Governo Conte: ultime notizie sull’esecutivo Lega-MoVimento 5 Stelle

Si è tenuto alle 12:00 l'incontro fra Salvini e Mattarella. Il presidente della Repubblica aveva già annunciato che non avrebbe discusso della sentenza della magistratura che autorizza il sequestro di 49 milioni di euro dalle casse della Lega. Il ministro dell'interno annuncia l'intenzione di voler chiudere i porti italiani alle navi delle missioni internazionali. Ma la ministra della Difesa lo smentisce: 'La scelta non ricade nelle sue mansioni'

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    FONDI LEGA, MATTARELLA RICEVERÀ SALVINI AL COLLE IL 9 LUGLIO

    Oggi a mezzogiorno si è tenuto l’incontro al Quirinale fra Mattarella e Salvini. Sul tavolo immigrazione, Libia, sicurezza, terrorismo e confisca dei beni ai mafiosi. Non si è parlato, come invece annunciato da Salvini la scorsa settimana, delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Lega. D’altra parte Mattarella aveva subito messo le mani avanti dichiarandosi indisponibile a commentare le sentenze della magistratura e tanto meno ad intervenire per ‘aggiustarle’ o per trovare scappatoie.

    “L’incontro con il presidente Mattarella è stato utile, positivo e costruttivo”, ha assicurato Salvini al termine del colloquio durato circa mezz’ora.

    Il problema giudiziario per la Lega rimane e pende come una spada di Damocle sul futuro del partito: la magistratura ha autorizzato il sequestro di 49milioni di euro dai conti della Lega per le frodi che hanno visto condannati Bossi e Belsito. Salvini denuncia un accanimento giudiziario contro il Carroccio. Salvini ostenta sicurezza e dichiara che “gli unici che decidono sono gli italiani con il loro voto” e non i giudici. E ancora: “Se pensano di mettermi paura hanno sbagliato soggetto”.

    Salvini gioca la carta del martire politico: “Ci faranno la guerra in tutti i modi, useranno le tv, usano qualche giudice o qualche magistrato. Io non ce l’ho con la magistratura, se qualcuno usa la toga e lo stipendio pubblico per fare politica questo a me non va bene. Perché la giustizia è una cosa troppo seria per usarla per fini politici”.

    Salvini chiude i porti alle missioni internazionali

    Giovedì prossimo Matteo Salvini parteciperà al vertice austriaco dei ministri degli Interni dei paesi UE. “Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà”.

    Queste parole arrivano poche ore dopo l’approdo al porto di Messina di una nave irlandese con 106 migranti, 93 uomini e per il resto donne e minori. La nave è stata accolta da centinaia di persone in maglietta rossa.

    La ministra della Difesa boccia il ministro dell’Interno

    La ministra della Difesa Elisabetta Trenta non accetta invasioni di campo e mette i puntini sulle i prendendo di petto Salvini: “Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni. Quelle che vanno cambiate sono le regole di ingaggio della missione” e bisogna “farlo nelle sedi competenti, non ad Innsbruk”. E ancora: la gestione “deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l’Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana per noi è motivo d’orgoglio”.

    Salvini taglia i 35 euro

    Salvini intende tagliare il budget per l’accoglienza: da 35 a 25 euro al giorno a migrante. “Già entro questo mese stiamo lavorando perché il costo dei presunti profughi, che sono la maggioranza, sia tagliato di almeno 10 euro a persona per risparmiare mezzo miliardo di euro all’anno, che mi piacerebbe investire in sicurezza”, ha dichiarato Salvini. “I nostri uffici stanno lavorando per tagliare un po’ di costi all’immigrazione. In questo momento ogni richiedente asilo che sta arricchendo le cooperative ci costa 35 euro. Ora ho dato questa indicazione e penso che entro questo mese otterremo un risultato”.

    Salvini vola in Russia

    Salvini intende volare in Russia per unire l’utile al dilettevole: “Se riesco domenica vado a fare una missione politico-calcistica. Approfitto per andare, se riesco, a Mosca per la finale dei Mondiali. Spero solo che non vinca una squadra delle quattro che sono in semifinale (ovvero la Francia, ndr). Poi vado a incontrare il ministro del’Interno russo per parlare di azioni contro il terrorismo islamico, che sembra sconfitto ma non lo è. E poi vado a incontrare Putin. Uomini come lui, che fanno gli interessi dei propri cittadini, ce ne vorrebbero a decine in questo Paese”.

    Salvini

    Tempi duri per i richiedenti asilo: dopo aver innescato una serie di iniziative volte a blindare i porti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini punta ora a velocizzare l’esame per le istanze dei migranti, così da accelerare i tempi delle identificazioni e delle espulsioni degli irregolari. Salvini ha inviato a questo proposito una circolare a prefetti e presidenti delle Commissioni per il riconoscimento della protezione internazionale.

    I permessi di soggiorno per motivi umanitari nel 2018 hanno registrato un incremento del +28%.

    In media viene accolto solo il 39% delle richieste totali, con percentuali così distribuite: 28% per protezione umanitaria, 7% per status di rifugiato, 4% per protezione sussidiaria.

    Secondo i dati del Viminale le domande di asilo esaminate sono state a maggio 5.172, contro le 4.525 di aprile.

    Nel 2017 l’Italia ha esaminato quasi 129mila richieste. La Germania 222mila, la Francia “appena” 79mila.

    Conti della Lega: SOS di Salvini a Mattarella

    Il sequestro dei 49 milioni di euro chiesto dalla procura di Genova e autorizzato dalla Cassazione rischia di azzerare la Lega. Matteo Salvini nega ogni responsabilità, afferma che i soldi semplicemente non ci sono perché negli anni sono stati spesi, scarica la responsabilità su Bossi e sull’ex tesoriere Belsito (entrambi condannati per truffa elettorale) e recupera il vecchio tormentone berlusconiano della magistratura politicizzata, appellandosi nientemeno che al Colle: “Siamo di fronte a un grave attacco alla democrazia e alla Costituzione: vogliono mettere fuorigioco per via giudiziaria il primo partito italiano, chiediamo un incontro al capo dello Stato appena torna dalla Lituania”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita i Lituania, non si esprime sulla vicenda.

    Salvini sostiene che si tratti di un “processo politico, che riguarda fatti di 10 anni fa su soldi” che lui non ha “mai visto”. I giornalisti de L’Espresso, da sempre in prima linea nell’attaccare le politiche salviniane, pubblicano un’esclusiva volta a smentire il vicepremier. Secondo quanto pubblicato dal settimanale, tra la fine del 2011 e il 2014 sia Maroni che Salvini avrebbero utilizzato i rimborsi elettorali illecitamente incassati sotto la gestione Bossi-Belsito.

    La vittoria dei No Vax

    Per mandare i bambini a scuola i genitori non dovranno più esibire un certificato della Asl come previsto dalla legge Lorenzin, ma basterà una semplice autocertificazione.

    E’ la novità contenuta nella circolare presentata oggi al ministero della Salute dalla ministra della Salute Giulia Grillo e dal collega del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Traduzione: chi crede nell’efficacia dei vaccini farà vaccinare i figli, chi crede che i vaccini siano inutili o dannosi non farà vaccinare i figli e produrrà carte false. Alle singole scuole poi l’onere di verificare, se lo riterranno utile, la veridicità delle autocertificazioni. Critiche da parte di Susanna Esposito, presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici: “Il depotenziamento dell’obbligo rischia di far perdere rapidamente i progressi fatti negli ultimi mesi sulle coperture vaccinali“.

    Governo Conte: il resoconto di mercoledì 4 luglio

    La Cassazione ha ordinato di sequestrare 49 milioni di euro alla Lega, bloccando tutti i conti correnti attualmente noti e tutti quelli che potrebbero essere scoperti in futuro. I supremi giudici hanno depositato le motivazioni del verdetto con cui in aprile hanno accolto l’istanza della procura di Genova. La somma esatta che dovrà essere sequestrata è di 48.969.617. Salvini, intervistato da Telese e Parenzo negli studi di In Onda su La7, ostenta tranquillità, dichiara che i soldi non ci sono perché sono stati spesi e scarica ogni responsabilità su “chi c’era 10 anni prima perché si tratta di fatti avvenuti 10 anni fa”. Traduzione: Bossi e Belsito, già condannati per truffa elettorale ai danni dello Stato.

    Oggi però un articolo di Repubblica tira in ballo Salvini: “Lega, sui 49 milioni truffati allo Stato una carta coinvolge Salvini e Maroni”. L’articolo a firma di Alberto Custodero e Marco Prevetra spiega che tra i documenti all’esame della Procura ci sarebbe anche una tabella che riepiloga le somme di finanziamento pubblico incassate dal Carroccio quando la segreteria passò a Maroni e Salvini.

    Il Piano Salvini in Libia

    Resi noti alcuni dettagli del “Piano Salvini” per rafforzare la partnership con la Libia e bloccare i flussi migratori verso l’Italia: 12 motovedette saranno donate alla guardia costiera libica, il governo italiano stanzia inoltre 1 milione e 150 mila euro subito, più un altro milione e 300mila euro in due anni per la manutenzione dei mezzi e la formazione del personale libico.

    Salvini punta a far piazza pulita delle navi delle Ong dalle acque internazionali e vuole che i salvataggi siano fatti esclusivamente dalle navi delle guardie costiere italiane e libiche, nelle acque territoriali di competenza.

    INPS: Salvini sfratta Boeri

    Per il presidente dell’INPS Tito Boeri è arrivato un informale avviso di sfratto. Boeri ha più volte sostenuto come l’Italia abbia bisogno di più immigrati per sostenere il sistema pensionistico. Per Salvini si tratta di una bestemmia. In un video postato su Facebook durante la visita a un’azienda confiscata alla mafia Salvini ha lanciato il suo anatema contro Boeri: “L’immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste ‘risorse’ che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perchè c’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps, che dice che senza immigrati è un disastro. Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici”.

    Critiche al Decreto Dignità

    Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Dignità fortemente voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Le intenzioni di Di Maio sono quelle di aumentare le tutele dei lavoratori. Sia imprenditori che Partito Democratico sono concordi nel criticare l’iniziativa che demolisce il Jobs Act del governo Renzi: per Calenda “diminuirà l’occupazione”, per la Meloni è un intervento “da Pci anni ’80″. Assolavoro sostiene che in futuro potrebbe determinarsi “una forte riduzione occupazionale per i lavoratori in somministrazione unitamente ad una riduzione della durata dei rapporti di lavoro con il nuovo regime delle proroghe, e con riflessi per i 10mila dipendenti diretti delle Agenzie occupate stabilmente nei 2.500 sportelli diffusi sull’intero territorio”.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 2 luglio

    salvini pontida

    La Lombardia era già sua, l’Italia l’ha conquistata con le politiche di marzo, ora punta a prendere l’Europa: “Il mio obiettivo è di trasformarci anche in una forza europea, in una forza internazionale, che superi i confini regionali, nazionali e porti libertà, lavoro e sicurezza a tutti i popoli europei”. Dall’infuocato palco di Pontida, Salvini lancia un messaggio a Forza Italia e al MoVimento 5 Stelle: alle europee del 2019 la Lega si presenterà collegata ad altre liste di destra sovraniste e populiste. Niente alleanza dunque con Forza Italia, da sempre membra del Partito Popolare Europeo che Salvini accusa di avere “mal governato questa Europa per decenni, l’Europa del precariato, dei disastri bancari, della troika e dell’immigrazione fuori controllo”. Mano tesa ai grillini invece, se vorranno far parte della partita.

    Rapporto tormentato a destra

    La destra italiana vive un rapporto tormentato: alle Comunali l’alleanza Lega-FI regge benissimo e regala vittorie su vittorie, a livello nazionale la Lega è al governo e FI all’opposizione, a livello europeo Lega e FI saranno avversarie.

    Maroni e Bossi i grandi assenti

    Fra i 60mila di Pontida ci sono persone da ogni parte d’Italia: Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia. Sul palco anche il governatore siciliano Nello Musumeci. Ma anche due grandi assenze: per la prima volta al raduno leghista mancano Bossi e Maroni. Troppi attriti con Salvini, spiegano i retroscenisti. L’assenza dei due patriarchi corona il cambio di passo del partito: la Lega non è più un movimento secessionista del nord Italia, ma un grande partito nazionale che raccoglie consensi da Udine a Pozzallo.

    Salvini contro le mafie

    Dal palco, Salvini si ricorda che il ministro dell’Interno non si occupa solo di immigrazione e lancia il suo anatema contro le mafie: “A noi fanno schifo la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta e li combatteremo con ogni mezzo necessario, da nord a sud. Prendendo ad esempio chi ha dedicato la vita a combattere la mafia, non a parole, come Rosario Livatino. Da ministro farò di tutto perché la casa in cui ha vissuto diventi la casa e il tempio dell’antimafia”. C’è spazio anche per punzecchiare Saviano: Livatino, aggiunge Salvini, è stato “un giudice integro, onesto, coraggioso, che non andava in tv, non faceva interviste sui giornali, non ha fatto milioni di euro grazie all’antimafia delle parole. E’ questa l’antimafia che aiuteremo. Quella dei Falcone e Borsellino, dei Giuliano e dei Cassarà. E da Pontida arriva l’avviso come per i trafficanti di esseri umani: anche per i mafiosi e i camorristi è finita la pacchia in Italia. Via dalla Sicilia come dalla Lombardia”.

    Il Salvini tedesco minaccia la Merkel

    Ogni famiglia ha i suoi Salvini: in Germania il Salvini tedesco si chiama Horst Seehofer, è il ministro dell’Interno e in Baviera è una macchina del consenso. Seehofer, dirigente della Csu della Baviera, ha bocciato l’accordo negoziato a fatica a Bruxelles e mette Angela Merkel con spalle al muro. Seehofer ha giocato la carta delle dimissioni da ministro, offrendo la sua testa al gruppo dirigente del suo partito da sempre alleato della Cdu della Merkel. Seehofer punta ad aumentare il suo consenso in vista delle elezioni di ottobre.

    Nel caso Seehofer mollasse il governo salterebbe la grande coalizione fra Cdu-Csu e Spd a soli 100 giorni dall’insediamento. Un terremoto politico che la Merkel non può permettersi.

    conte-summit-europeo

    Conte canta vittoria, ma dopo 13 ore e mezzo di travaglio il summit europeo di Bruxelles sull’immigrazione ha partorito un topolino. Doveva essere il vertice del cambio di passo e invece non ci sarà alcuna modifica al trattato di Dublino e non è previsto alcun cambiamento vincolante per nessun Paese alla gestione dei flussi dalla Libia, ma solo su base volontaria. La parola “volontaria” fa capire che occorrerà quindi confidare nel buon cuore delle cancellerie europee.

    Qui il PDF con il documento di riepilogo licenziato dal vertice di Bruxelles.

    Conte in mattinata esulta: “Da questo Consiglio esce un’Europa più responsabile e solidale, l’Italia non è più sola. Chi arriva in Italia arriva in Europa e tutte le navi che arrivano nel Mediterraneo devono rispettare le legge, quindi anche le Ong, e non devono interferire con la guardia costiera libica. Si afferma chiaramente la necessità di riformare Dublino e quindi anche tenendo conto delle persone che vengono soccorse in mare. Siamo soddisfatti”.

    Macron nel pomeriggio specifica cosa significhi “base volontaria” e gela il premier italiano spiegando che i centri per i migranti “vanno fatti nei Paesi di primo ingresso, sta a loro dire se sono candidati ad aprirli” e “la Francia non è un Paese di primo arrivo”. Macron passa dunque la patata bollente a Spagna, Grecia e Italia. Ma anche la Spagna dichiara di non volerne sapere nulla, seguita a ruota da Belgio e Ungheria.

    L’unica sponda per l’Italia è la Germania: la Merkel dichiara che i centri non potranno sorgere tutti in Italia.

    Il documento stilato contiene diversi punti: prima di tutto i leader si dicono “determinati a continuare e rafforzare” l’azione “per prevenire un ritorno ai flussi incontrollati del 2015 e ridurre ulteriormente la migrazione illegale su tutte le rotte esistenti e nuove”. E “l’UE continuerà a stare dalla parte dell’Italia”. Rafforzato poi il sostegno alla Guardia costiera libica e alle comunità costiere e del sud del Paese.

    Una novità è prevista per le Ong: “Tutte le navi che operano nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non ostruire le operazioni della Guardia costiera libica”.

    Gli Stati si impegnano a ad applicare “un nuovo approccio fondato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri per gli sbarchi di chi è salvato nelle operazioni di ricerca e soccorso”.

    E infine viene stabilito che “sul territorio dell’Ue chi viene salvato secondo il diritto internazionale debba essere preso in carico sulla base di uno sforzo condiviso, attraverso il trasferimento in centri controllati istituiti in alcuni Stati membri, solo su base volontaria”. E proprio la parola “volontaria” rischia di lasciare inalterato lo status quo fortemente penalizzante per l’Italia.

    Previsti anche 500 milioni di euro di finanziamento al Trust Fund per l’Africa. E la Turchia otterrà la seconda tranche di finanziamento per bloccare i flussi di terra: 3 miliardi di euro.

    Seconda tegola per l’Italia: la riforma del regolamento di Dublino, se mai avverrà, sarà presa per consenso all’unanimità fra gli Stati membri, senza utilizzare la maggioranza qualificata prevista dal trattato.

    Terza tegola: il Consiglio europeo chiede limitazione ai movimenti secondari, ovvero agli spostamenti dei migranti approdati sulla costa di uno Stato e poi portati in un altro Stato.

    Tensione e ilarità

    Durante il vertice-fiume ci sono stati attimi di tensione, culminati nella ramanzina fatta da Macron a Conte.

    Conte prova a cambiare l’ordine dei lavori, minaccia il veto sull’intero documento.

    Ad un certo punto Macron sbotta: “Non sai come funziona un Consiglio europeo! Ci sono delle regole, non ci si comporta in questo modo!”

    Conte replica: “Io sono un avvocato e so che se un documento ha un numero di protocollo quel documento si discute e si approva tutto, non a pezzi!”

    La Merkel si guarda attorno perplessa e smarrita.

    Macron va avanti con la sua filippica.

    Conte attende che il suo omologo si plachi per poi iniziare a replicare.

    Il premier svedese Stefan Löfven dà ragione a Macron, ma stempera le tensioni con una battuta: “Ho fatto il saldatore industriale per tanti anni prima di entrare in politica e posso dire che il presidente Macron non ha torto”.

    I lavori procedono e dopo le 4am c’è l’accordo.

    Governo Conte: il resoconto di giovedì 28 giugno

    Lifeline NGO rescue vessel enters Malta

    Oggi è il giorno del grande vertice europeo: i premier del vecchio continente si confrontano a Bruxelles sul tema dell’immigrazione e l’Italia si prepara a calare la carta del veto, qualora non dovesse passare una linea di responsabilità condivisa. “Chi sbarca a Lampedusa, Malta o su un’isoletta greca sbarca in Europa”, questa è la linea italiana adottata per la prima volta ieri per sbloccare il caso Lifeline: alla fine la nave carica di 234 migranti è sì sbarcata a Malta, ma 7 paesi europei hanno accettato di ricevere parte del suo carico umano per procedere a identificazioni, vaglio delle richieste d’asilo e rimpatri. Conte è pronto anche a dire no alla seconda tranche di finanziamenti alla Turchia: senza quei 3 miliardi Erdogan alzerebbe la saracinesca ai migranti riaprendo così la rotta balcanica e creando non pochi grattacapi ai paesi dell’Est Europa e alla Germania.

    L’obiettivo è quello di aggirare l’accordo di Dublino per fare in modo che il tema dell’immigrazione venga affrontato a livello europeo, senza delegarne la responsabilità agli stati in prima linea, come appunto l’Italia. Ma senza un accordo condiviso il rischio è quello di un ennesimo muro contro muro.

    La Germania tende una mano all’Italia

    Parlando al Bundestag, oggi Angela Merkel ha teso una mano all’Italia: “Non possiamo lasciare soli i Paesi in cui si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino 3. Chi chiede asilo non può scegliersi il Paese in cui chiederlo. Fino a quando su tutto questo non ci sarà un consenso a 28 andremo avanti con una coalizione dei volonterosi. L’Europa ha molte sfide, ma la questione della migrazione potrebbe decidere il destino dell’Unione europea. L’Italia ha diritto a che il fondo fiduciario per il Nordafrica venga finanziato meglio. E qui mancano i soldi. E questo va migliorato”.

    La Spagna critica la linea Salvini

    Se la Germania, almeno a parole, si avvicina all’Italia, la Spagna ci tira le orecchie: il premier spagnolo Pedro Sanchez in un’intervista a Le Monde invita l’Italia “a chiedersi se le decisioni unilaterali possono essere una risposta efficace dinanzi a un problema globale”. Il riferimento è al caso Aquarius e a tutti gli altri seguenti in cui l’Italia ha deciso di chiudere i porti. Sanchez ha aggiunto: “I discorsi incendiari possono essere efficaci in termini elettorali,ma non lo sono come risposta a questi drammi”.

    Conte vuole contare

    Nei suoi discorsi alle Camere ieri Conte ha precisato che “è sempre più evidente l’urgenza di rispondere agli aspetti reali della vita del cittadino con proposte concrete, senza tentennamenti e paure”.

    Salvini annuncia battaglia e dichiara che l’Italia non è più disposta ad accettare un ruolo da gregaria: “Abbiamo finalmente una proposta italiana. Sarà il Consiglio europeo dove l’Italia va a sottoporre agli altri le sue proposte, non a commentare quelle degli altri. Questo è un cambiamento radicale mai vissuto negli ultimi anni”.

    Salvini ieri ha preso di petto il presidente francese: “Macron fa il matto perché è ai minimi della popolarità nel suo Paese. La carezza al Papa è una cosa che non si è mai vista”. E poi ancora: “Macron parla di valori, ma è lui stesso il primo a non riconoscerli e perciò non ha lezioni da dare all’Italia”.

    Stop al Decreto Dignità di Di Maio?

    Incidente politico o problema tecnico? Ieri sera nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri non c’era l’annunciato Decreto Dignità fortissimamente voluto dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha più volte ribadito che senza le coperture il Decreto slitterà al prossimo anno. Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, in quota Lega, durante il Consiglio dei ministri ha ammonito i colleghi a verificare le coperture finanziarie dei provvedimenti. I collaboratori di Di Maio minimizzano: nessun problema politico nel governo, per una mera questione tecnica è tutto rimandato alla settimana prossima.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 26 giugno

    Dopo giorni di stallo il caso della nave Lifeline ha trovato una soluzione. Malta ha finalmente dato l’ok allo sbarco della nave della Ong tedesca. I 234 migranti sbarcano così a Malta per poi essere smistati tra sette Paesi europei. Il ministro degli esteri tedesco Horst Seehofer ha bloccato tutto per diverse ore, poi ha dato il suo ok ma solo a patto che la Lifeline venga dismessa e non solchi mai più i mari.

    Il premier maltese Joseph Muscat spiega che la nave “sarà sequestrata per consentire lo svolgimento di indagini sulla sua attività”. I 234 migranti saranno rifocillati e curati, e successivamente distribuiti fra Malta e altri Paesi europei. Ciascun Paese avvierà le verifiche per le richiesta d’asilo e i rimpatri. I paesi aderenti sono Francia, Italia, Irlanda, Portogallo, Lussemburgo, Olanda e Belgio.

    Quella della redistribuzione dei migranti è una decisione nata durante la cena di lavoro fra Macron e Conte a villa Borghese e maturata nel corso di numerose telefonate tra le cancellerie europee. L’iniziativa ha incassato anche l’ok di Commissione e Consiglio europeo e segna una novità o, meglio, un precedente importantissimo: il paese di primo approdo non è più quello che si fa carico in via esclusiva dell’identificazione e dei rimpatri, responsabilità ora diffusa fra vari partner europei. E’ l’approvazione materiale della linea Conte secondo la quale chi entra in un qualsiasi paese europeo entra in Europa e non in solo in Italia, Spagna o Malta.

    La Maersk sbarca a Pozzallo

    Un’altra nave col suo carico di disperazione e speranze, la Alexander Maersk, è invece approdata in Italia, nel porto di Pozzallo. L’imbarcazione danese con bandiera olandese era ferma da venerdì davanti allo scalo siciliano. Il commento di Salvini: La Maesk è stata accolta perché noi italiani “abbiamo il cuore buono a differenza di Macron”.

    Fico taglia i vitalizi degli ex deputati

    Il presidente della Camera Roberto Fico ha presentato all’Ufficio di presidenza di Montecitorio il testo della delibera volta a tagliare i vitalizi degli ex deputati. Il nuovo sistema ricalcola tutti i vitalizi elargiti con sistema contributivo. La novità entrerà in vigore alla Camera dal 1 novembre, in caso di approvazione: il voto si terrà a metà luglio.

    La delibera Fico consentirebbe alla Camera di risparmiare 40 milioni di euro. I vitalizi non saranno cancellati, ma ridimensionati: il vitalizio minimo sarà di 980 euro al mese e andrà a chi ha fatto una legislatura. Il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50% del vitalizio sarà di 1.470 euro. I vitalizi degli ex deputati sono in totale 1.405: 1.338 subiranno una sforbiciata, 67 non verranno ritoccati (chi ha fatto almeno 4 legislature è salvo).

    Ma l’associazione degli ex deputati minaccia una battaglia legale: in caso di approvazione della delibera, i membri dell’associazione chiederanno, tramite azione civile e amministrativa, i danni patrimoniali direttamente ai membri dell’Ufficio di presidenza della Camera e al presidente Roberto Fico. Di Maio non si lascia intimidire: “Ho visto che ci stanno già minacciando. Ma noi a queste minacce ci siamo già abituati negli ultimi sei anni. Quelli sono privilegi rubati, non diritti acquisiti. La smettano con le minacce: è uno schiaffo alla miseria fare ricorsi e protestare perché ti tolgo un vitalizio di 6-7000 euro quando sei stato tre giorni in Parlamento”.

    Clava su chi sposta il lavoro all’estero

    Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio al cospetto dell’assemblea di Confartigianato in attesa di presentare il Decreto Dignità annuncia guerra contro le aziende che delocalizzano la produzione all’estero pur avendo incassato incentivi dall’Italia: “Con la norma sulle delocalizzazioni, vogliamo stabilire un principio: ogni forma di aiuto statale che finisce, di ogni tipo, nelle casse di un’azienda multinazionale che delocalizza o ce li ridai, con gli interessi anche del 200%, o da qui non te ne vai. Le norme che c’erano non hanno nulla a che vedere con quella che stiamo facendo noi nel decreto dignità”.

    Bocciata la Buona Scuola di Renzi

    Stop alla chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici. L’accordo firmato tra Miur e i sindacati è stato fortemente voluto dalla UIL scuola, FLC Cgil, Cisl Scuola e Gilda. Il personale docente sarà assegnato alle scuole dagli Uffici scolastici territoriali attraverso titoli e punteggio. I sindacati accusavano il sistema Renzi di premiare la discrezionalità dei dirigenti scolastici.

    “30 minuti di Interet al giorno sono un diritto”

    “La connessione a Internet è un diritto primario di ogni cittadino e il governo è al lavoro per garantire a questo diritto. La rete è al centro di questo cambiamento e questo cambiamento non può più aspettare”. Così ha parlato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio nel corso del suo intervento all’Internet day alla Camera dei deputati. Di Maio ipotizza “almeno mezz’ora” di connessione gratis al giorno per le fasce a basso reddito.

    Le società di Copyright contro Di Maio

    Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio aveva attaccato la nuova direttiva Ue sul copyright sostenendo che questa norma imporrebbe alle società che danno accesso ad una grande quantità di dati “di adottare misure per controllare ex ante tutti i contenuti caricati dagli utenti. Praticamente deleghiamo a delle multinazionali, che spesso nemmeno sono europee, il potere di decidere cosa debba essere o meno pubblicato. Cosa è giusto o sbagliato. Cosa i cittadini devono sapere e cosa non devono sapere. Se non è un bavaglio questo ditemi voi cos’è un bavaglio”. Ebbene le società di autori non condividono la battaglia di Di Maio sul copyright e chiedono l’istituzione di un tavolo di confronto.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 26 giugno

    salvini-libia

    L’Italia punta sul Niger per la creazione di hotspot finalizzati al blocco dei flussi migratori in Africa. Dopo il NO secco della Tunisia e il NO categorico della Libia, ora l’ultima speranza è il Niger. Idea coltivata già da qualche tempo: Conte e Macron ne avevano parlato durante il loro ultimo vertice bilaterale a Parigi. Il Niger dovrà essere convinto a suon di euro per fargli accettare la creazione sul proprio suolo di barriere, centri d’accoglienza e strutture finalizzate a bloccare i flussi migratori verso il Nordafrica.

    Salvini divide la Libia

    Il ministro degli Interni Salvini in visita in Libia ha cercato una sponda nel premier Fayez Al Serraj, capo del governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Ma la Libia è divisa fra due fazioni principali e 140 tribù (30 delle quali sono le più influenti). Salvini ha tagliato fuori dal dialogo l’altro uomo forte, il generale Khalifa Haftar leader materiale della Cirenaica, ed anche i capi tribù. Un ribaltamento della politica espressa dal suo predecessore Marco Minniti, che vedeva nelle tribù del sud della Libia gli interlocutori chiave per bloccare i flussi migratori.

    Per collaborare con l’Italia nel blocco dei flussi la Libia pretende una ricca contropartita, fra cui la famosa autostrada promessa nel 2013 da Silvio Berlusconi, allora premier.

    Nasce l’esercito inter-europeo

    9 Paesi europei (8 saldamente dell’Unione più la Gran Bretagna sulla quale pende Brexit) hanno creato una forza militare congiunta, ma l’Italia resta fuori. La ministra della Difesa francese Florence Parly rilascia un’intervista a Le Figaro e spiega che “Roma era interessata ma il nuovo governo non ha preso la decisione finale”. I Paesi in ballo sono Francia, Germania, Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Estonia, Spagna, Portogallo. L’esercito interforze, fortemente voluto da Macron, sarà aperto anche a soggetti extraeuropei e prevederà un lavoro di “pianificazione congiunta su scenari di crisi che potrebbero minacciare la sicurezza europea”.

    Benzinai: rimandata la fattura elettronica

    Fattura elettronica per i benzinai, ma non subito. La sperimentazione per la fattura elettronica vedrà coinvolti i benzinai, ma subirà un rinvio di sei mesi: il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato il rinvio dall’1 luglio 2018 all’1 gennaio 2019 sostenendo che i benzinai non abbiano avuto abbastanza tempo per adeguarsi.

    Macron vola da Papa Francesco

    Il presidente francese Emmanuel Macron è giunto in Vaticano per incontrare Papa Francesco. Sul tavolo temi delicati come immigrazione, cambiamento climatico e protezione dei cristiani d’Oriente. Macron è stato accompagnato dalla moglie Brigitte, dal ministro dell’Interno Gerard Collomb (che ha la delega ai culti religiosi) e dal ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian.

    Bernie Sanders attacca Salvini

    Il senatore USA Bernie Sanders, candidato alle Presidenziali 2016 per i democratici prende di petto Salvini con un post su Facebook. Sanders posta un messaggio a corredo di un articolo che parla di Salvini: “I brutti attacchi di Trump agli immigrati stanno creando un orribile esempio per i demagoghi di tutto il mondo. Nell’anno 2018 dobbiamo lottare per un mondo più democratico, compassionevole e ispirato al’uguaglianza, non per autoritarismo, oligarchia e austerità”.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 25 giugno

    I ballottaggi di domenica vedono un centrodestra a trazione leghista a valanga, grillini in stallo e lacrime amare per il PD che esce ulteriormente ridimensionato dal secondo turno delle Comunali. Smacco cocente in Toscana, ex roccaforte rossa: Pisa, Siena e Massa passano al centrodestra trainato da Salvini. Svolta a destra anche per Terni, Ancona, Brindisi, Teramo e Siracusa.

    In Emilia Romagna la rossa Imola viene espugnata dal M5S: la nuova sindaca è Manuela Sangiorgi. I 5 stelle vincono anche ad Avellino, storico feudo DC dove però non avranno la maggioranza in consiglio comunale, Pomezia e Assemini e Acireale. I grillini perdono Ragusa, che con la vittoria di Giuseppe Cassì va al centrodestra.

    Claudio Scajola, uscito dalla porta dopo la vicenda della casa vista Colosseo “a sua insaputa”, torna dalla finestra come sindaco di Imperia con una lista civica.

    A Messina braccio di ferro fra candidati pirotecnici: alla fine l’UDC Cateno De Luca (quello della foto nudo avvolto nella bandiera siciliana) vince contro Renato Accorinti, sindaco fuori dagli schemi dal 2013 alla guida della città siciliana.

    Dalla Libia doccia fredda per Salvini

    Salvini in missione in Libia cerca una sponda nel governo locale per la creazione di hotspot volti ad ospitare i migranti. La Libia, per bocca del vicepresidente Ahmed Maiteeq, rifiuta però “categoricamente” l’idea di realizzare “campi per migranti in Libia: non è consentito dalla legge libica”. Salvini non si dà per vinto e annuncia altre missioni in Libia “per rafforzare la cooperazione industriale, energetica, commerciale, culturale e turistica”.

    Migranti: dal vertice preliminare un’intesa preliminare

    In previsione del vertice europeo sull’immigrazione del 28 e 29 giugno, si è tenuto un mini-vertice a 16 e l’Italia ha esposto i suoi punti per rivedere gli accordi. In sintesi: irrobustire le frontiere di mare e di terra, stringere accordi con i paesi africani, creare centri di protezione internazionale nei paesi di transito e affermare il criterio che chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. “L’85% della proposta italiana è il piano della Commissione che è già in discussione o che sarà in discussione”, dichiara in conclusione una fonte dell’esecutivo UE.

    Diplomatiche aperture, almeno a parole, da parte dello spagnolo Pedro Sanchez e del maltese Josep Muscat. Il francese Emmanuel Macron punge: “Alcuni cercano di strumentalizzare la situazione in Europa per creare una tensione politica e giocare con le paure”. Ogni riferimento a Salvini e Di Maio è puramente voluto.

    Migranti salvati dalla Libia

    Weekend di fuoco sul fronte dell’immigrazione: 820 migranti alla deriva su 7 gommoni sono stati presi in carico dalle forze libiche. Salvini aveva annunciato che per loro i porti italiani sarebbero stati chiusi e aveva invocato le autorità di Tripoli. Il messaggio di Salvini ad operazioni concluse: “Ringrazio di cuore, da ministro e da papà, le autorità e la Guardia Costiera Libica che oggi hanno salvato e riportato in Libia 820 immigrati, rendendo vano il ‘lavoro’ degli scafisti ed evitando interventi scorretti delle navi delle Ong”.

    La sindaca di Barcellona, l’ultrarossa Ada Colao, aveva aperto ai migranti su Twitter: “In questo momento più di 1000 persone sono alla deriva su 7 barche, e l’Italia pretende di lasciarli nella mani della Libia, dove si torturano, violentano e schiavizzano le persone. Barcellona si offre come porto sicuro”.

    Burocrazia

    La ministra della PA Giulia Bongiorno, intervistata dal Corriere della Sera, annuncia un giro di vite nel settore pubblico: ispezioni a sorpresa, impronte digitali contro i furbetti del cartellino, valutazioni degli utenti contro i raccomandati, semplificazione legislativa, clava contro i corrotti, cambio di rotta per la riforma del Corpo forestale, lavoro più agile per le donne.

    La fronda grillina che guarda al PD

    Preoccupazione fra i banchi del Movimento 5 Stelle per il continuo exploit leghista e per il fatto che l’agenda politica sembri dettata da un Salvini in campagna elettorale permanente. Oltre ai grillini che raccolgono le firme per ridimensionare il potere di Di Maio, ce ne sono altri che cercano un’alleanza col PD. Il rischio paventato è che Salvini, forte del suo gradimento che sfiora il 30%, possa dall’oggi al domani far cadere il governo per andare ad elezioni. Di Maio sarebbe impossibilitato a ricandidarsi, visto che da statuto non può correre per il terzo mandato, e il MoVimento si ritroverebbe senza un leader.

    Governo Conte: il resoconto di venerdì 22 giugno

    Maggioranza in fibrillazione sul tema dell’immigrazione: Macron a comizio lancia strali contro i populisti europei definendoli una “lebbra”. Macron non nomina direttamente Salvini e Di Maio, ma ogni riferimento è puramente intenzionale: “Li vedete crescere come una lebbra, un po’ ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire. I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e noi ci abituiamo! Fanno le peggiori provocazioni e nessuno si scandalizza di questo”.

    Di Maio replica immediatamente definendo “ipocrita” la Francia che dà agli altri lezioni di civiltà sigillando le frontiere a Ventimiglia.

    Salvini ironizza: “Macron ha detto che chi non accoglie è un populista lebbroso. Un signore, eh, caviale, champagne e signorilità”.

    Dopo queste uscite le premesse per il vertice europeo di fine mese, che avrà come oggetto il tema dell’immigrazione, non sono delle più incoraggianti: senza un accordo fra gli stati si paventa un ulteriore isolamento dell’Italia, lasciata sempre più sola a gestire i flussi dei migranti.

    La giornata era iniziata con una telefonata della cancelliera tedesca Angela Merkel volta a rassicurare il premier Giuseppe Conte, ma in serata è scoppiata la bomba Macron.

    Braccio di ferro con Malta

    La nave Lifeline solca il Mediterraneo col suo carico di vite umane e Salvini inaugura la polemica del giorno: “La nave fuorilegge Lifeline è ora in acque di Malta, col suo carico di 239 immigrati: per sicurezza di equipaggio e passeggeri abbiamo chiesto che apra i porti”. Salvini si improvvisa anche ministro degli Interni di Malta: “E’ chiaro che la nave poi dovrà essere sequestrata e il suo equipaggio arrestato”. La replica del governo maltese smentisce Salvini: “Malgrado la retorica, né la Lifeline né il coordinamento di Roma ci hanno trasmesso una richiesta formale di accogliere la nave”.

    Il governo italiano diffonde subito una nota: “La capitaneria ha chiesto ufficialmente a Malta di far attraccare Lifeline”.

    Le autorità maltesi insistono nel ribadire di non avere ricevuto alcuna richiesta dagli italiani.

    Interviene il ministro delle infrastrutture Toninelli: “Una falsità, ha avuto una richiesta ufficiale da Frontex”.

    Colpo di scena: la Spagna contatta Malta per chiedere informazioni. Gli spagnoli si accolleranno anche questi migranti?

    Toninelli sequestra le navi alle ONG

    Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli imita Salvini e usa il pugno duro contro le ONG, accusate di fare i taxisti del mare: “Le navi ONG Lifeline e Seefuhcs saranno sequestrate dal governo italiano e portate nei nostri porti per verificare la bandiera di appartenenza”. L’Olanda ha ufficialmente dichiarato che Lifeline non naviga sotto bandiera olandese.

    La Scorta di Saviano

    Durissimo botta e risposta fra il Ministro dell’Interno Salvini e lo scrittore Saviano: Salvini annuncia che sarà valutato se sussistano le condizioni perché Saviano viva ancora sotto scorta. Lo scrittore lo attacca definendolo un “buffone”, “ministro eletto dalla criminalità”.

    Reddito di cittadinanza nel 2018?

    Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio annuncia che il reddito di cittadinanza sarà realtà nel 2018 e che sarà realizzato utilizzando i fondi UE e mantenendo il rigore nei conti pubblici. Il ministro dell’Economia Tria raffredda gli entusiasmi e spiega che gli unici interventi possibili entro l’anno sono quelli a costo zero. Traduzione: o si trovano i soldi o il reddito di cittadinanza slitterà. Di Maio spiega che reddito di cittadinanza “non è dare soldi a qualcuno per starsene sul divano ma è dire con franchezza: hai perso il lavoro – il tuo settore è finito o si è trasformato – ora ti è richiesto un percorso per riqualificarti e essere reinserito in nuovi settori. Ma mentre ti formi e lo Stato investe su di te, ti do un reddito e in cambio dai al tuo sindaco ogni settimana 8 ore lavorative gratuite di pubblica utilità”.

    Salvini ministro anti-droga

    Salvini avverte gli spacciatori con una diretta Facebook, la pacchia è finita anche per loro: “Sono tante le questioni che ho sul tavolo, non ultima la lotta alle droghe, soprattutto quelle sintetiche. Cercherò di dichiarare guerra a questo traffico che è diffuso molto anche online”.

    Si accelera sulla legittima difesa

    La Lega accelera sulla modifica della legge sulla legittima difesa: la proposta di legge è pronta ed è stata depositata dal sottosegretario Nicola Molteni: prevista la cancellazione del vincolo sulla proporzionalità tra difesa e offesa e pene più severe per chi commette furti.

    Governo Conte: il resoconto di giovedì 21 giugno

    Diverse le problematiche che il governo giallo-verde si trova a gestire in queste ore.

    Immigrazione: tira e molla da Francia e Germania

    Roma punta a rivedere il trattato di Dublino secondo il quale il paese di primo approdo è quello incaricato dell’identificazione e della gestione dei migranti. Merkel e Macron diffondono una bozza preliminare in cui rispondono con un sonoro NO. Salvini dunque minaccia di disertare l’imminente vertice, e la Merkel fa immediatamente marcia indietro, telefonando a Conte per informarlo che si è trattato solo di un “misunderstanding”.

    A fine mese è previsto il vertice europeo sull’immigrazione: la mancanza di un accordo spingerebbe le altre nazioni a chiudere (ulteriormente) le frontiere impedendo il passaggio dei migranti che dall’Italia cercano di dirigersi in altri Paesi.

    L’idea del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk di dirottare le navi verso paesi africani incassa il primo NO, quello del governo tunisino.

    Salvini insiste sui rom

    Il ministro dell’Interno Matteo Salvini insiste sul censimento dei rom italiani: “Chiedere a chi vive nei campi rom, nome e cognome, indirizzo, codice fiscale, carta di identità, quanti figli ha e quante tassa paga è normale o no? Noi siamo censiti, perché non dovrebbe esserlo chi vive da nomade? Se non mandi i figli a scuola, io i figli te li tolgo, perché la legge dice questo. Non è che se tu sei un rom ti puoi permettere di far vivere i tuoi figli nella schifezza. Il mio obiettivo è chiudere i campi rom, chi non ha lavoro né diritto di restare qui, se ne va da un’altra parte”.

    Salvini e il Fisco

    La pace fiscale proposta da Salvini, ovvero il condono delle cartelle esattoriali per debiti col Fisco inferiori ai 100mila euro, rischia di creare qualche problema ai comuni, che avrebbero poi bisogno di finanziamenti aggiuntivi, come precisa al Fatto Quotidiano il professor Giorgio Fontana, docente di diritto del lavoro all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

    Fuoco amico su Luigi Di Maio

    Stando alla pubblicistica sarebbe in corso una raccolta di firme fra i parlamentari grillini per ridimensionare i poteri di Di Maio. I grillini dissidenti invocano una gestione più collegiale e un nuovo direttorio che faccia da tramite fra governo e parlamentari. I grillini dissidenti temono che lo scandalo dello stadio di Roma possa far perdere consenso al MoVimento. Ma non solo: Di Maio è contestato per il fatto che la Lega abbia sorpassato il M5S nei sondaggi, per il fatto che le ultime Amministrative hanno visto i grillini ridimensionati e infine per il fatto che il vero protagonista del governo giallo-verde è Matteo Salvini.

    Di Maio e il lavoro domenicale

    Visto che Salvini si butta a destra, Di Maio si butta a sinistra e alla domanda se sia possibile rivedere il decreto Salva Italia voluto da Monti risponde: “Certo”. Il decreto Monti disciplina, fra le altre cose, le aperture domenicali dei negozi e la possibilità di tenere aperte le saracinesche anche nei giorni festivi, Pasqua e Natale compresi. Di Maio si è espresso durante un confronto con un gruppo di lavoratori delle cooperative che lo aspettava fuori dal ministero del Lavoro.

    La scorta di Roberto Saviano

    Salvini annuncia che le istituzioni preposte valuteranno se esistono ancora le condizioni perché lo scrittore Roberto Saviano sia protetto da una scorta. Salvini e Saviano si scambiano accuse e insulti quasi quotidianamente.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 19 giugno

    Tensione nella maggioranza per le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ai microfoni di TeleLombardia ha annunciato l’intenzione di “censire i rom”. Salvini ha aggiunto sconsolato che “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Tutti gli altri saranno espulsi.

    Queste parole hanno innescato un vespaio di polemiche. Dagli ambienti PD sono partiti, in ordine sparso, i seguenti aggettivi: “agghiacciante”, “aberrante”, “nazista“, “volgare”, “demagogico”, eccetera. Laura Boldrini di LeU sostiene che Salvini stia alzando “l’asticella della disumanità”. Il direttore del TG La7 Enrico Mentana ha dedicato un lungo inciso alla questione mostrando un documento del febbraio 1939 in cui il padre della senatrice a vita Liliana Segre fu costretto a dichiararsi “di razza ebrea”. “Voglio ricordare a tutti che in Italia, 80 anni fa, si iniziò a schedare”, spiega Mentana. “Voglio farvi vedere un’immagine sola: la fotografia di una denuncia di appartenenza alla razza ebraica”. Il padre della senatrice fu internato poco dopo e morì in un campo di sterminio.

    A questo punto il premier Conte abbandona il basso profilo e sbotta: “Questa è veramente troppo, supera ogni limite”. Dopo un veloce confronto con Di Maio, Conte fa arrivare un messaggio a Salvini: “Così non reggiamo, devi rettificare”. Così Salvini inizialmente corregge il tiro non parlando più di censimento ma di “monitoraggio”. Scelta che ottiene il plauso di Di Maio che aveva bollato la schedatura dei rom come “incostituzionale”.

    Salvini: dietrofront e poi avanti tutta

    “Censimento dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto! Prima gli italiani e la loro sicurezza”. Così Salvini, dopo un iniziale dietrofront torna sulla questione del censimento dei rom con un deflagrante post su Facebook. Il riferimento è al censimento dei rom voluto dall’assessore Majorino a Milano nel 2012. Ma c’è anche un altro censimento dei rom voluto dalla sinistra, come vedremo fra poco.

    Il censimento della regione Emilia Romagna

    Le intenzioni di Salvini hanno generato un’ondata di sdegno, ma un censimento dei rom è già stato fatto dall’Emilia Romagna, regione governata dal centrosinistra. Secondo i dati del Rapporto sulla popolazione Sinta e Rom in Emilia Romagna pubblicato nel 2014 vivono in Emilia Romagna 2.745 persone in 129 campi e aree. Si tratta di un aggiornamento ad un precedente censimento realizzato nel 2009.

    Il censimento della giunta Pisapia

    A Milano nel 2012 Pierfrancesco Majorino, assessore ai servizi sociali prima con Giuliano Pisapia e oggi con Giuseppe Sala, presentò il progetto di un censimento dei nuclei familiari delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti a Milano, da aggiornare ogni sei mesi. A differenza di quello voluto da Salvini, però, sarebbe dovuto servire non a finalità di ordine pubblico ma per garantire alle minoranze una maggiore integrazione, per difenderle dalla discriminazione e per garantire il diritto all’istruzione ai piccoli rom.

    Salvini vola nei sondaggi

    Salvini colleziona critiche, ma la sua linea dura piace agli elettori. E la Lega schizza nei sondaggi. Secondo le rilevazioni SWG diffuse dal TG La7, la Lega ottiene il 29,2% delle preferenze e diventa dunque il primo partito italiano superando per la prima volta il MoVimento 5 Stelle (29%).

    Secondo il sondaggio, la Lega sta iniziando a fagocitare il M5S: dalla settimana scorsa i verdi avrebbero sottratto più del 2% delle preferenze ai gialli. Tutti gli altri partiti tengono botta o salgono leggermente.

    I nomadi in Italia

    I rom e i sinti già censiti, perché provvisti della carta d’identità della Repubblica italiana, sono tra le 120mila e le 180mila persone. Non si hanno dati per quelli sprovvisti di documenti italiani. In Spagna i rom censiti sono 750mila, in Francia 400mila, nel Regno Unito 250mila.

    26 mila rom in Italia vivono in emergenza abitativa in baraccopoli dette “formali” (ovvero insediamenti gestiti dalle amministrazioni locali), in baraccopoli “informali” (ovvero campi abusivi) e nei centri di raccolta monoetnici. Metà dei nomadi che abitano nei campi sono minorenni. Per gli adulti l’aspettativa di vita è di 10 anni inferiore alla media nazionale.

    Angela Casamonica avverte Salvini

    “Salvini non mi fa paura, mi sembra una brava persona”, ma io “non ho niente a che spartire con lui: lui parla, fa il suo lavoro, ma con noi deve rigare dritto, non dire che viene a cacciare le persone”. Sono le parole di Angela Casamonica, raccolte dall’agenzia Dire. Angela Casamonica appartiene alla nota famiglia di origini rom che vive a sud-est di Roma.

    Angela Casamonica ha poi aggiunto: “Noi non siamo criminali. Quelli sono altri: i problemi sono causati da quelli che escono subito dal carcere dopo che hanno commesso un crimine. Sono italiani che rubano, ammazzano, spacciano. E poi ci sono gli slavi: se Salvini parla di loro fa bene a cacciarli. Cacciasse loro, cacciasse quelli di colore, gli immigrati, e pure i cinesi che sono tantissimi”.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 18 giugno

    Continua il “tour” europeo del presidente del Consiglio: dopo aver incontrato il premier francese Macron lo scorso venerdì, oggi il vertice di Conte a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Gli argomenti sul tavolo sono i medesimi: immigrazione, dazi USA, Iran e ruolo dell’Italia in Europa.

  • Immigrazione – In passato la Germania ha lasciato l’Italia completamente da sola nella gestione dei flussi migratori, considerandolo un problema esclusivamente italiano e non europeo. Ultimamente però la Merkel ha mostrato alcune aperture nei confronti del nostro paese: “Parte dell’insicurezza in Italia ha la sua origine proprio dal fatto che gli italiani, dopo il crollo della Libia, si sono sentiti lasciati soli, nel compito di accogliere così tanti migranti”. Così ha spiegato la Merkel nel corso di un’intervista alla Fas lo scorso 2 giugno. La vicenda Aquarius ha riportato all’attenzione europea il problema dei migranti. Vedremo se e cosa cambierà dopo il vertice italo-tedesco.
  • Dazi – il G7 canadese si è chiuso con un clamoroso incidente diplomatico quando Donald Trump ha rifiutato di porre la firma sul documento conclusivo. E’ braccio di ferro fra Canada e Usa sui dazi commerciali. Trump ha addirittura insultato il premier canadese Trudeau definendolo “Debole e disonesto”. Conte e la Merkel devono accordarsi per limitare i contraccolpi che la guerra dei dazi potrebbe avere su Germania e Italia.
  • Iran – la strategia di Trump è chiara: con le sanzioni all’Iran punta ad aiutare i petrolieri Usa, ma soprattutto ad esasperare gli animi dei cittadini iraniani nella speranza che un crollo del tenore di vita spinga la gente a sovvertire il governo iraniano. Si tratta di una scommessa dall’esito incerto. L’Italia deve capire quale parte recitare in questa contesa: gli USA sono un alleato storico, ma l’Italia per l’Iran rappresenta il primo partner commerciale. Le sanzioni di Trump rischiano di danneggiare anche l’Italia, sul piatto ci sono commesse miliardarie.
  • Europa – Conte si trova al centro di una contesa fra Francia e Germania: da una parte Macron intende rinsaldare i rapporti con l’Italia per controbilanciare lo strapotere tedesco in Europa; dall’altra parte Angela Merkel intende attrarre l’Italia nella propria sfera d’influenza per ridimensionare ulteriormente l’alleato-rivale francese. L’Italia deve decidere da che parte stare.

    La destra mette alle corde la Merkel

    Il governo tedesco vive una situazione da separati in casa: l’esecutivo è guidato dalla moderata Angela Merkel (CDU), mentre il ministro degli Interni Horst Seehofer (CSU) ha posizioni ben più dure in materia di immigrazione. Seehofer ha dato un ultimatum alla Merkel: se entro fine giugno non dovessero raggiungersi accordi con gli altri partner europei, la Germania sigillerebbe le proprie frontiere e inizierebbe una ben più massiccia operazione di respingimento dei migranti.

    Un permesso di 30 giorni per i migranti dell’Aquarius

    I migranti che hanno raggiunto Valencia a bordo dell’Aquarius avranno un permesso permesso temporaneo di 30 giorni per rimanere in Spagna per motivi umanitari. Durante questi 30 giorni potranno preparare la domanda di asilo. Chi non avrà titoli per chiedere lo status di rifugiato sarà rimpatriato nel paese di origine.

    Le nomine Rai

    Il piano giallo-verde per “derenzizzare” la Rai è in piena attività. Premesso che siamo ancora nell’ambito del “si dice”, secondo le ultime indiscrezioni la direzione del TG2 dovrebbe andare alla Lega, mentre il TG3 dovrebbe andare al M5S. Sulla guida del TG1 si cerca un nome super partes: al momento si fa il nome di Mentana. Possibile anche un ritorno di Floris in Rai, non si sa ancora in quale ruolo.

    Di Maio e le società di food delivery

    Oggi l’incontro fra il ministro del Lavoro Luigi Di Maio e i rappresentanti delle aziende di food delivery. Di Maio punta a regolarizzare il settore per fissare salari minimi, orari di lavoro e aumentare le tutele contrattuali dei fattorini che consegnano il cibo a domicilio in bicicletta. Gianluca Cocco, capo di Foodora Italia, in un’intervista al Corriere della sera annuncia intenzioni drastiche: “Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità di Di Maio, il governo ha l’obiettivo di farci andare via dall’Italia”. Il motivo: le società sostengono di non marginalizzare abbastanza utili da poter assumere i fattorini con contratti di lavoro subordinato. Le società di food delivery rappresentano il 7% del mercato, il restante 93% è rappresentato da pizzerie e ristoranti che fanno consegne spesso a nero.

    Salvini punta la ruspa sui rom

    Il ministro dell’Interno Matteo Salvini intende affrontare la questione dei rom: prima di tutto punta ad un censimento. Si tratterà di una “ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti”, in pratica una sorta di “anagrafe”, come ha dichiarato ai microfoni di TeleLombardia. Salvini puntualizza che mentre gli stranieri possono essere espulsi, “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”.

    Angela Casamonica, esponente della nota famiglia Casamonica, interpellata dall’Agenzia Dire, lancia un avvertimento al ministro dell’Interno: “Non mi fa paura, mi sembra una brava persona, lui parla, fa il suo lavoro, ma con noi deve rigare dritto, non dire che viene a cacciare le persone”.

  • Governo Conte: il resoconto di venerdì 15 giugno

    Il vertice della distensione fra il premier italiano Giuseppe Conte e il suo omologo francese Emmanuel Macron ha prodotto dei risultati: Macron ha accolto la proposta di Conte di aprire degli hotspot in Libia e nei paesi sahariani per bloccare le rotte dei migranti verso il Mediterraneo, tutelando al tempo stesso le loro vite. Nella gestione dei flussi migratori, Conte chiama in causa l’Europa: “Chi mette piede in Italia, mette piede in Europa”. Macron ribadisce amicizia con l’Italia e afferma la necessità di rivedere l’accordo di Dublino: “La Francia e l’Italia vanno avanti mano nella mano. Speriamo di andare avanti con i partner europei nei prossimi mesi su una riforma profonda delle regole di Dublino per una migliore responsabilità e divisione”.

      Italia e Francia hanno intenzione di lavorare insieme per affrontare diverse questioni:
    • Libia – la Libia è il partner strategico nell’arginare i flussi migratori, ma il territorio libico è in gran parte suddiviso in tribù che non riconoscono la legittimità del governo centrale. Inoltre, per prassi, i capi tribù considerano nulli gli accordi con l’Italia, dal momento che sono stati stretti con l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Ogni accordo andrà rinegoziato da Salvini.
    • Paesi sahariani – Italia e Francia devono stringere accordi con i paesi della fascia del Sahara per creare hotspot volti a bloccare in corsa i flussi migratori prima che raggiungano il Mediterraneo.
    • Dazi – il G7 canadese si è chiuso con un clamoroso incidente diplomatico quando Donald Trump ha rifiutato di porre la firma sul documento conclusivo. E’ braccio di ferro fra Canada e Usa sui dazi commerciali. Trump ha addirittura insultato il premier canadese Trudeau definendolo “Debole e disonesto”. Conte e Macron devono accordarsi per limitare i contraccolpi che la guerra dei dazi potrebbe avere su Francia e Italia.
    • Iran – la strategia di Trump è chiara: con le sanzioni all’Iran punta ad aiutare i petrolieri Usa, ma soprattutto ad esasperare gli animi dei cittadini iraniani nella speranza che un crollo del tenore di vita spinga la gente a sovvertire il governo iraniano. Si tratta di una scommessa dall’esito incerto. L’Italia deve capire quale parte recitare in questa contesa: gli USA sono un alleato storico, ma l’Italia per l’Iran rappresenta il primo partner commerciale. Le sanzioni di Trump rischiano di danneggiare anche l’Italia, sul piatto ci sono commesse miliardarie.
    • Europa – Conte e Macron discuteranno anche quale ruolo fare assumere alle rispettive nazioni nei confronti dell’Europa. Da sempre l’Unione è fortemente germano-centrica e la Francia punta ad aumentare la propria sfera di influenza erodendo il potere tedesco. L’Italia invece cerca rispetto da parte della Francia e maggiore autonomia nei confronti della Germania.

    La Francia non può dare lezioni a nessuno

    In materia di immigrazione la Francia non ha titoli per criticare l’Italia: il nuovo rapporto di Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi denuncia respingimenti illegali, falsificazione di documenti e atti di violenza da parte della polizia francese sui minori migranti. A Ventimiglia sono 1 su 4. Sempre di più le donne sole, anche con figli piccoli, costrette a dormire all’aperto.

    Lo stadio di Roma imbarazza la Raggi

    I gerarchi del governo giallo-verde non vogliono essere colpiti dagli schizzi di fango dello scandalo corruzione emerso dalle indagini sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Di Maio dà il suo ultimatum: “Lanzalone deve dimettersi, chi è agli arresti domiciliari non può fare il presidente Acea”. L’avvocato arrestato nell’ambito delle indagini poco tempo fa era stato ad una cena di lavoro con Giorgetti della Lega. Nulla di penalmente rilevante, ma meglio prendere le distanze per evitare ogni accusa di opacità. Conte generalizza sostenendo che la corruzione sia un problema italiano. E Salvini rassicura: “Nessuna ripercussione sul governo”. Intanto la Raggi annuncia che il Comune di Roma si costituirà parte lesa.

    Virginia Raggi “cita” Maria Elena Boschi

    “Mi attaccano perché sono una donna”. Seduta nel salotto di Porta a Porta, la sindaca di Roma cita le esatte parole pronunciate da Maria Elena Boschi nel salotto di Otto e Mezzo. Oggi si parla dello stadio della Roma, allora si parlava di Banca Etruria.

    Tutti matti per Salvini

    Matteo Salvini piace: con 2 milioni e 570mila followers taglia il traguardo nella classifica dei politici europei con più like su Facebook. La cancelliera tedesca Angela Merkel ne ha 2 milioni e 534mila.

    Governo Conte: il resoconto di giovedì 14 giugno

    L’incidente diplomatico fra Italia e Francia è rientrato, tutto finisce dunque a tarallucci e vino, o macarons e champagne se si preferisce. Conte conferma dunque la sua presenza al vertice di venerdì con Macron.

    Entrando a gamba tesa nell’affair Aquarius, Macron aveva definito “cinica” e “irresponsabile” la politica migratoria italiana. E il suo portavoce aveva addirittura parlato di politica “vomitevole”. Il premier Conte oggi rende noto di avere ricevuto una telefonata da Macron: “Con Parigi il caso è chiuso [...] Mi ha detto che le frasi rivolte all’Italia non sono a lui attribuibili. [...] Ha sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano [...] Ma ora dobbiamo lavorare alla riforma dei regolamenti di Dublino”.

    E non solo: la ministra agli Affari europei Nathalie Loiseau ha dichiarato ai microfoni di Radio Europe 1 che i francesi vogliono “aiutare l’Italia” e che anche “l’Europa deve fare di più e meglio per aiutare l’Italia”.

    Conviene coltivare l’amicizia con l’Italia

    Sul momento la Francia ha fatto la voce grossa, ma rompere i ponti con l’Italia potrebbe portare ai francesi più svantaggi che vantaggi: il Belpaese rappresenta infatti una prima barriera contro i flussi migratori verso l’Europa. Nella recente disputa fra Francia-Spagna-Malta da una parte e Italia dall’altra parte, la Germania (vero dominus dell’Unione europea) ha utilizzato toni concilianti e si è dichiarata comprensiva nei confronti delle criticità affrontate dagli italiani. Traduzione: nessun paese europeo si permetta di attaccare l’Italia sulla gestione dei flussi migratori senza l’ok preventivo della Germania.

    L’Aquarius in Sardegna

    A causa delle cattive condizioni del mare, l’Aquarius potrebbe ritardare (o annullare) il suo approdo a Valencia per cercare riparo in Sardegna. Il comandante della nave Dattilo della Guardia costiera italiana che guida il convoglio di scorta all’Aquarius, ha deciso di cambiare rotta, come scrive su Twitter la Ong Sos Mediterranee, cui appartiene la Aquarius. La Ong descrive i passeggeri dell’Aquarius come spaventati, affamati e sotto shock.

    L’Egitto

    Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini punta a creare un nuovo dialogo con l’Egitto. In ballo ci sono affari miliardari per oltre un centinaio di imprese italiane, ma anche la gestione dei flussi migratori dal mediterraneo sud-occidentale: “Comprendo la richiesta di giustizia della famiglia Regeni, ma per noi è fondamentale avere buone relazioni con l’Egitto”. Per inciso: quando era all’opposizione, nell’aprile 2016, Salvini aveva acusato il governo targato PD di non avere fatto abbastanza per accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni.

    Fermati i giornalisti che indagano sulla Lega

    Tre giornalisti che indagano sui conti della Lega sono stati fermati dalla Guardia di Finanza a Bolzano e interrogati per 3 ore. Il sindacato dei giornalisti condanna l’accaduto: “Comportamento intimidatorio di magistratura e polizia giudiziaria nei confronti dei colleghi impegnati a illuminare una delle vicende più oscure di questi ultimi anni”. I giornalisti lavorano per Il Fatto Quotidiano, La Repubblica e La Stampa. L’indagine sui conti della Lega è partita nel 2013 ed è costata la leadership a Bossi. I giudici cercano 49 milioni di euro: per attività politiche mai fatte Umberto Bossi fu condannato a 2 anni e mezzo, mentre l’allora tesoriere Francesco Belisto fu condannato a 4 anni e dieci mesi per truffa ai danni dello Stato.

    Governo Conte: il resoconto di mercoledì 13 giugno

    Ora il governo Conte (leggi governo Salvini-Di Maio, ndr) è al completo: con la nomina dei viceministri e dei sottosegretari il cerchio è chiuso. Si tratta di 45 persone fra viceministri e sottosegretari. I viceministri sono 6 , i sottosegretari 39. E sono così distribuiti: 25 pentastellati, 17 leghisti e 3 tecnici. I servizi segreti vanno nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il CIPE (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) va al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. La delega alle Telecomunicazioni finisce nell’area del ministero dello Sviluppo economico di Luigi Di Maio, e qui come vedremo si innesca una polemica politica potenzialmente dirompente.

    Le nomine nei M5S

    Tra le nuove cariche pentastellate si segnalano Vito Crimi all’Editoria e Vincenzo Spadafora a Pari opportunità e giovani; il senatore Luigi Gaetti e il deputato Carlo Sibilia sottosegretari all’Interno. Per inciso, Carlo Sibilla si è messo spesso in evidenza per dichiarazioni spericolate (non crede per esempio allo sbarco dell’uomo sulla Luna ed ha definito Renzi e Padoan due “figli di Troika”); il deputato Alessio Villarosa è sottosegretario all’Economia; il deputato Angelo Tofalo è sottosegretario alla Difesa; la deputata Laura Castelli è viceministro all’Economia; Stefano Buffagni è agli Affari Regionali.

    Le nomine nella Lega

    Ecco i nomi più di spicco fra le nomine leghiste: Lucia Bergonzoni è sottosegretaria ai Beni e attività culturali e turismo; Vannia Gava è sottosegretaria all’Ambiente; Dario Galli e Michele Geraci sono sottosegretari allo sviluppo economico; il senatore Armando Siri è sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti.

    Berlusconi furioso

    Silvio Berlusconi è sul piede di guerra: il patto con Salvini prevedeva il non ostruzionismo di Forza Italia nei confronti del governo giallo-verde in cambio della garanzia che la delega alle telecomunicazioni andasse alla Lega. Berlusconi puntava a mettere al sicuro Mediaset dagli assalti grillini. Di Maio in campagna elettorale non ha fatto mistero di voler riformare Mediset e Rai e di volersi occupare del conflitto di interessi. Il leader di FI teme che Salvini voglia ora metterlo nell’angolo per fagocitare gli elettori italoforzuti o per ridurre il partito ad un satellite della Lega.

    Salvini prende di petto Macron / Macron non si scusa

    “Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà. La nostra storia non merita di essere apostrofata in questi termini da esponenti del governo francese che spero diano scuse”. Così ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando al Senato sulla vicenda Aquarius, dopo le accuse francesi di gestire una politica “vomitevole”, “cinica” e “irresponsabile”. Salvini sostiene che senza scuse ufficiali da parte di Macron il premier Conte fa bene a non andare in Francia: “Certo, è totalmente legittimato e noi lo sosterremo. Un atteggiamento così infondato e volgare merita delle scuse”, sostiene Salvini, che oltre alle scuse pretende fatti concreti: “Chiedo al presidente Macron di passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9000 immigrati che si era impegnato ad accogliere. La Francia ci dice che siamo cinici, ma dal primo gennaio al 31 maggio ha respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili”.

    Macron da parte sua non pensa minimamente di scusarsi: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi. Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi”. Nessun riferimento diretto a Matteo Salvini, ma Macron sta parlando di lui.

    L’affair Aquarius ha permesso a Salvini di mettersi in evidenza, nel bene e nel male, a livello europeo. E mentre il premier Conte era nelle aree terremotate a stringere mani, Salvini dettava da solo la linea di politica interna ed estera dell’Italia. Ieri a fine giornata Salvini ha indetto una conferenza stampa: alle sue spalle campeggiava la scritta LEGA – SALVINI PREMIER. Un messaggio chiaro su quelli che sono gli obiettivi politici del vicepremier leghista la cui popolarità è in continua ascesa.

    Salvini si avvantaggia della sua esperienza: fa politica dall’età di 17 anni, ha perso la verginità al Comune di Milano, ha passato lunghi anni da europarlamentare e conosce a menadito tutte le dinamiche della politica, italiana ed europea. L’esperienza politica di Di Maio non è paragonabile a quella di Salvini e quella di Conte è inesistente.

    In pochi giorni Salvini ha surriscaldato le relazioni con Tunisia, Francia e Spagna, ma al tempo stesso cerca di intrecciare nuove relazioni con Libia ed Egitto e cerca il dialogo con la Germania.

    Incidente diplomatico con la Francia

    Una nota della Farnesina rende noto quanto segue: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”. Ieri i vertici della politica francese hanno accusato l’Italia di essere “cinica”, “irresponsabile” e fautrice di una politica migratoria “vomitevole” .

    L’Europa si accorge dell’Italia

    Nonostante le critiche da Spagna e Francia sul caso Aquarius, l’Europa per bocca del commissario per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos annuncia iniziative: “Questa vicenda ci ha mostrato che la migrazione riguarda gli esseri umani i cittadini europei sono molto preoccupati per questi problemi. Nessuno crede che questa sia una responsabilità italiana o maltese o spagnola, ma è una questione europea che richiede una risposta europea. Serve una risposta europea strutturale”. L’Europarlamento ne parlerà nel prossimo vertice europeo del 28 e 29 giugno.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 12 giugno

    Dopo il braccio di ferro fra Italia e Malta, ieri l’affair Aquarius sembrava essersi sbloccato con la decisione della Spagna di accogliere la nave e il suo carico di 629 migranti. Ma in serata è arrivato uno stop da parte dell’equipaggio della nave. In sintesi: “Non abbiamo sufficienti risorse per arrivare al porto di Valencia e le condizioni dei nostri passeggeri non gli consentono di passare altri giorni in mare”. Traduzione, Salvini si rassegni ad accogliere l’Aquarius in Italia. Ma Salvini non è tipo da rassegnarsi, così l’Aquarius andrà sì in Spagna, ma scortata da due navi italiane: una della guardia costiera ed una della Marina. I migranti saranno in gran parte trasbordati sulle navi italiane, dove saranno rifocillati e curati.

    Le reazioni di Spagna e Francia

    La neo ministra della Giustizia spagnola Dolores Delgado prende di petto l’Italia, parlando di responsabilità penali internazionali: “È una questione di umanità, è una questione di generosità, ma anche e fondamentalmente, si tratta di rispettare le convenzioni e i trattati internazionali di cui tutti gli Stati fanno parte. La violazione di queste convenzioni e trattati internazionali potrebbe determinare responsabilità internazionali”.

    Dalla Francia la buttano sul disgusto. Gabriel Attal il portavoce di En Marche, il partito di Macron, si esprime cosi: “Considero vomitevole la linea del governo italiano. E’ inammissibile giocare alla politica con delle vite umane, lo trovo immondo. Un pensiero va prima di tutto alle 629 persone che sono sulla nave Aquarius”.

    Le reazioni in Italia

    Le associazioni che Salvini definisce “buoniste” si associano alle proteste dei partiti politici di sinistra nel chiedere la riapertura dei porti. Una nota congiunta di ANPI, Arci, Azione cattolica, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza chiede al ministro dell’Interno l’immediata riapertura dei porti.

    Da quale pulpito

    La Francia oggi accusa l’Italia di insensibilità verso i migranti, ma nel 2011 fu proprio la Francia a fare pressioni per detronizzare Gheddafi. La recrudescenza dei flussi migratori dalla Libia si deve proprio alla caduta di Gheddafi. La Francia poi respinge armi alla mano i migranti che dall’Italia cercano di guadagnare il suolo francese passando da Ventimiglia.

    La Spagna invece spara contro chi cerca di passare dall’Africa all’Europa attraverso le barriere di Ceuta e Melilla. La stessa Spagna che nel 2012 tolse l’assistenza sanitaria gratuita a 910mila migranti che non versavano contributi alla previdenza sociale.

    Nuovi sbarchi

    Intanto, complice la bella stagione e la fine del ramadan, gli sbarchi si intensificano: questa mattina sulla spiaggia di Calamosche (Noto) sono sbarcati 53 migranti pachistani e afghani. Fra di loro 8 donne e 14 bambini. E 937 migranti sono attesi nel porto di Catania dove saranno sbarcati dalla Guardia costiera italiana.

    La strategia di Salvini

    Salvini ha 6 obiettivi:

    • richiamare Malta alle sue responsabilità nell’accoglienza ai migranti. La criticità in questo caso è dettata dal fatto che Malta ha un piccolo territorio e la sua popolazione ammonta ad appena 436.947 persone. Il peso economico dell’accoglienza per i maltesi è particolarmente oneroso.
    • Lanciare messaggi all’Europa per ottenere maggiore collaborazione nella gestione dei flussi migratori.
    • Rinegoziare con la Libia i trattati bilaterali per mettere un tappo all’emorragia di profughi. La criticità in questo caso è rappresentata dal fatto che la Libia non ha un governo riconosciuto da tutto il territorio, gran parte del quale ricade nella giurisdizione di tribù locali.
    • Sfiancare le Ong spingendole a portare i migranti in Spagna e in Francia, così da costringerle a spendere maggiori risorse in viveri e carburante.
    • Chiudere i porti italiani alle Ong per fare in modo che i migranti possano sbarcare su suolo italiano solo ed esclusivamente se trasportati da navi militari italiane.
    • Accreditarsi come uomo forte del governo giallo-verde così da consolidare il suo consenso elettorale, che è passato dal 17% delle ultime elezioni al 28% degli ultimi sondaggi.

    Tria il ministro ribelle

    Intanto continua l’imbarazzo nel governo per l’intervista rilasciata il 10 giugno dal ministro Giovanni Tria. Il titolare dell’Economia ha sconfessato i toni dirompenti utilizzati da Salvini e Di Maio in campagna elettorale e ha smentito i cavalli di battaglia del duo giallo-verde.

    Questo in sintesi il Tria-pensiero:

    • L’Europa? Ok a rinegoziare i rapporti, ma senza colpi di mano e senza minacciare di abbandonare l’eurozona.
    • Azzerare la Fornero? Non se ne parla nemmeno. Sì a qualche intervento correttivo, ma prima si trovino le coperture.
    • Reddito di cittadinanza e pace fiscale? Prima si faccia una legge e si trovino le coperture.

    Insomma, più che un idealista ministro del governo del cambiamento sembra un pragmatico ministro del governo della continuità.

    Elezioni comunali amare per i 5 Stelle

    I grillini metabolizzano la batosta elettorale alle comunali di domenica scorsa e cercano di riorganizzarsi: i 5 Stelle hanno perso terreno quasi ovunque. In capoluoghi e grandi città hanno ottenuto il ballottaggio solo a Terni, Avellino e Ragusa, Imola, Pomezia e Acireale. A Roma, spariscono dai due municipi tornati alle urne. Sugli altri fronti, tiene il PD nelle sue roccaforti e avanza decisamente il centrodestra trainato dalla Lega salviniana. Un inciso: se al governo Salvini e Berlusconi sono divorziati, alle amministrative i loro matrimoni politici funzionano ancora benissimo.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 11 giugno

    Tre i fatti politici che tengono banco in queste ore. Andiamo con ordine.

    Migranti

    Con una decisione senza precedenti il ministro degli Interni Matteo Salvini ha chiuso i porti italiani alle navi delle Ong. Prima la Aquarius, con il suo carico di 629 migranti fra cui diversi minori non accompagnati e donne incinte. Poi la Sea Watch 3. La decisione è stata presa di concerto con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. L’Aquarius sarà infine accolta dalla Spagna. Lo ha annunciato il premier Pedro Sanchez: “E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”.

    Salvini ritiene che della nave debba occuparsi Malta, la quale però rifiuta ogni intervento dal momento che le azioni di soccorso sono state coordinate da Roma e i regolamenti impongono che lo stato che si fa carico del coordinamento poi debba gestire anche gli sbarchi.

    La durissima posizione di Salvini è un messaggio a Malta, da sempre restia ad accogliere i migranti, ma soprattutto all’Europa: “Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi. Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”. Questo il post con cui Salvini dichiara “guerra” all’Europa sull’affair migranti.

    David Beversluis, il capo del team medico di MSF, parla dell’Aquarius raccontando una situazione disastrosa: “La nostra capienza massima è di 550 persone. Ne abbiamo a bordo 629. Siamo attrezzati con cibo e acqua per due o tre giorni, ma sono troppi e siamo costretti a far dormire molti di loro sul ponte scoperto all’addiaccio. Non possiamo certo andare avanti così a lungo, ci sono sette donne incinte e bambini piccoli. Intanto procediamo verso nord. Confidiamo che nelle prossime ore ci arrivi dalla sala operativa di Roma l’indicazione del porto sicuro”.

    Il sindaco 5 Stelle di Livorno Filippo Nogarin va contro il governo e pubblica su Facebook un post che apre ai migranti: “Siamo pronti ad aprire il porto e accogliere la nave”. Dopo appena 20 minuti arriva l’ordine di cancellarlo, il post sparisce.

    L’iniziativa di Salvini non poteva che scatenare polemiche, soprattutto nel centrosinistra. Polemiche che possono essere sintetizzate nella posizione espressa da Gino Strada, fondatore di Emergency, durante l’ultima puntata di Mezz’ora in più: “Ho 70 anni, ma mai avrei pensato di vedere ministri razzisti nel mio Paese”.

    Dure le dichiarazioni di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno, raccolte da Repubblica: “Io i porti non li ho chiusi neanche quando in 36 ore arrivarono in Italia 26 navi. Non barconi, navi. Ventisei. Sbarcarono 13.500 migranti. Anche in quel caso, dimostrammo che umanità e sicurezza si possono conciliare. Quello di Salvini è un azzardo politico. Oltretutto non posso non notare che l’annuncio di Salvini è stato diffuso mentre era in corso il voto delle elezioni amministrative. Mi auguro che questa mossa non sia stata studiata a tavolino per scopi elettorali”.

    Un G7 di fuoco

    Il G7 più difficile degli ultimi anni si è chiuso con un incidente diplomatico: Donald Trump ha ritirato la sua firma dal comunicato congiunto che poche ore prima era stato composto dai sette grandi, fra mille trattative e bracci di ferro. La decisione di Trump in risposta alle critiche del premier canadese Justin Trudeau che durante la sua conferenza stampa aveva criticato i dazi unilaterali americani.

    Trump ha definito Trudeau “debole” e “disonesto” per aver attaccato i dazi statunitensi e per avere annunciato la rappresaglia economica del Canada.

    Elezioni Amministrative amare per il M5S

    Ieri si è votato in 761 comuni per le elezioni amministrative. I capoluoghi di provincia coinvolti sono Brescia, Sondrio, Imperia, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Siena, Ancona, Terni, Viterbo, Teramo, Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

    In generale le Comunali ridimensionano i 5 Stelle e fanno ingranare la quinta alla Lega, che traina il centrodestra in tutto lo Stivale. Il patto elettorale fra Lega e FI è rotto al governo, ma tiene su base locale.

    Si votava anche a Roma nei municipi 3 e 8, dove il M5Stelle è fuori dai ballottaggi.

    Delusione per la famiglia Casaleggio: a Ivrea sarà ballottaggio fra centrodestra e centrosinistra mentre i 5Stelle sono fuori dai giochi. A Ivrea Gianroberto e Davide Casaleggio hanno lavorato e vissuto per anni. Proprio a Ivrea Davide Casaleggio si era speso in prima persona per le Comunali.

    Una curiosità: Vittorio Sgarbi è il nuovo sindaco di Sutri, piccolo centro della provincia di Viterbo. Il critico d’arte ha vinto con il 58,79% con la sua lista Rinascimento e ha annunciato che la sua opera di sindaco sarà prestata a titolo gratuito. “Come deputato presenterò subito una proposta per Sutri città d’arte”, ha dichiarato Sgarbi. “Inoltre, porterò un contributo annuale alle iniziative culturali di 25.000 euro attraverso la Fondazione Ligabue. Sutri deve diventare come Spoleto. Coinvolgerò anche la Fondazione Fendi. La cultura deve trionfare”.

    Governo Conte: il resoconto di domenica 10 giugno

    Giuseppe Conte debutta sulla scena internazionale: il premier giallo-verde è in Canada per rappresentare l’Italia al G7. Con lui, fra gli altri, ci sarà un consigliere d’eccezione: il grillino Rocco Casalino, mandato in Canada per aiutare Conte a gestire la sua prima uscita internazionale.

    Le premesse sono quelle di un G7 di fuoco: il tema principale sarà quello dei dazi economici voluti da Trump. Il presidente a stelle e strisce ha già annunciato che abbandonerà il summit qualora si dovesse affrontare il tema del surriscaldamento globale.

    L’Italia partecipa al G7 da osservata speciale: ad americani, francesi, tedeschi e inglesi non sono piaciute le aperture di Conte ai rapporti con la Russia.

    Gli USA in particolare studiano la situazione italiana cercando di capire se potranno utilizzare il nostro paese per limitare lo strapotere tedesco in Europa.

    Putin strizza l’occhio all’Italia

    “In Europa qualcosa si sta muovendo perché alcuni Paesi iniziano a dire che la collaborazione con la Russia è necessaria”. Parole dello zar Vladimir Putin che cerca di utilizzare l’Italia come grimaldello per aprire una breccia nei rapporti con l’Unione Europea. Il ministro degli Esteri russo aggiunge: “Mosca si aspetta di collaborare con il nuovo governo italiano nello spirito di continuità positiva delle relazioni italo-russe”. Mosca punta a due cose: la riduzione (o la totale eliminazione) delle sanzioni economiche applicate da Europa e Stati Uniti a partire dal 2014 dopo l’intervento russo in Ucraina e riuscire ad attrarre l’Italia nella sfera d’influenza russa, allontanandola quanto basta dal giogo dell’Europa germano-centrica e dalla storica sudditanza statunitense.

    Reddito di cittadinanza

    Al parlamento europeo il vicepresidente, il grillino Fabio Massimo Castaldo chiede che il 20% del Fondo Sociale Europeo sia utilizzato per finanziare la misura cardine del programma elettorale 5 Stelle, ovvero il reddito di cittadinanza. Gli europarlamentari Brando Benifei ed Elena Gentile, in quota PD, partono all’attacco: “Le risorse di sette anni non basterebbero a coprire un solo anno di spesa”.

    Torna il servizio militare?

    Intervistato dai giornalisti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini si dice favorevole alle reintroduzione della leva militare obbligatoria: “Se manterremo il servizio civile? Io sono personalmente favorevole alla reintroduzione del servizio militare, non solo al mantenimento del servizio civile. Questa è una posizione personale che non c’è nel contratto e non impegna il governo”.

    Conflitto d’interessi

    Nel suo discorso alla Camera, Giuseppe Conte ha parlato della necessità di affrontare il tema del conflitto di interessi. Berlusconi teme la scure grillina su Mediaset e studia tutte le opzioni per mettere al riparo la sua azienda. Intanto il figlio Pier Silvio, amministratore delegato di Mediaset, ostenta sicurezza: “Sul governo Conte non ho opinioni o giudizi. Non temiamo contraccolpi al di là delle cose dette in campagna elettorale e non temiamo alcun tipo di reazione nei nostri confronti. Non avrebbe alcun senso. Ben venga una legge se riguarda tutti i conflitti di interesse”.

    Governo Conte: il resoconto di giovedì 7 giugno

    Dopo l’ok in Senato, il governo Conte incassa senza problemi la fiducia anche alla Camera con 350 voti a favore, 34 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta. Ora i preliminari sono finiti e inizia la vera partita, tanto che il voto di ieri ha segnato la fine del fair play fra le fazioni: Conte ha subito durissimi attacchi dai banchi del PD, sia sul programma giudicato generico e poco concreto, sia sulla figura stessa del presidente del Consiglio.

    Conte si era autodefinito “garante dell’applicazione del piano di governo” e per tutta risposta il gerarca dem Graziano Delrio gli ha scagliato addosso una freccia avvelenata, accusandolo di fare il “pupazzo”: “Ci faccia un piacere, riprenda il programma e lo riscriva di suo pugno, perché è lei il presidente del Consiglio. Riprenda la lista dei ministri e la riscriva di suo pugno, perché è lei il presidente del Consiglio. Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo nelle mani dei partiti”. Finalmente libero dalla cappa della leadership renziana, Delrio si è scatenato in un attacco frontale a Conte, che ha raggiunto il culmine quando si è toccata la famiglia del presidente della Repubblica. Conte aveva espresso rammarico per gli sgradevoli attacchi social alla memoria “di un congiunto del presidente della Repubblica”. Un Delrio stizzito prima fa notare a Conte che per mesi i legastellati hanno attaccato pesantemente la presidenza della Repubblica esacerbando gli animi, poi urla “Un congiunto di Mattarella?… Si chiamava Piersanti!”, innescando la standing ovation dei colleghi di partito.

    Qui entra in gioco Roberto Fico, gerarca grillino da sempre avversario di Di Maio: durante gli scroscianti applausi uno dei commessi si accingeva a suonare la campanella per richiamare all’ordine i signori deputati, ma Fico gli ha intimato di lasciar correre. Roberto Fico è un esponente dell’ala di sinistra del M5S ed è stato spesso critico nei confronti di Di Maio.

    Conte e Delrio poi hanno stemperato gli animi stringendosi la mano a fine giornata.

    Altra piccola bagarre in Aula quando Conte parla del conflitto d’interessi: “Quello del conflitto di interessi è una vexata quaestio e queste interruzioni dimostrano che ciascuno ha il piccolo conflitto d’interesse da risolvere”. Su queste parole l’emiciclo inizia a protestare e Fico richiama i parlamentari all’ordine. Conte precisa: “Sono stato frainteso, vedete, il conflitto d’interessi si annida anche nei condomini”, obiettivo del governo sarà fare in modo di “prevenirlo” così che “chi è chiamato a rivestire funzioni pubbliche sia invitato a sottrarsi a situazioni che ne minano l’operatività”.

    Le gaffe di Conte

    Dopo quella sul “congiunto di Mattarella”, Conte inanella altre tre gaffe.

    A microfono acceso mostra un foglio a Di Maio e gli domanda: “Questo lo posso dire?” Il suo vicepresidente guarda e risponde un secco “No”.

    La seconda: Conte ha qualche momento di imbarazzo dal momento che i numerosi fogli che ha sul tavolo si sono mischiati. Ad un certo punto il suo vicepresidente Di Maio gli intima di iniziare: “Hai il microfono acceso, te li trovo io, comincia a parlare”.

    La terza: Conte parla del “rispetto dei principi costituzionali di presunzione di colpevolezza“. Intendeva, evidentemente, parlare di presunzione di NON colpevolezza. Si capisce che si tratta di una svista e nessuno protesta.

    Dramma sotto casa di Di Maio

    Un operaio licenziato da FCA si è cosparso di benzina sotto casa di Luigi Di Maio. Il vicepremier ha annunciato che andrà a trovarlo in ospedale. Nel 2014 alcuni operai avevano protestato contro FCA inscenando il funerale di Sergio Marchionne. La Cassazione ha giudicato legittimo il licenziamento per giusta causa per via della macabra rappresentazione.

    Matteo Salvini

    Il ministro dell’Interno, in piena campagna elettorale, continua con l’abitudine di girare il Paese per sondare gli umori (e fomentarli).

    Ma una brutta sorpresa lo attende a Fiumicino: sul bus navetta dell’aeroporto viene accolto da un coro di cittadini che intonano “Bella ciao”. Si trattava di alcuni sindacalisti della CGIL.

    Salvini era diretto a Brindisi dove ha ribadito il suo NO alle adozioni per le famiglie gay: “Farò ciò che è legalmente possibile fare”.

    Governo Conte: il resoconto di mercoledì 6 giugno

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    Ieri il governo Conte ha incassato la fiducia al Senato con 171 SI, 10 in più rispetto alla maggioranza assoluta. 117 i contrari e 25 gli astenuti. Durante il suo discorso Conte non ha fatto mistero di essere un esecutore, dichiarando di volersi fare “garante del contratto” già stabilito dai veri capi di questo governo, ovvero Salvini e Di Maio.

    Conte ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente della Repubblica. Poi una stoccata ai detrattori del governo giallo-verde: “Ci chiamano populisti?” Lo siamo, se questo significa ascoltare la gente”.

    Il governo carioca punta alla crescita economica ed alla riduzione del debito pubblico non tramite l’austerità, ma attraverso le riforme. Conte punta poi a ridurre il numero degli immigrati clandestini, a tagliare le pensioni d’oro, a ridefinire il dialogo con i sindacati, ad affrontare il tema del conflitto d’interessi e ad introdurre reddito di cittadinanza e salario minimo garantito. Nel lungo discorso di Giuseppe Conte non c’è stato alcun accenno al superamento della legge Fornero, così come non c’è stato alcun accenno al blocco dell’aumento dell’Iva previsto a gennaio 2019.

    Le citazioni di Conte

    Conte ha infarcito il suo discorso di alcune citazioni colte. Alcune tratte dal discorso pronunciato da Fedor Michajlkovic Dostoevskij in onore di Puskin l’8 giugno del 1880 a Mosca. Altre appartengono al filosofo Hans Jonas ed ai sociologi Ulrick Beck e Philip Kotler.

    Renzi Show

    Prendendo la parola dopo la fine del discorso di Conte, Matteo Renzi ha definito il premier “collega”, in quanto anche lui non eletto. La polemica riguarda le accuse da sempre scagliate da Lega e M5S contro tutti i premier “non eletti dal popolo”. Più tardi parlando con i giornalisti Conte ha liquidato l’accusa domandando ironicamente “Quindi anche Renzi è un professore universitario?”

    Riportiamo un’altra stoccata di Matteo Renzi: “Non so se è il governo del cambiamento. Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto”. Il riferimento, chiarissimo, è al patto del Nazareno fra PD e FI ed al fatto che il governo Renzi si sia retto grazie all’appoggio di Verdini ed Alfano. Accordi politici contestati da grillini e leghisti.

    Le gaffe di Conte

    Durante un passaggio in cui stava parlando dello sviluppo tecnologico a cui l’Italia andrà incontro nel prossimo futuro, Conte ha parlato dello sviluppo di “reti telepatiche”. Naturalmente intendeva “reti telematiche”.

    La sera prima di pronunciare il suo discorso al Senato, Conte ha postato una foto nella quale lo si vede intento, come da lui stesso scritto nella didascalia, a lavorare “fino a tarda ora”. Peccato che il suo orologio mostrasse l’orario: erano le 18:30.

    L’incognita Salvini

    Rompendo la coalizione con il centrodestra, Matteo Salvini è entrato nell’asse giallo-verde come socio di minoranza, portando un bagaglio del 17% dei voti, più o meno la metà di quelli ottenuti da Di Maio. Eppure tratta Di Maio da pari a pari, addirittura ponendo veti sulle scelte strategiche. Nei quasi 90 giorni di trattative e consultazioni Salvini ha visto il suo gradimento nei sondaggi salire al 30%. Se ribaltasse il tavolo e facesse saltare tutto, Salvini sarebbe sicuro di tornare alle urne con un bottino elettorale ben maggiore di quello emerso dalle elezioni del 4 marzo 2018.

    Di Maio invece sarebbe rovinato: essendo partita la legislatura non potrebbe presentarsi alle prossime elezioni, dal momento che lo statuto pentastellato impone un massimo di due legislature ai suoi parlamentari. Per questo motivo Salvini rappresenta un’incognita sulla tenuta del governo.

    Fine dell’accordo di Dublino

    Intanto in Europa si registra, per la felicità di Salvini, la fine dell’accordo di Dublino: alla riunione dei ministri dell’Interno e della Giustizia a Lussemburgo, 11 paesi fra cui l’Italia dicono no al compromesso sulla riforma. L’accordo di Dublino riguarda le regole sul diritto d’asilo per i migranti che arrivano in Europa. Il no arriva da Italia, Spagna, Germania, Austria, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 5 giugno

    Il governo Conte affronta oggi la sua prima prova, ovvero il voto di fiducia al Senato.

    Contando i voti dei senatori di Lega e M5S, a Palazzo Madama Giuseppe Conte può contare su un bottino di 346 voti, 30 in più rispetto alla maggioranza assoluta. Domani è previsto il voto alla Camera, dove Conte potrà contare su 346 voti, 30 in più rispetto alla maggioranza assoluta.

    Il discorso di Giuseppe Conte

    C’era molta attesa per il primo discorso in Aula del nuovo premier. Conte ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente della Repubblica. Poi una stoccata ai detrattori del governo giallo-verde: “Ci chiamano populisti?” Lo siamo, se questo significa ascoltare la gente”.

    Il governo carioca punta alla crescita economica ed alla riduzione del debito pubblico non tramite l’austerità, ma attraverso le riforme. Conte punta poi a ridurre il numero degli immigrati clandestini, a tagliare le pensioni d’oro, a ridefinire il dialogo con i sindacati, ad affrontare il tema del conflitto d’interessi e ad introdurre reddito di cittadinanza e salario minimo garantito. Nel lungo discorso di Giuseppe Conte non c’è stato alcun accenno al superamento della legge Fornero, così come non c’è stato alcun accenno al blocco dell’aumento dell’Iva previsto a gennaio 2019.

    Qui i punti fondamentali del discorso di Giuseppe Conte.

    Salvini indispettisce la Tunisia

    Passando alla politica estera, al suo secondo giorno di lavoro il neoministro dell’Interno Matteo Salvini ha creato un incidente diplomatico con la Tunisia, affermando che “la Tunisia è un paese libero e democratico, ma spesso e volentieri esporta galeotti”. L’ambasciatore italiano in Tunisia è stato convocato dal governo locale per chiarimenti. Un raffreddamento delle relazioni fra Italia e Tunisia sarebbe sconveniente: attualmente la Tunisia è l’unico stato africano ad accettare 80 rimpatri a settimana e a cooperare fattivamente per le identificazioni. Nel 2016 sono sbarcati in Italia 1207 tunisini e ne sono stati rimpatriati 1628. Salvini cerca dunque di stemperare i toni: “Da parte mia c’è la più ferma disponibilità a incontrare nel più breve tempo possibile il mio omologo di Tunisi per aumentare e migliorare la cooperazione, nel reciproco interesse sul fronte sicurezza, immigrazione e contrasto al terrorismo”.

    Il vertice europeo

    A causa del voto di fiducia, oggi Salvini non prenderà parte al vertice europeo fra i ministri degli Interni dei vari paesi. Vertice volto a ridiscutere i problemi dell’immigrazione e l’accordo di Dublino. Salvini comunque affida la sua linea a Twitter: “Occorre buon senso. Quello degli sbarchi e dell’accoglienza di centinaia di migliaia di ‘non profughi’ non può continuare ad essere un problema solo italiano. O l’Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie”.

    In Europa è braccio di ferro fra i paesi mediterranei, capitanati dall’Italia, che chiedono quote di redistribuzione di migranti fra i vari partner europei e il blocco dell’Est europa contrario a qualsiasi sistema di quote.

    Trasparenza al Ministero della Difesa

    Al suo primo giorno di lavoro la neoministra della Difesa Elisabetta Trenta, per evitare qualsiasi ombra di conflitto d’interessi, ha chiesto il trasferimento del marito da ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari Generali.

    Salvini VS Balotelli

    Chiudiamo col calcio: il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina vorrebbe Mario Balotelli al posto di capitano della nazionale: “L’idea di Balotelli capitano mi piace, me lo auguro per tutti noi. Ha espresso parole giuste, semplici e forti. C’è bisogno di una voce come la sua per far capire certe battaglie. Se c’è un giocatore riconosciuto e bravo che si mettere a riflettere sull’Italia ben venga”. Tanto basta per far imbufalire Matteo Salvini, arci-nemico storico di Balotelli: “Il capitano deve essere rappresentativo e deve giocare bene a pallone, non deve essere bianco, giallo o verde”, ha dichiarato Salvini. “Spero che l’allenatore sceglierà il capitano non per motivi sociologici, filosofici e antropologici, ma perché è un ragazzo che fa spogliatoio, umile e che gioca bene. Magari Balotelli mi stupirà, ma negli anni passati non mi è sembrata una persona umile in grado di mettere d’accordo tutti”.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 4 giugno

    Il governo Conte è pronto ad entrare in piena attività: manca solo la fiducia, prevista per il 5 giugno, per mettere il bollino di ufficialità al nuovo esecutivo. Stando alla matematica, Conte dovrebbe incassare la fiducia senza problemi: alla Camera i voti certi (deputati Lega e M5S) sono 346 voti, ovvero 30 in più rispetto alla maggioranza assoluta. Al Senato i voti sicuri sono 167, ovvero 6 in più rispetto alla maggioranza assoluta.

    L’agenda del governo è fitta:

    • 5 giugno fiducia in Camera e Senato;
    • a seguire approvazione del DEF (Documento di programmazione economica finanziaria);
    • 8 e 9 giugno partecipazione al G7 in Canada (il tema caldo saranno i dazi di Trump);
    • 28 e il 29 giugno debutto in Europa con la partecipazione al Consiglio europeo (sul tavolo due temi caldissimi per l’Italia, bilancio e immigrazione);
    • 11 e 12 luglio summit della Nato.

    Nonostante si tratti di un governo politico con ambizioni di durare per 5 anni, i due leader reggenti, Salvini e Di Maio, sono in piena campagna elettorale: entrambi hanno passato il weekend in Sicilia per parlare alle piazze. Di Maio è andato a blandire una delle regioni che hanno regalato maggiori soddisfazioni elettorali ai 5 Stelle: alle politiche del 4 marzo quasi la metà degli elettori siciliani ha scelto i 5 Stelle. Salvini invece è andato a manifestare con la sua presenza l’intenzione di operare un cambio di passo nella gestione dell’immigrazione. Salvini ha intenzione di dare una stretta alla libertà d’azione delle ONG, di imprimere un’accelerazione ai rimpatri dei migranti irregolari e di aumentare i centri d’accoglienza temporanei. Il piano Salvini incontra alcune problematiche: non tutti gli enti locali accettano che si costruiscano centri d’accoglienza sul loro territorio, e con la maggior parte dei paesi africani e asiatici non esistono accordi bilaterali volti al rimpatrio dei migranti. Il sistema dei fogli di via, poi, è del tutto inefficiente.

    Intanto la stampa inizia a fare le pulci ai ministri dell’esecutivo giallo-verde:

    Alla ministra delle Difesa ELISABETTA TRENTA viene contestata una docenza, non illegale ma inopportuna, in un master presso l’Università Statale di Mosca: fra gli altri nomi del master, alcuni ideologi del potere putiniano, a favore dell’intervento russo in Siria. Il PD contesta poi alla Trenta di essere stata presidente di una struttura che reclutava mercenari.

    Al ministro della Famiglia LORENZO FONTANA vengono contestate posizioni ultracattoliche e di estrema destra per alcune frasi considerate omofobe e oscurantiste (“Le famiglie arcobaleno non esistono… no all’aborto…”). Salvini però rassicura: le posizioni di Fontana non troveranno espressione nel programma di governo.

    La stampa ha scovato un’intervista di DANILO TONINELLI, ministro delle Infrastrutture, che a novembre scorso tirava sassi su Salvini: “Lui (Salvini ndr) e la Lega Nord sono complici e responsabili dei disastri di ieri e di oggi. Il Movimento 5 Stelle non parla con gli indegni come lui”.

    GIAN MARCO CENTINAIO, ministro leghista dell’Agricoltura, fino all’altro ieri tuonava contro i meridionali. In aula al Senato apostrofò il presidente Pietro Grasso chiamandolo “terrone di m…”. La sua vecchia casella di posta elettronica poi era tutta un programma: “terronsgohome@yahoo.it”.

    La ministra della Salute GIULIA GRILLO non crede all’obbligo vaccinale. E nel 2014 sul suo profilo Twitter dava spazio a questo post: “La grande truffa del traffico di virus per vendere i vaccini“.