Taglio dei vitalizi, Cicciolina contro l’approvazione alla Camera della delibera di Roberto Fico

L'ex pornostar annuncia il ricorso contro il provvedimento fortemente voluto dai cinquestelle. Di Maio: 'è il giorno della morte dei vitalizi, una giornata storica, un atto da Terza Repubblica': le nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio 2019. E sui social lancia l'hashtag #ByeByeVitalizi

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    CICCIOLINA
    Ilona Staller in arte Cicciolina / Ansa

    L’ex pornostar Cicciolina, alias Ilona Staller, che negli anni ’90 è arrivata in Parlamento col partito Radicale, ha dichiarato di voler presentare ricorso contro il taglio dei vitalizi, ossia contro la delibera dell’Ufficio di Presidenza della Camera, con a capo il pentastellato Roberto Fico, sostenendo che si tratta di un provvedimento illegittimo.

    “È stato violentato ogni valore etico della politica e rappresenta un’offesa alla dignità. È una decisione illegittima che aumenta le disuguaglianze, la pensione è ricalcolata in base al criterio contributivo per i deputati ma non per i senatori e i consiglieri regionali”, ha tuonato Cicciolina, attraverso le parole del suo legale.

    D’altronde Cicciolina non è l’unica ad aver promesso battaglia in merito. Vediamo di seguito le tappe che hanno caratterizzato questo provvedimento, dall’approvazione finale alle proteste di chi è coinvolto dai tagli.

    Taglio dei vitalizi: la Camera approva la delibera di Roberto Fico

    Vitalizi: Fico e Di Maio
    Il presidente della Camera Roberto Fico e il vicepremier Luigi Di Maio / Ansa

    Via libera al taglio dei vitalizi dopo il voto alla Camera. E’ stata infine approvata la delibera del presidente Roberto Fico con cui vengono archiviati i vitalizi, tema tanto caro ai grillini e agli anti-casta. Il testo introduce anche il ricalcolo delle pensioni per gli ex parlamentari. Le nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio prossimo, mentre il vicepremier Luigi Di Maio, lancia l’hashtag #ByeByeVitalizi: “Oggi è un giorno importantissimo per tutti i cittadini di questo Paese e, lasciatemelo dire con un po’ di orgoglio, anche per il MoVimento 5 Stelle. È un giorno di festa: finalmente vengono aboliti i vitalizi!” e poi lancia l’invito a tutti a prendersi una ‘piccola rivincita’, postando sui social ”un video o una foto dove fate “ciao ciao” con la mano per salutare il privilegio che se ne va”.

    E per chi ha messo in ballo la Corte Costituzionale (Ettore Rosato, vicepresidente dell’assemblea di Montecitorio in quota Pd, ma non solo) il presidente della Camera, Roberto Fico ha risposto di non temere alcun ‘pericolo sanzione’: “Non sono preoccupato, so che la delibera che ho scritto è forte, sostanziale e sostanziosa perché ripara a delle ingiustizie e in questi casi è sempre la Costituzione a dire come fare: i cittadini devono essere tutti uguali. Questa delibera rende tutti i cittadini uguali e perciò credo sia costituzionale”.

    Nel dettaglio, i voti favorevoli sono stati 11: 9 provenienti dalla maggioranza grillina e leghista, 1 dal Partito Democratico e 1 da Fratello d’Italia. I deputati di Forza Italia si sono astenuti.

    ”Oggi è una giornata storica – aveva poi annunciato il ministro del Lavoro Di Maio, salutando l’approvazione della delibera – almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no”. “E’ una giornata storica perché la Camera abolisce i vitalizi agli ex parlamentari. Aboliamo un privilegio odioso e cominciamo a restituire a tutti i cittadini i soldi con cui i politici si sono arricchiti nella prima e nelle seconda Repubblica. E’ un atto da terza Repubblica”.

    E senza celare la soddisfazione ha concluso: ”È un principio di giustizia ma non mi nascondo che c’è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati”. In tanti però stanno facendo notare al vicepremier che in realtà la vera abolizione dei vitalizi è già avvenuta nel 2011 con il governo Monti, e che questo provvedimento si riferisce dunque del ricalcolo sui vitalizi goduti solamente dagli ex parlamentari.

    Ad ogni modo l’entusiasmo grillino è alle stelle, mentre alla vigilia del voto per l’approvazione, Luigi Di Maio aveva scritto sul web un messaggio agli italiani in cui decretava ‘la morte del vitalizio’>>>

    Di Maio

    Luigi Di Maio: ‘Il giorno in cui morì il vitalizio’

    Luigi Di Maio ha sempre tirato dritto senza lasciarsi intimidire da chi minaccia ricorsi: “Ho visto che ci stanno già minacciando. Ma noi a queste minacce ci siamo già abituati negli ultimi sei anni. Quelli sono privilegi rubati, non diritti acquisiti. La smettano con le minacce: è uno schiaffo alla miseria fare ricorsi e protestare perché ti tolgo un vitalizio di 6-7000 euro quando sei stato tre giorni in Parlamento”, aveva sostenuto prima di scrivere un messaggio condiviso sul blog del M5S: ”È iniziato il conto alla rovescia. Giovedì saranno finalmente aboliti i vitalizi degli ex deputati. È una battaglia che come MoVimento 5 Stelle portiamo avanti da anni per ristabilire i principi di equità e giustizia sociale. La Camera grazie a questa delibera risparmierà 200 milioni di euro a legislatura, soldi dei cittadini che non andranno più a gonfiare le tasche di pochi privilegiati. In tutti questi anni ci hanno raccontato che non si poteva fare, perché non si possono togliere i diritti acquisiti. Il punto è che non di diritti si tratta, ma di privilegi. Rubati.

    La buona notizia è che da giovedì non esisteranno più. Forse avremo rovinato le vacanze a qualcuno, ma di certo abbiamo fatto un importante passo in avanti dell’eliminazione dei privilegi. Questo è solo il primo che facciamo fuori. Poi toccherà ai vitalizi degli ex senatori. Dopo sarà il turno dei pensionati d’oro che anziché prendere una pensione di privilegio, prenderanno solo in base a quello che hanno versato, come tutti i cittadini normali.

    Intanto segnatevi questa data: giovedì 12 luglio, il giorno in cui morì il vitalizio. Il giorno in cui dimostreremo a tutti che per fare le cose giuste basta la volontà politica di farle”.

    Il taglio alle pensioni d’oro

    E il vice premier ha sottolineato che nell’agenda politica è segnato un altro provvedimento che sarà, in pratica, il passo successivo dopo il taglio ai vitalizi. Si tratta del taglio delle pensioni d’oro, che saranno decurtate ”anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza”, quindi abbassando la soglia di 5.000 euro di cui si vociferava. ”L’obiettivo – ha concluso Di Maio – è quello di tagliare le pensioni d’oro – per ridare alle minime’.

    E intanto è scontro tra Fico e Casellati>>>

    Fico e Casellati

    Fico e Casellati litigano sul vitalizio

    Il Senato non si muove. La presidente del Senato Casellati non imita Fico, anzi esprime “qualche perplessità sul fatto di poter incidere sui diritti acquisiti” perché il taglio dei vitalizi “significa incidere sullo status di persone che magari oggi possono avere anche un’età rilevante e che si trovano improvvisamente ad avere uno stipendio magari inferiore al reddito di cittadinanza”.

    Il Senato dunque non intraprenderà, almeno per il momento, un’iniziativa simile a quella della Camera. Quindi palazzo Madama ha acquisito la documentazione di Montecitorio e, insieme alla relazione del collegio dei questori, ha chiesto un parere al Consiglio di Stato. Le opposizioni intanto rilanciano l’ipotesi del disegno di legge per abolire i privilegi per ex senatori, deputati e consiglieri regionali.

    GIUSEPPE GARGANI
    Giuseppe Gargani / Ansa

    Gli ex deputati minacciano class action

    L’associazione degli ex deputati minaccia una battaglia legale: in caso di approvazione della delibera, i membri dell’associazione chiederanno, tramite azione civile e amministrativa, i danni patrimoniali direttamente ai membri dell’Ufficio di presidenza della Camera e al presidente Roberto Fico.

    In prima fila l’Associazione degli ex parlamentari guidata da Giuseppe Gargani (prima DC e poi FI) che si dice pronta a intentare una class action contro Fico e contro i componenti dell’Ufficio di presidenza della Camera. In caso di vittoria, sia Fico che gli altri membri dell’Ufficio dovrebbero risarcire gli ex parlamentari mettendo mano al loro loro patrimonio personale.

    Il dramma di Paolo Cirino Pomicino

    Cirino Pomicino

    L’inossidabile Paolo Cirino Pomicino, ex DC con alle spalle 18 anni in Parlamento non ci sta. Oggi Pomicino prende 4700 euro netti, con la delibera fico si ridurrebbero a 2500 euro metti. “Queste misure sui vitalizi altro non sono che la riduzione di una parte delle libertà dei parlamentari”, accusa Pomicino. “Il vitalizio non è una pensione. Ma quando fu introdotto negli anni Sessanta, i padri costituenti erano viventi e compresero che la libertà dei legislatori doveva essere garantita anche sul piano economico nel presente e nel futuro, senza arricchimenti ma con la dignità pari alla funzione svolta”.

    Fico
    Il presidente della Camera Roberto Fico / Ansa

    La delibera di Roberto Fico

    Il presidente della Camera Roberto Fico ha fortemente voluto presentare la delibera anti-casta volta al taglio dei vitalizi degli ex deputati, per un risparmio stimato di 40 milioni di euro. Si tratta di un provvedimento che riguarda esclusivamente chi ha prestato servizio alla Camera. Per gli ex senatori ci vorrebbe un atto analogo su iniziativa della presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, ma che non si vede all’orizzonte nonostante l’iniziativa di Fico susciti l’entusiasmo del M5S che su questo tema ha speso tante forze in campagna elettorale.

    I vitalizi degli ex deputati sono in totale 1.405: 1.338 subiranno una sforbiciata, 67 non verranno ritoccati. Il nuovo sistema ricalcola i vitalizi elargiti con sistema contributivo e mette le mani in tasca a 1.338 ex deputati. Si salvano 67 ex deputati perché, da delibera, non sarà toccato il borsellino di chi ha fatto almeno 4 legislature. Va precisato che i vitalizi non saranno cancellati, ma ridimensionati: il vitalizio minimo sarà di 980 euro al mese e andrà a chi ha fatto una legislatura. Il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50% del vitalizio sarà di 1.470 euro.

    L’Ufficio di presidenza della Camera darà dunque il via libera alla delibera presentata dal presidente della Camera Roberto Fico che taglia i vitalizi. Ma solo a Montecitorio. La novità dovrebbe entrare in vigore alla Camera dal primo novembre, in caso di approvazione al voto di metà luglio.