastarazzismo”.

    E sulla faccenda vale la pena riportare le parole di Daisy Osakue, l’atleta italiana di origine nigeriana di Moncalieri, che commenta a SkyTg24 l’aggressione della notte scorsa: “Sono italiana da quando ho 18 anni e negli ultimi anni ho avuto modo di rappresentare l’Italia” a livello sportivo. Quello che è accaduto “Credo che sia un episodio di razzismo – spiega – perché in quella zona ci sono prostitute di colore e mi hanno scambiata per una di loro. Quei vigliacchi pensavano che fossi una di quelle ragazze che non li avrebbe denunciati. Ma io ho una voce e posso parlare. Anzi, la mia domanda è: quando ci muoviamo e ci opponiamo a questa situazione inaccettabile?”.