Vitalizi parlamentari: i 21 casi più sconvolgenti ed eclatanti

Chi sono i politici dalle pensioni d’oro? Ecco una lista aggiornata in base alle pensioni incassate da ex deputati e ex senatori dopo la scadenza del mandato parlamentare.

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    LA CAMERA VOTA LO STOP AI VITALIZI PARLAMENTARI
    La Camera vota l’abolizione dei vitalizi parlamentari / Ansa

    Parliamo dei vitalizi politici, ossia di chi sono quei politici che anche solo dopo una breve carriera di pochi giorni in Parlamento hanno incassato – e continuano a incassare – lauti assegni sotto forma di vitalizi parlamentari. Argomento che tanto ha fatto arrabbiare gli esponenti del Movimento Cinque Stelle che da sempre vuole abolire questo privilegio della ”Casta”.

    Ma chi sono i politici italiani che percepiscono pensioni d’oro? Vediamo nelle seguenti pagine tutti i dettagli in merito, con una sorta di classifica di ex deputati e senatori che percepiscono il vitalizio, in base alle pensioni incassate.

    I SUPER PENSIONATI DELLA POLITICA

    Baby pensioni in Sardegna, Claudia Lombardo vitalizi da 5 mila euro al mese

    Il titolo di Miss Baby pensionata d’oro va a Claudia Lombardo, ex consigliera regionale della Sardegna, che riceve un vitalizio da 8.455 euro da quando ha 41 anni.

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    Luciano Violante

    Nella lista dei super pensionati della politica troviamo l’ex presidente della Camera Luciano Violante che percepisce un vitalizio di 9.363 euro al mese.

    Walter Veltroni 150x150

    Il vitalizio di Walter Veltroni , ex sindaco di Roma, ministro dei Beni culturali e ex segretario del Partito Democratico, è di 5.373 al mese.

    Assemblea nazionale dei comitati referendari "Scelgo No"

    Il vitalizio di Massimo D’Alema è di 5.283 euro al mese.

    Gianfranco Fini

    Gianfranco Fini incassa 5.614 euro di vitalizio al mese.

    Franco Marini

    Franco Marini può contare su un assegno mensile di 5.800 euro.

    Irene Pivetti

    La più giovane presidente della Camera, la leghista Irene Pivetti, è anche una baby pensionata visto che dal 2013, da quando aveva solo 50 anni, prende 6.203 euro al mese.

    Alfonso Pecoraro Scanio

    Alfonso Pecoraro Scanio, deputato dal 1992 al 2008, riceve 8.836 euro da quando aveva 49 anni.

    Vittorio Sgarbi porta la Monna Lisa in Italia

    Prendono bene anche gli assidui del Parlamento: Vittorio Sgarbi riceve 8.455 euro dopo aver fatto 4 legislature.

    Rosa Russo Iervolino

    Rosa Russo Iervolino, parlamentare per oltre 20 anni e più volte ministra, riceve 5.400 euro netti.

    Gianni De Michelis

    Gianni De Michelis 5.800 euro netti al mese.

    piero fassino

    Piero Fassino conta su un assegno pensionistico mensile di 5.256 euro.

    Paolo Cirino Pomicino

    L’ex dc Paolo Cirino Pomicino guadagna 5.411 di pensione al mese.

    Mauro Capanna e Gianfranco Fini

    Mauro Capanna (in foto con Fini) incassa un vitalizio di 3.026 euro al mese.

    Ciriaco De Mita

    L’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita ha un vitalizio di 5.862 euro/mese.

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    L’ex Guardasigilli Clemente Mastella guadagna 6.939,81 euro di pensione.

    Roma, manifestazione del Movimento 5 Stelle

    L’ex magistrato Ferdinando Imposimato conta su un vitalizio di 4.580 euro.

    Giuliano Amato

    Tra i più fortunati c’è l’onnipresente Giuliano Amato, che riceve un vitalizio da 31.411 euro al mese.

    Antonio Razzi esce dal Senato

    Antonio Razzi, ex senatore di Forza Italia, nel giugno 2018 ai microfoni de La Zanzara (Radio24) chiarisce: “Ho preso il mio primo vitalizio mensile. È di 2600 euro netti. Quei soldi mi servono per vivere. Devo morire di fame dopo 70 anni di lavoro?”.

    Angelo Pezzana è stato deputato del Partito Radicale per appena sette giorni. Per quella sola settimana che ha svolto da parlamentare, si è aggiudicato un vitalizio da 2.163 euro al mese.

    Pietro Craveri, del Partito Radicale è stato proclamato senatore il 2 luglio del 1987. Sette giorni dopo preferì dimettersi e anche a lui ha incassato il vitalizio previsto di più di 2.000 euro al mese.

    Un altro esponente dei Radicali, Luca Boneschi, negli anni ’80 rimase alla Camera soltanto un giorno, perché fu proclamato deputato il 12 maggio 1982 e si dimise il giorno dopo per protesta. Nonostante questo ottenne il vitalizio che incassò fino alla morte avvenuta nel 2016. Nonostante questo il suo nome tornò in auge in seguito a una gaffe di Luigi Di Maio, che per gridare allo scandalo, nel luglio del 2017 citò il caso Boneschi, facendo una clamorosa brutta figura.