‘Sorteggiamo chi va in Parlamento’: Beppe Grillo critica il sistema delle elezioni e lancia la sua proposta

Sul Blog del co-fondatore del Movimento Cinque Stelle è stato pubblicato un post in cui Beppe Grillo rilancia la sua idea per rimodernare il sistema democratico italiano: estraendo a sorte i politici

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 28 giugno 2018

‘Sorteggiamo chi va in Parlamento’: Beppe Grillo critica il sistema delle elezioni e lancia la sua proposta

Politici in Parlamento estratti a sorte. Beppe Grillo lancia lo spunto di riflessione politica dalle pagine del suo blog, con un post intitolato: ‘Il più grande inganno della Politica: farci credere che servano i politici’. L’ex comico co-fondatore del Movimento Cinque Stelle propone la sua ricetta per ‘andare oltre’ il sistema parlamentare italiano, fondato sulle elezioni, indicando nella ‘sortition’ la soluzione, ossia nella selezione casuale. In pratica Grillo propone di abolire completamente le elezioni popolari e sorteggiare i politici che dovranno andare a ricoprire il ruolo di rappresentanti dei cittadini in Parlamento.

Grillo lancia la sortition

La ‘sortition’ ossia la ‘selezione casuale’ è la nuova idea lanciata da Beppe Grillo tramite il suo blog.

“L’intuizione è di un certo Brett Hennig – spiega dalle pagine del suo blog – selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in parlamento”.

Il ragionamento di Grillo prosegue: ”forse il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento, piena di persone scelte a caso, un senato dei cittadini, se volete. C’è una campagna per un senato popolare in Francia e un’altra campagna in Scozia. Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo. E poi sostituire le elezioni con il sorteggio”.

“La selezione dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbero gente comune. Sarebbe un microcosmo della società”, spiega ancora.

“Tuttavia, ci sarebbe un importante effetto collaterale: se sostituissimo le elezioni con il sorteggio e rendessimo il nostro parlamento veramente rappresentativo della società, significherebbe la fine dei politici e della politica come l’abbiamo sempre pensata”. “Non fraintendetemi, non dico che è perfetto – conclude – ma la domanda giusta è: funziona meglio? Per quanto mi riguarda, è Sì”.

D’altronde Grillo cita la democrazia ateniese e la “demarchia” che, spiega, era un concetto fondante della civiltà classica. “Anche Aristotele, nella sua Retorica, definisce la democrazia stessa come la forma in cui si estraggono a sorte i rappresentanti”. E ancora: “Non è così pazza come idea. La selezione casuale è stata un elemento chiave del modo in cui si è svolta la democrazia nell’antica Atene. Selezionavano a caso i cittadini per occupare la maggior parte dei loro posti politici. Sapevano che le elezioni erano dispositivi aristocratici. Sapevano che i politici di carriera erano una cosa da evitare. E penso che ora sappiamo anche noi queste cose. Ma più interessante dell’antico uso della selezione casuale è la sua moderna rinascita”.

Grillo illustra a questo punto il futuro e la ‘selezione naturale’: Proprio in questi anni si sta sperimentando la selezione naturale. Possiamo introdurla nelle scuole, nei luoghi di lavoro e in altre istituzioni, come sta facendo ‘Democracy In Practice’ in Bolivia. Possiamo tenere giurie politiche e assemblee di cittadini, come sta facendo la New Democracy Foundation in Australia, o come sta facendo il Jefferson Center negli Stati Uniti e come sta facendo il governo irlandese in questo momento o come la Fondazione Sortition sta facendo nel Regno Unito”

E conclude: ”Le idee di queste persone non sono così strane come appaiono. Io ne so qualcosa. Come diceva René Descartes, ‘se vuoi veramente conoscere la verità, almeno una volta nella vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose”.