Negozi chiusi domenica e per le feste: la proposta di legge del Movimento 5 Stelle

Vediamo in cosa consiste la proposta che taglia le liberalizzazioni volute dal governo Monti in materia di commercio

da , il

    Negozi chiusi domenica e per le feste: la proposta di legge del Movimento 5 Stelle

    Addio negozi aperti H24? Se passa la proposta di legge presentata alla Camera dal deputato M5S e sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa, insieme ai parlamentari pentastellati Massimiliano De Toma, Rachele Silvestri e Andrea Vallascas, cambieranno un bel po’ di cose nel settore del commercio. Vediamo allora in cosa consiste la proposta che taglia le liberalizzazioni volute dal governo Monti in materia di orario dei negozi.

    Una legge contro l’art.31 del decreto ‘Salva Italia’

    La proposta di legge che modifica gli orari di apertura degli esercizi commerciali prevede un totale massimo di 12 giorni l’anno di festività lavorate per ogni singolo esercizio commerciale, con un 25% degli esercizi aperti in ogni comune, divisi per settore merceologico, che rispettino turni a rotazione stabiliti a livello comunale.

    Al momento, in base all’articolo 31 del decreto Salva Italia del 2011, non c’è alcun obbligo da parte degli esercenti di tenere chiuso in determinati orari, anzi c’è libertà totale sulle aperture domenicali e festive.

    Se passasse la proposta grillina, in pratica la liberalizzazione completa resterebbe sì, ma solo per gli esercizi commerciali delle località turistiche. Per tutti gli altri negozi e attività commerciali sparsi in Italia ci sarebbero da seguire le norme stabilite a livello locale. Questo perché, secondo Crippa, occorre dare un freno alla liberalizzazione prevista dal decreto Monti, colpevole di aver penalizzato le piccole realtà, perché ‘non operando alcuna distinzione tra piccoli e grandi esercenti, li pone in condizione di concorrenza diretta e spietata, senza mediazione alcuna’.

    Inoltre la proposta di legge si compone di un altro articolo in cui si dispone la creazione di un Osservatorio sulle aperture domenicali e festive presso il ministero dello Sviluppo Economico, in modo da verificare gli effetti della regolazione delle aperture domenicali e festive prevista dalle legge. Dovrebbe essere composto da dieci membri tra funzionari del Mise, rappresentanti delle organizzazioni di categoria, sindacali e dei consumatori, che per il loro lavoro non percepiranno compensi.

    Il commento del rappresentante sindacale

    “Abbiamo analizzato la proposta di Legge che prevede un ritorno ad una regolamentazione con il massimo del 25% delle aperture domenicali e festive e dal progetto sono escluse le zone turistiche, ma su questo il Sottosegretario ha lasciato spazi d’intervento e invieremo al Ministero le nostre integrazioni. Abbiamo affrontato i temi della precarietà e dello sfruttamento e anche su questo il Ministero si è mostrato attento e ha dichiarato di voler rivedere il sistema ispettivo. Il nostro impegno non si conclude oggi, ma prosegue al fianco dei milioni dei senza domeniche”, ha commentato Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Cobas.