Governo Conte: ultime notizie sull’esecutivo Lega-MoVimento 5 Stelle

La schedatura dei rom innesca le polemiche: dopo le critiche dei colleghi della maggioranza, Salvini fa una parziale marcia indietro e per qualche ora non parla più di 'censimento' ma di 'monitoraggio'. Poi però torna alla carica: 'Voglio il censimento, se lo fa la sinistra va bene, se lo faccio io no?' Intanto la linea dura piace: la Lega supera il M5S nei sondaggi e diventa il primo partito d'Italia

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    Matteo Salvini

    Tensione nella maggioranza per le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini che ai microfoni di TeleLombardia ha annunciato l’intenzione di “censire i rom”. Salvini ha aggiunto sconsolato che “quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Tutti gli altri saranno espulsi.

    Queste parole hanno innescato un vespaio di polemiche. Dagli ambienti PD sono partiti, in ordine sparso, i seguenti aggettivi: “agghiacciante”, “aberrante”, “nazista“, “volgare”, “demagogico”, eccetera. Laura Boldrini di LeU sostiene che Salvini stia alzando “l’asticella della disumanità”. Il direttore del TG La7 Enrico Mentana ha dedicato un lungo inciso alla questione mostrando un documento del febbraio 1939 in cui il padre della senatrice a vita Liliana Segre fu costretto a dichiararsi “di razza ebrea”. “Voglio ricordare a tutti che in Italia, 80 anni fa, si iniziò a schedare”, spiega Mentana. “Voglio farvi vedere un’immagine sola: la fotografia di una denuncia di appartenenza alla razza ebraica”. Il padre della senatrice fu internato poco dopo e morì in un campo di sterminio.

    A questo punto il premier Conte abbandona il basso profilo e sbotta: “Questa è veramente troppo, supera ogni limite”. Dopo un veloce confronto con Di Maio, Conte fa arrivare un messaggio a Salvini: “Così non reggiamo, devi rettificare”. Così Salvini inizialmente corregge il tiro non parlando più di censimento ma di “monitoraggio”. Scelta che ottiene il plauso di Di Maio che aveva bollato la schedatura dei rom come “incostituzionale”.

    Salvini: dietrofront e poi avanti tutta

    “Censimento dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto! Prima gli italiani e la loro sicurezza”. Così Salvini, dopo un iniziale dietrofront torna sulla questione del censimento dei rom con un deflagrante post su Facebook. Il riferimento è al censimento dei rom voluto dall’assessore Majorino a Milano nel 2012. Ma c’è anche un altro censimento dei rom voluto dalla sinistra, come vedremo fra poco.

    Il censimento della regione Emilia Romagna

    Le intenzioni di Salvini hanno generato un’ondata di sdegno, ma un censimento dei rom è già stato fatto dall’Emilia Romagna, regione governata dal centrosinistra. Secondo i dati del Rapporto sulla popolazione Sinta e Rom in Emilia Romagna pubblicato nel 2014 vivono in Emilia Romagna 2.745 persone in 129 campi e aree. Si tratta di un aggiornamento ad un precedente censimento realizzato nel 2009.

    Il censimento della giunta Pisapia

    A Milano nel 2012 Pierfrancesco Majorino, assessore ai servizi sociali prima con Giuliano Pisapia e oggi con Giuseppe Sala, presentò il progetto di un censimento dei nuclei familiari delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti a Milano, da aggiornare ogni sei mesi. A differenza di quello voluto da Salvini, però, sarebbe dovuto servire non a finalità di ordine pubblico ma per garantire alle minoranze una maggiore integrazione, per difenderle dalla discriminazione e per garantire il diritto all’istruzione ai piccoli rom.

    Salvini vola nei sondaggi

    Salvini colleziona critiche, ma la sua linea dura piace agli elettori. E la Lega schizza nei sondaggi. Secondo le rilevazioni SWG diffuse dal TG La7, la Lega ottiene il 29,2% delle preferenze e diventa dunque il primo partito italiano superando per la prima volta il MoVimento 5 Stelle (29%).

    Secondo il sondaggio, la Lega sta iniziando a fagocitare il M5S: dalla settimana scorsa i verdi avrebbero sottratto più del 2% delle preferenze ai gialli. Tutti gli altri partiti tengono botta o salgono leggermente.

    I nomadi in Italia

    I rom e i sinti già censiti, perché provvisti della carta d’identità della Repubblica italiana, sono tra le 120mila e le 180mila persone. Non si hanno dati per quelli sprovvisti di documenti italiani. In Spagna i rom censiti sono 750mila, in Francia 400mila, nel Regno Unito 250mila.

    26 mila rom in Italia vivono in emergenza abitativa in baraccopoli dette “formali” (ovvero insediamenti gestiti dalle amministrazioni locali), in baraccopoli “informali” (ovvero campi abusivi) e nei centri di raccolta monoetnici. Metà dei nomadi che abitano nei campi sono minorenni. Per gli adulti l’aspettativa di vita è di 10 anni inferiore alla media nazionale.

    Angela Casamonica avverte Salvini

    “Salvini non mi fa paura, mi sembra una brava persona”, ma io “non ho niente a che spartire con lui: lui parla, fa il suo lavoro, ma con noi deve rigare dritto, non dire che viene a cacciare le persone”. Sono le parole di Angela Casamonica, raccolte dall’agenzia Dire. Angela Casamonica appartiene alla nota famiglia di origini rom che vive a sud-est di Roma.

    Angela Casamonica ha poi aggiunto: “Noi non siamo criminali. Quelli sono altri: i problemi sono causati da quelli che escono subito dal carcere dopo che hanno commesso un crimine. Sono italiani che rubano, ammazzano, spacciano. E poi ci sono gli slavi: se Salvini parla di loro fa bene a cacciarli. Cacciasse loro, cacciasse quelli di colore, gli immigrati, e pure i cinesi che sono tantissimi”.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 18 giugno

    Conte-Merkel
    Ansa

    Continua il “tour” europeo del presidente del Consiglio: dopo aver incontrato il premier francese Macron lo scorso venerdì, oggi il vertice di Conte a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Gli argomenti sul tavolo sono i medesimi: immigrazione, dazi USA, Iran e ruolo dell’Italia in Europa.

  • Immigrazione – In passato la Germania ha lasciato l’Italia completamente da sola nella gestione dei flussi migratori, considerandolo un problema esclusivamente italiano e non europeo. Ultimamente però la Merkel ha mostrato alcune aperture nei confronti del nostro paese: “Parte dell’insicurezza in Italia ha la sua origine proprio dal fatto che gli italiani, dopo il crollo della Libia, si sono sentiti lasciati soli, nel compito di accogliere così tanti migranti”. Così ha spiegato la Merkel nel corso di un’intervista alla Fas lo scorso 2 giugno. La vicenda Aquarius ha riportato all’attenzione europea il problema dei migranti. Vedremo se e cosa cambierà dopo il vertice italo-tedesco.
  • Dazi – il G7 canadese si è chiuso con un clamoroso incidente diplomatico quando Donald Trump ha rifiutato di porre la firma sul documento conclusivo. E’ braccio di ferro fra Canada e Usa sui dazi commerciali. Trump ha addirittura insultato il premier canadese Trudeau definendolo “Debole e disonesto”. Conte e la Merkel devono accordarsi per limitare i contraccolpi che la guerra dei dazi potrebbe avere su Germania e Italia.
  • Iran – la strategia di Trump è chiara: con le sanzioni all’Iran punta ad aiutare i petrolieri Usa, ma soprattutto ad esasperare gli animi dei cittadini iraniani nella speranza che un crollo del tenore di vita spinga la gente a sovvertire il governo iraniano. Si tratta di una scommessa dall’esito incerto. L’Italia deve capire quale parte recitare in questa contesa: gli USA sono un alleato storico, ma l’Italia per l’Iran rappresenta il primo partner commerciale. Le sanzioni di Trump rischiano di danneggiare anche l’Italia, sul piatto ci sono commesse miliardarie.
  • Europa – Conte si trova al centro di una contesa fra Francia e Germania: da una parte Macron intende rinsaldare i rapporti con l’Italia per controbilanciare lo strapotere tedesco in Europa; dall’altra parte Angela Merkel intende attrarre l’Italia nella propria sfera d’influenza per ridimensionare ulteriormente l’alleato-rivale francese. L’Italia deve decidere da che parte stare.

    La destra mette alle corde la Merkel

    Il governo tedesco vive una situazione da separati in casa: l’esecutivo è guidato dalla moderata Angela Merkel (CDU), mentre il ministro degli Interni Horst Seehofer (CSU) ha posizioni ben più dure in materia di immigrazione. Seehofer ha dato un ultimatum alla Merkel: se entro fine giugno non dovessero raggiungersi accordi con gli altri partner europei, la Germania sigillerebbe le proprie frontiere e inizierebbe una ben più massiccia operazione di respingimento dei migranti.

    Un permesso di 30 giorni per i migranti dell’Aquarius

    I migranti che hanno raggiunto Valencia a bordo dell’Aquarius avranno un permesso permesso temporaneo di 30 giorni per rimanere in Spagna per motivi umanitari. Durante questi 30 giorni potranno preparare la domanda di asilo. Chi non avrà titoli per chiedere lo status di rifugiato sarà rimpatriato nel paese di origine.

    Le nomine Rai

    Il piano giallo-verde per “derenzizzare” la Rai è in piena attività. Premesso che siamo ancora nell’ambito del “si dice”, secondo le ultime indiscrezioni la direzione del TG2 dovrebbe andare alla Lega, mentre il TG3 dovrebbe andare al M5S. Sulla guida del TG1 si cerca un nome super partes: al momento si fa il nome di Mentana. Possibile anche un ritorno di Floris in Rai, non si sa ancora in quale ruolo.

    Di Maio e le società di food delivery

    Oggi l’incontro fra il ministro del Lavoro Luigi Di Maio e i rappresentanti delle aziende di food delivery. Di Maio punta a regolarizzare il settore per fissare salari minimi, orari di lavoro e aumentare le tutele contrattuali dei fattorini che consegnano il cibo a domicilio in bicicletta. Gianluca Cocco, capo di Foodora Italia, in un’intervista al Corriere della sera annuncia intenzioni drastiche: “Se fossero vere le anticipazioni del decreto dignità di Di Maio, il governo ha l’obiettivo di farci andare via dall’Italia”. Il motivo: le società sostengono di non marginalizzare abbastanza utili da poter assumere i fattorini con contratti di lavoro subordinato. Le società di food delivery rappresentano il 7% del mercato, il restante 93% è rappresentato da pizzerie e ristoranti che fanno consegne spesso a nero.

    Salvini punta la ruspa sui rom

    Il ministro dell’Interno Matteo Salvini intende affrontare la questione dei rom: prima di tutto punta ad un censimento. Si tratterà di una “ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti”, in pratica una sorta di “anagrafe”, come ha dichiarato ai microfoni di TeleLombardia. Salvini puntualizza che mentre gli stranieri possono essere espulsi, “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”.

    Angela Casamonica, esponente della nota famiglia Casamonica, interpellata dall’Agenzia Dire, lancia un avvertimento al ministro dell’Interno: “Non mi fa paura, mi sembra una brava persona, lui parla, fa il suo lavoro, ma con noi deve rigare dritto, non dire che viene a cacciare le persone”.

  • Governo Conte: il resoconto di venerdì 15 giugno

    Conte Macron

    Il vertice della distensione fra il premier italiano Giuseppe Conte e il suo omologo francese Emmanuel Macron ha prodotto dei risultati: Macron ha accolto la proposta di Conte di aprire degli hotspot in Libia e nei paesi sahariani per bloccare le rotte dei migranti verso il Mediterraneo, tutelando al tempo stesso le loro vite. Nella gestione dei flussi migratori, Conte chiama in causa l’Europa: “Chi mette piede in Italia, mette piede in Europa”. Macron ribadisce amicizia con l’Italia e afferma la necessità di rivedere l’accordo di Dublino: “La Francia e l’Italia vanno avanti mano nella mano. Speriamo di andare avanti con i partner europei nei prossimi mesi su una riforma profonda delle regole di Dublino per una migliore responsabilità e divisione”.

      Italia e Francia hanno intenzione di lavorare insieme per affrontare diverse questioni:
    • Libia – la Libia è il partner strategico nell’arginare i flussi migratori, ma il territorio libico è in gran parte suddiviso in tribù che non riconoscono la legittimità del governo centrale. Inoltre, per prassi, i capi tribù considerano nulli gli accordi con l’Italia, dal momento che sono stati stretti con l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Ogni accordo andrà rinegoziato da Salvini.
    • Paesi sahariani – Italia e Francia devono stringere accordi con i paesi della fascia del Sahara per creare hotspot volti a bloccare in corsa i flussi migratori prima che raggiungano il Mediterraneo.
    • Dazi – il G7 canadese si è chiuso con un clamoroso incidente diplomatico quando Donald Trump ha rifiutato di porre la firma sul documento conclusivo. E’ braccio di ferro fra Canada e Usa sui dazi commerciali. Trump ha addirittura insultato il premier canadese Trudeau definendolo “Debole e disonesto”. Conte e Macron devono accordarsi per limitare i contraccolpi che la guerra dei dazi potrebbe avere su Francia e Italia.
    • Iran – la strategia di Trump è chiara: con le sanzioni all’Iran punta ad aiutare i petrolieri Usa, ma soprattutto ad esasperare gli animi dei cittadini iraniani nella speranza che un crollo del tenore di vita spinga la gente a sovvertire il governo iraniano. Si tratta di una scommessa dall’esito incerto. L’Italia deve capire quale parte recitare in questa contesa: gli USA sono un alleato storico, ma l’Italia per l’Iran rappresenta il primo partner commerciale. Le sanzioni di Trump rischiano di danneggiare anche l’Italia, sul piatto ci sono commesse miliardarie.
    • Europa – Conte e Macron discuteranno anche quale ruolo fare assumere alle rispettive nazioni nei confronti dell’Europa. Da sempre l’Unione è fortemente germano-centrica e la Francia punta ad aumentare la propria sfera di influenza erodendo il potere tedesco. L’Italia invece cerca rispetto da parte della Francia e maggiore autonomia nei confronti della Germania.

    La Francia non può dare lezioni a nessuno

    In materia di immigrazione la Francia non ha titoli per criticare l’Italia: il nuovo rapporto di Oxfam, Diaconia Valdese e Asgi denuncia respingimenti illegali, falsificazione di documenti e atti di violenza da parte della polizia francese sui minori migranti. A Ventimiglia sono 1 su 4. Sempre di più le donne sole, anche con figli piccoli, costrette a dormire all’aperto.

    Lo stadio di Roma imbarazza la Raggi

    I gerarchi del governo giallo-verde non vogliono essere colpiti dagli schizzi di fango dello scandalo corruzione emerso dalle indagini sulla costruzione del nuovo stadio della Roma. Di Maio dà il suo ultimatum: “Lanzalone deve dimettersi, chi è agli arresti domiciliari non può fare il presidente Acea”. L’avvocato arrestato nell’ambito delle indagini poco tempo fa era stato ad una cena di lavoro con Giorgetti della Lega. Nulla di penalmente rilevante, ma meglio prendere le distanze per evitare ogni accusa di opacità. Conte generalizza sostenendo che la corruzione sia un problema italiano. E Salvini rassicura: “Nessuna ripercussione sul governo”. Intanto la Raggi annuncia che il Comune di Roma si costituirà parte lesa.

    Virginia Raggi “cita” Maria Elena Boschi

    “Mi attaccano perché sono una donna”. Seduta nel salotto di Porta a Porta, la sindaca di Roma cita le esatte parole pronunciate da Maria Elena Boschi nel salotto di Otto e Mezzo. Oggi si parla dello stadio della Roma, allora si parlava di Banca Etruria.

    Tutti matti per Salvini

    Matteo Salvini piace: con 2 milioni e 570mila followers taglia il traguardo nella classifica dei politici europei con più like su Facebook. La cancelliera tedesca Angela Merkel ne ha 2 milioni e 534mila.

    Governo Conte: il resoconto di giovedì 14 giugno

     Conte Macron

    L’incidente diplomatico fra Italia e Francia è rientrato, tutto finisce dunque a tarallucci e vino, o macarons e champagne se si preferisce. Conte conferma dunque la sua presenza al vertice di venerdì con Macron.

    Entrando a gamba tesa nell’affair Aquarius, Macron aveva definito “cinica” e “irresponsabile” la politica migratoria italiana. E il suo portavoce aveva addirittura parlato di politica “vomitevole”. Il premier Conte oggi rende noto di avere ricevuto una telefonata da Macron: “Con Parigi il caso è chiuso [...] Mi ha detto che le frasi rivolte all’Italia non sono a lui attribuibili. [...] Ha sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano [...] Ma ora dobbiamo lavorare alla riforma dei regolamenti di Dublino”.

    E non solo: la ministra agli Affari europei Nathalie Loiseau ha dichiarato ai microfoni di Radio Europe 1 che i francesi vogliono “aiutare l’Italia” e che anche “l’Europa deve fare di più e meglio per aiutare l’Italia”.

    Conviene coltivare l’amicizia con l’Italia

    Sul momento la Francia ha fatto la voce grossa, ma rompere i ponti con l’Italia potrebbe portare ai francesi più svantaggi che vantaggi: il Belpaese rappresenta infatti una prima barriera contro i flussi migratori verso l’Europa. Nella recente disputa fra Francia-Spagna-Malta da una parte e Italia dall’altra parte, la Germania (vero dominus dell’Unione europea) ha utilizzato toni concilianti e si è dichiarata comprensiva nei confronti delle criticità affrontate dagli italiani. Traduzione: nessun paese europeo si permetta di attaccare l’Italia sulla gestione dei flussi migratori senza l’ok preventivo della Germania.

    L’Aquarius in Sardegna

    A causa delle cattive condizioni del mare, l’Aquarius potrebbe ritardare (o annullare) il suo approdo a Valencia per cercare riparo in Sardegna. Il comandante della nave Dattilo della Guardia costiera italiana che guida il convoglio di scorta all’Aquarius, ha deciso di cambiare rotta, come scrive su Twitter la Ong Sos Mediterranee, cui appartiene la Aquarius. La Ong descrive i passeggeri dell’Aquarius come spaventati, affamati e sotto shock.

    L’Egitto

    Il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini punta a creare un nuovo dialogo con l’Egitto. In ballo ci sono affari miliardari per oltre un centinaio di imprese italiane, ma anche la gestione dei flussi migratori dal mediterraneo sud-occidentale: “Comprendo la richiesta di giustizia della famiglia Regeni, ma per noi è fondamentale avere buone relazioni con l’Egitto”. Per inciso: quando era all’opposizione, nell’aprile 2016, Salvini aveva acusato il governo targato PD di non avere fatto abbastanza per accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni.

    Fermati i giornalisti che indagano sulla Lega

    Tre giornalisti che indagano sui conti della Lega sono stati fermati dalla Guardia di Finanza a Bolzano e interrogati per 3 ore. Il sindacato dei giornalisti condanna l’accaduto: “Comportamento intimidatorio di magistratura e polizia giudiziaria nei confronti dei colleghi impegnati a illuminare una delle vicende più oscure di questi ultimi anni”. I giornalisti lavorano per Il Fatto Quotidiano, La Repubblica e La Stampa. L’indagine sui conti della Lega è partita nel 2013 ed è costata la leadership a Bossi. I giudici cercano 49 milioni di euro: per attività politiche mai fatte Umberto Bossi fu condannato a 2 anni e mezzo, mentre l’allora tesoriere Francesco Belisto fu condannato a 4 anni e dieci mesi per truffa ai danni dello Stato.

    Governo Conte: il resoconto di mercoledì 13 giugno

    Conte, non volevo mancare rispetto o ergermi giudice Camere
    Ansa

    Ora il governo Conte (leggi governo Salvini-Di Maio, ndr) è al completo: con la nomina dei viceministri e dei sottosegretari il cerchio è chiuso. Si tratta di 45 persone fra viceministri e sottosegretari. I viceministri sono 6 , i sottosegretari 39. E sono così distribuiti: 25 pentastellati, 17 leghisti e 3 tecnici. I servizi segreti vanno nelle mani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il CIPE (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) va al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. La delega alle Telecomunicazioni finisce nell’area del ministero dello Sviluppo economico di Luigi Di Maio, e qui come vedremo si innesca una polemica politica potenzialmente dirompente.

    Le nomine nei M5S

    Tra le nuove cariche pentastellate si segnalano Vito Crimi all’Editoria e Vincenzo Spadafora a Pari opportunità e giovani; il senatore Luigi Gaetti e il deputato Carlo Sibilia sottosegretari all’Interno. Per inciso, Carlo Sibilla si è messo spesso in evidenza per dichiarazioni spericolate (non crede per esempio allo sbarco dell’uomo sulla Luna ed ha definito Renzi e Padoan due “figli di Troika”); il deputato Alessio Villarosa è sottosegretario all’Economia; il deputato Angelo Tofalo è sottosegretario alla Difesa; la deputata Laura Castelli è viceministro all’Economia; Stefano Buffagni è agli Affari Regionali.

    Le nomine nella Lega

    Ecco i nomi più di spicco fra le nomine leghiste: Lucia Bergonzoni è sottosegretaria ai Beni e attività culturali e turismo; Vannia Gava è sottosegretaria all’Ambiente; Dario Galli e Michele Geraci sono sottosegretari allo sviluppo economico; il senatore Armando Siri è sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti.

    Berlusconi furioso

    Silvio Berlusconi è sul piede di guerra: il patto con Salvini prevedeva il non ostruzionismo di Forza Italia nei confronti del governo giallo-verde in cambio della garanzia che la delega alle telecomunicazioni andasse alla Lega. Berlusconi puntava a mettere al sicuro Mediaset dagli assalti grillini. Di Maio in campagna elettorale non ha fatto mistero di voler riformare Mediset e Rai e di volersi occupare del conflitto di interessi. Il leader di FI teme che Salvini voglia ora metterlo nell’angolo per fagocitare gli elettori italoforzuti o per ridurre il partito ad un satellite della Lega.

    Salvini prende di petto Macron / Macron non si scusa

    “Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà. La nostra storia non merita di essere apostrofata in questi termini da esponenti del governo francese che spero diano scuse”. Così ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando al Senato sulla vicenda Aquarius, dopo le accuse francesi di gestire una politica “vomitevole”, “cinica” e “irresponsabile”. Salvini sostiene che senza scuse ufficiali da parte di Macron il premier Conte fa bene a non andare in Francia: “Certo, è totalmente legittimato e noi lo sosterremo. Un atteggiamento così infondato e volgare merita delle scuse”, sostiene Salvini, che oltre alle scuse pretende fatti concreti: “Chiedo al presidente Macron di passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9000 immigrati che si era impegnato ad accogliere. La Francia ci dice che siamo cinici, ma dal primo gennaio al 31 maggio ha respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili”.

    Macron da parte sua non pensa minimamente di scusarsi: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi. Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi”. Nessun riferimento diretto a Matteo Salvini, ma Macron sta parlando di lui.

    L’affair Aquarius ha permesso a Salvini di mettersi in evidenza, nel bene e nel male, a livello europeo. E mentre il premier Conte era nelle aree terremotate a stringere mani, Salvini dettava da solo la linea di politica interna ed estera dell’Italia. Ieri a fine giornata Salvini ha indetto una conferenza stampa: alle sue spalle campeggiava la scritta LEGA – SALVINI PREMIER. Un messaggio chiaro su quelli che sono gli obiettivi politici del vicepremier leghista la cui popolarità è in continua ascesa.

    Salvini si avvantaggia della sua esperienza: fa politica dall’età di 17 anni, ha perso la verginità al Comune di Milano, ha passato lunghi anni da europarlamentare e conosce a menadito tutte le dinamiche della politica, italiana ed europea. L’esperienza politica di Di Maio non è paragonabile a quella di Salvini e quella di Conte è inesistente.

    In pochi giorni Salvini ha surriscaldato le relazioni con Tunisia, Francia e Spagna, ma al tempo stesso cerca di intrecciare nuove relazioni con Libia ed Egitto e cerca il dialogo con la Germania.

    Incidente diplomatico con la Francia

    Una nota della Farnesina rende noto quanto segue: “A seguito delle dichiarazioni rilasciate a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia”. Ieri i vertici della politica francese hanno accusato l’Italia di essere “cinica”, “irresponsabile” e fautrice di una politica migratoria “vomitevole” .

    L’Europa si accorge dell’Italia

    Nonostante le critiche da Spagna e Francia sul caso Aquarius, l’Europa per bocca del commissario per l’immigrazione Dimitris Avramopoulos annuncia iniziative: “Questa vicenda ci ha mostrato che la migrazione riguarda gli esseri umani i cittadini europei sono molto preoccupati per questi problemi. Nessuno crede che questa sia una responsabilità italiana o maltese o spagnola, ma è una questione europea che richiede una risposta europea. Serve una risposta europea strutturale”. L’Europarlamento ne parlerà nel prossimo vertice europeo del 28 e 29 giugno.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 12 giugno

    Dopo il braccio di ferro fra Italia e Malta, ieri l’affair Aquarius sembrava essersi sbloccato con la decisione della Spagna di accogliere la nave e il suo carico di 629 migranti. Ma in serata è arrivato uno stop da parte dell’equipaggio della nave. In sintesi: “Non abbiamo sufficienti risorse per arrivare al porto di Valencia e le condizioni dei nostri passeggeri non gli consentono di passare altri giorni in mare”. Traduzione, Salvini si rassegni ad accogliere l’Aquarius in Italia. Ma Salvini non è tipo da rassegnarsi, così l’Aquarius andrà sì in Spagna, ma scortata da due navi italiane: una della guardia costiera ed una della Marina. I migranti saranno in gran parte trasbordati sulle navi italiane, dove saranno rifocillati e curati.

    Le reazioni di Spagna e Francia

    La neo ministra della Giustizia spagnola Dolores Delgado prende di petto l’Italia, parlando di responsabilità penali internazionali: “È una questione di umanità, è una questione di generosità, ma anche e fondamentalmente, si tratta di rispettare le convenzioni e i trattati internazionali di cui tutti gli Stati fanno parte. La violazione di queste convenzioni e trattati internazionali potrebbe determinare responsabilità internazionali”.

    Dalla Francia la buttano sul disgusto. Gabriel Attal il portavoce di En Marche, il partito di Macron, si esprime cosi: “Considero vomitevole la linea del governo italiano. E’ inammissibile giocare alla politica con delle vite umane, lo trovo immondo. Un pensiero va prima di tutto alle 629 persone che sono sulla nave Aquarius”.

    Le reazioni in Italia

    Le associazioni che Salvini definisce “buoniste” si associano alle proteste dei partiti politici di sinistra nel chiedere la riapertura dei porti. Una nota congiunta di ANPI, Arci, Azione cattolica, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza chiede al ministro dell’Interno l’immediata riapertura dei porti.

    Da quale pulpito

    La Francia oggi accusa l’Italia di insensibilità verso i migranti, ma nel 2011 fu proprio la Francia a fare pressioni per detronizzare Gheddafi. La recrudescenza dei flussi migratori dalla Libia si deve proprio alla caduta di Gheddafi. La Francia poi respinge armi alla mano i migranti che dall’Italia cercano di guadagnare il suolo francese passando da Ventimiglia.

    La Spagna invece spara contro chi cerca di passare dall’Africa all’Europa attraverso le barriere di Ceuta e Melilla. La stessa Spagna che nel 2012 tolse l’assistenza sanitaria gratuita a 910mila migranti che non versavano contributi alla previdenza sociale.

    Nuovi sbarchi

    Intanto, complice la bella stagione e la fine del ramadan, gli sbarchi si intensificano: questa mattina sulla spiaggia di Calamosche (Noto) sono sbarcati 53 migranti pachistani e afghani. Fra di loro 8 donne e 14 bambini. E 937 migranti sono attesi nel porto di Catania dove saranno sbarcati dalla Guardia costiera italiana.

    La strategia di Salvini

    Salvini ha 6 obiettivi:

    • richiamare Malta alle sue responsabilità nell’accoglienza ai migranti. La criticità in questo caso è dettata dal fatto che Malta ha un piccolo territorio e la sua popolazione ammonta ad appena 436.947 persone. Il peso economico dell’accoglienza per i maltesi è particolarmente oneroso.
    • Lanciare messaggi all’Europa per ottenere maggiore collaborazione nella gestione dei flussi migratori.
    • Rinegoziare con la Libia i trattati bilaterali per mettere un tappo all’emorragia di profughi. La criticità in questo caso è rappresentata dal fatto che la Libia non ha un governo riconosciuto da tutto il territorio, gran parte del quale ricade nella giurisdizione di tribù locali.
    • Sfiancare le Ong spingendole a portare i migranti in Spagna e in Francia, così da costringerle a spendere maggiori risorse in viveri e carburante.
    • Chiudere i porti italiani alle Ong per fare in modo che i migranti possano sbarcare su suolo italiano solo ed esclusivamente se trasportati da navi militari italiane.
    • Accreditarsi come uomo forte del governo giallo-verde così da consolidare il suo consenso elettorale, che è passato dal 17% delle ultime elezioni al 28% degli ultimi sondaggi.

    Tria il ministro ribelle

    Intanto continua l’imbarazzo nel governo per l’intervista rilasciata il 10 giugno dal ministro Giovanni Tria. Il titolare dell’Economia ha sconfessato i toni dirompenti utilizzati da Salvini e Di Maio in campagna elettorale e ha smentito i cavalli di battaglia del duo giallo-verde.

    Questo in sintesi il Tria-pensiero:

    • L’Europa? Ok a rinegoziare i rapporti, ma senza colpi di mano e senza minacciare di abbandonare l’eurozona.
    • Azzerare la Fornero? Non se ne parla nemmeno. Sì a qualche intervento correttivo, ma prima si trovino le coperture.
    • Reddito di cittadinanza e pace fiscale? Prima si faccia una legge e si trovino le coperture.

    Insomma, più che un idealista ministro del governo del cambiamento sembra un pragmatico ministro del governo della continuità.

    Elezioni comunali amare per i 5 Stelle

    I grillini metabolizzano la batosta elettorale alle comunali di domenica scorsa e cercano di riorganizzarsi: i 5 Stelle hanno perso terreno quasi ovunque. In capoluoghi e grandi città hanno ottenuto il ballottaggio solo a Terni, Avellino e Ragusa, Imola, Pomezia e Acireale. A Roma, spariscono dai due municipi tornati alle urne. Sugli altri fronti, tiene il PD nelle sue roccaforti e avanza decisamente il centrodestra trainato dalla Lega salviniana. Un inciso: se al governo Salvini e Berlusconi sono divorziati, alle amministrative i loro matrimoni politici funzionano ancora benissimo.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 11 giugno

    Tre i fatti politici che tengono banco in queste ore. Andiamo con ordine.

    Migranti

    Con una decisione senza precedenti il ministro degli Interni Matteo Salvini ha chiuso i porti italiani alle navi delle Ong. Prima la Aquarius, con il suo carico di 629 migranti fra cui diversi minori non accompagnati e donne incinte. Poi la Sea Watch 3. La decisione è stata presa di concerto con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. L’Aquarius sarà infine accolta dalla Spagna. Lo ha annunciato il premier Pedro Sanchez: “E’ nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”.

    Salvini ritiene che della nave debba occuparsi Malta, la quale però rifiuta ogni intervento dal momento che le azioni di soccorso sono state coordinate da Roma e i regolamenti impongono che lo stato che si fa carico del coordinamento poi debba gestire anche gli sbarchi.

    La durissima posizione di Salvini è un messaggio a Malta, da sempre restia ad accogliere i migranti, ma soprattutto all’Europa: “Nel Mediterraneo ci sono navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono Ong tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, c’è la Spagna che difende i suoi confini con le armi, insomma tutta l’Europa che si fa gli affari suoi. Da oggi anche l’Italia comincia a dire NO al traffico di esseri umani, NO al business dell’immigrazione clandestina. Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia”. Questo il post con cui Salvini dichiara “guerra” all’Europa sull’affair migranti.

    David Beversluis, il capo del team medico di MSF, parla dell’Aquarius raccontando una situazione disastrosa: “La nostra capienza massima è di 550 persone. Ne abbiamo a bordo 629. Siamo attrezzati con cibo e acqua per due o tre giorni, ma sono troppi e siamo costretti a far dormire molti di loro sul ponte scoperto all’addiaccio. Non possiamo certo andare avanti così a lungo, ci sono sette donne incinte e bambini piccoli. Intanto procediamo verso nord. Confidiamo che nelle prossime ore ci arrivi dalla sala operativa di Roma l’indicazione del porto sicuro”.

    Il sindaco 5 Stelle di Livorno Filippo Nogarin va contro il governo e pubblica su Facebook un post che apre ai migranti: “Siamo pronti ad aprire il porto e accogliere la nave”. Dopo appena 20 minuti arriva l’ordine di cancellarlo, il post sparisce.

    L’iniziativa di Salvini non poteva che scatenare polemiche, soprattutto nel centrosinistra. Polemiche che possono essere sintetizzate nella posizione espressa da Gino Strada, fondatore di Emergency, durante l’ultima puntata di Mezz’ora in più: “Ho 70 anni, ma mai avrei pensato di vedere ministri razzisti nel mio Paese”.

    Dure le dichiarazioni di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno, raccolte da Repubblica: “Io i porti non li ho chiusi neanche quando in 36 ore arrivarono in Italia 26 navi. Non barconi, navi. Ventisei. Sbarcarono 13.500 migranti. Anche in quel caso, dimostrammo che umanità e sicurezza si possono conciliare. Quello di Salvini è un azzardo politico. Oltretutto non posso non notare che l’annuncio di Salvini è stato diffuso mentre era in corso il voto delle elezioni amministrative. Mi auguro che questa mossa non sia stata studiata a tavolino per scopi elettorali”.

    Un G7 di fuoco

    Il G7 più difficile degli ultimi anni si è chiuso con un incidente diplomatico: Donald Trump ha ritirato la sua firma dal comunicato congiunto che poche ore prima era stato composto dai sette grandi, fra mille trattative e bracci di ferro. La decisione di Trump in risposta alle critiche del premier canadese Justin Trudeau che durante la sua conferenza stampa aveva criticato i dazi unilaterali americani.

    Trump ha definito Trudeau “debole” e “disonesto” per aver attaccato i dazi statunitensi e per avere annunciato la rappresaglia economica del Canada.

    Elezioni Amministrative amare per il M5S

    Ieri si è votato in 761 comuni per le elezioni amministrative. I capoluoghi di provincia coinvolti sono Brescia, Sondrio, Imperia, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Siena, Ancona, Terni, Viterbo, Teramo, Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

    In generale le Comunali ridimensionano i 5 Stelle e fanno ingranare la quinta alla Lega, che traina il centrodestra in tutto lo Stivale. Il patto elettorale fra Lega e FI è rotto al governo, ma tiene su base locale.

    Si votava anche a Roma nei municipi 3 e 8, dove il M5Stelle è fuori dai ballottaggi.

    Delusione per la famiglia Casaleggio: a Ivrea sarà ballottaggio fra centrodestra e centrosinistra mentre i 5Stelle sono fuori dai giochi. A Ivrea Gianroberto e Davide Casaleggio hanno lavorato e vissuto per anni. Proprio a Ivrea Davide Casaleggio si era speso in prima persona per le Comunali.

    Una curiosità: Vittorio Sgarbi è il nuovo sindaco di Sutri, piccolo centro della provincia di Viterbo. Il critico d’arte ha vinto con il 58,79% con la sua lista Rinascimento e ha annunciato che la sua opera di sindaco sarà prestata a titolo gratuito. “Come deputato presenterò subito una proposta per Sutri città d’arte”, ha dichiarato Sgarbi. “Inoltre, porterò un contributo annuale alle iniziative culturali di 25.000 euro attraverso la Fondazione Ligabue. Sutri deve diventare come Spoleto. Coinvolgerò anche la Fondazione Fendi. La cultura deve trionfare”.

    Governo Conte: il resoconto di domenica 10 giugno

    Giuseppe Conte debutta sulla scena internazionale: il premier giallo-verde è in Canada per rappresentare l’Italia al G7. Con lui, fra gli altri, ci sarà un consigliere d’eccezione: il grillino Rocco Casalino, mandato in Canada per aiutare Conte a gestire la sua prima uscita internazionale.

    Le premesse sono quelle di un G7 di fuoco: il tema principale sarà quello dei dazi economici voluti da Trump. Il presidente a stelle e strisce ha già annunciato che abbandonerà il summit qualora si dovesse affrontare il tema del surriscaldamento globale.

    L’Italia partecipa al G7 da osservata speciale: ad americani, francesi, tedeschi e inglesi non sono piaciute le aperture di Conte ai rapporti con la Russia.

    Gli USA in particolare studiano la situazione italiana cercando di capire se potranno utilizzare il nostro paese per limitare lo strapotere tedesco in Europa.

    Putin strizza l’occhio all’Italia

    “In Europa qualcosa si sta muovendo perché alcuni Paesi iniziano a dire che la collaborazione con la Russia è necessaria”. Parole dello zar Vladimir Putin che cerca di utilizzare l’Italia come grimaldello per aprire una breccia nei rapporti con l’Unione Europea. Il ministro degli Esteri russo aggiunge: “Mosca si aspetta di collaborare con il nuovo governo italiano nello spirito di continuità positiva delle relazioni italo-russe”. Mosca punta a due cose: la riduzione (o la totale eliminazione) delle sanzioni economiche applicate da Europa e Stati Uniti a partire dal 2014 dopo l’intervento russo in Ucraina e riuscire ad attrarre l’Italia nella sfera d’influenza russa, allontanandola quanto basta dal giogo dell’Europa germano-centrica e dalla storica sudditanza statunitense.

    Reddito di cittadinanza

    Al parlamento europeo il vicepresidente, il grillino Fabio Massimo Castaldo chiede che il 20% del Fondo Sociale Europeo sia utilizzato per finanziare la misura cardine del programma elettorale 5 Stelle, ovvero il reddito di cittadinanza. Gli europarlamentari Brando Benifei ed Elena Gentile, in quota PD, partono all’attacco: “Le risorse di sette anni non basterebbero a coprire un solo anno di spesa”.

    Torna il servizio militare?

    Intervistato dai giornalisti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini si dice favorevole alle reintroduzione della leva militare obbligatoria: “Se manterremo il servizio civile? Io sono personalmente favorevole alla reintroduzione del servizio militare, non solo al mantenimento del servizio civile. Questa è una posizione personale che non c’è nel contratto e non impegna il governo”.

    Conflitto d’interessi

    Nel suo discorso alla Camera, Giuseppe Conte ha parlato della necessità di affrontare il tema del conflitto di interessi. Berlusconi teme la scure grillina su Mediaset e studia tutte le opzioni per mettere al riparo la sua azienda. Intanto il figlio Pier Silvio, amministratore delegato di Mediaset, ostenta sicurezza: “Sul governo Conte non ho opinioni o giudizi. Non temiamo contraccolpi al di là delle cose dette in campagna elettorale e non temiamo alcun tipo di reazione nei nostri confronti. Non avrebbe alcun senso. Ben venga una legge se riguarda tutti i conflitti di interesse”.

    Governo Conte: il resoconto di giovedì 7 giugno

    Dopo l’ok in Senato, il governo Conte incassa senza problemi la fiducia anche alla Camera con 350 voti a favore, 34 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta. Ora i preliminari sono finiti e inizia la vera partita, tanto che il voto di ieri ha segnato la fine del fair play fra le fazioni: Conte ha subito durissimi attacchi dai banchi del PD, sia sul programma giudicato generico e poco concreto, sia sulla figura stessa del presidente del Consiglio.

    Conte si era autodefinito “garante dell’applicazione del piano di governo” e per tutta risposta il gerarca dem Graziano Delrio gli ha scagliato addosso una freccia avvelenata, accusandolo di fare il “pupazzo”: “Ci faccia un piacere, riprenda il programma e lo riscriva di suo pugno, perché è lei il presidente del Consiglio. Riprenda la lista dei ministri e la riscriva di suo pugno, perché è lei il presidente del Consiglio. Il nostro augurio è che non faccia il pupazzo nelle mani dei partiti”. Finalmente libero dalla cappa della leadership renziana, Delrio si è scatenato in un attacco frontale a Conte, che ha raggiunto il culmine quando si è toccata la famiglia del presidente della Repubblica. Conte aveva espresso rammarico per gli sgradevoli attacchi social alla memoria “di un congiunto del presidente della Repubblica”. Un Delrio stizzito prima fa notare a Conte che per mesi i legastellati hanno attaccato pesantemente la presidenza della Repubblica esacerbando gli animi, poi urla “Un congiunto di Mattarella?… Si chiamava Piersanti!”, innescando la standing ovation dei colleghi di partito.

    Qui entra in gioco Roberto Fico, gerarca grillino da sempre avversario di Di Maio: durante gli scroscianti applausi uno dei commessi si accingeva a suonare la campanella per richiamare all’ordine i signori deputati, ma Fico gli ha intimato di lasciar correre. Roberto Fico è un esponente dell’ala di sinistra del M5S ed è stato spesso critico nei confronti di Di Maio.

    Conte e Delrio poi hanno stemperato gli animi stringendosi la mano a fine giornata.

    Altra piccola bagarre in Aula quando Conte parla del conflitto d’interessi: “Quello del conflitto di interessi è una vexata quaestio e queste interruzioni dimostrano che ciascuno ha il piccolo conflitto d’interesse da risolvere”. Su queste parole l’emiciclo inizia a protestare e Fico richiama i parlamentari all’ordine. Conte precisa: “Sono stato frainteso, vedete, il conflitto d’interessi si annida anche nei condomini”, obiettivo del governo sarà fare in modo di “prevenirlo” così che “chi è chiamato a rivestire funzioni pubbliche sia invitato a sottrarsi a situazioni che ne minano l’operatività”.

    Le gaffe di Conte

    Dopo quella sul “congiunto di Mattarella”, Conte inanella altre tre gaffe.

    A microfono acceso mostra un foglio a Di Maio e gli domanda: “Questo lo posso dire?” Il suo vicepresidente guarda e risponde un secco “No”.

    La seconda: Conte ha qualche momento di imbarazzo dal momento che i numerosi fogli che ha sul tavolo si sono mischiati. Ad un certo punto il suo vicepresidente Di Maio gli intima di iniziare: “Hai il microfono acceso, te li trovo io, comincia a parlare”.

    La terza: Conte parla del “rispetto dei principi costituzionali di presunzione di colpevolezza“. Intendeva, evidentemente, parlare di presunzione di NON colpevolezza. Si capisce che si tratta di una svista e nessuno protesta.

    Dramma sotto casa di Di Maio

    Un operaio licenziato da FCA si è cosparso di benzina sotto casa di Luigi Di Maio. Il vicepremier ha annunciato che andrà a trovarlo in ospedale. Nel 2014 alcuni operai avevano protestato contro FCA inscenando il funerale di Sergio Marchionne. La Cassazione ha giudicato legittimo il licenziamento per giusta causa per via della macabra rappresentazione.

    Matteo Salvini

    Il ministro dell’Interno, in piena campagna elettorale, continua con l’abitudine di girare il Paese per sondare gli umori (e fomentarli).

    Ma una brutta sorpresa lo attende a Fiumicino: sul bus navetta dell’aeroporto viene accolto da un coro di cittadini che intonano “Bella ciao”. Si trattava di alcuni sindacalisti della CGIL.

    Salvini era diretto a Brindisi dove ha ribadito il suo NO alle adozioni per le famiglie gay: “Farò ciò che è legalmente possibile fare”.

    Governo Conte: il resoconto di mercoledì 6 giugno

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    Ieri il governo Conte ha incassato la fiducia al Senato con 171 SI, 10 in più rispetto alla maggioranza assoluta. 117 i contrari e 25 gli astenuti. Durante il suo discorso Conte non ha fatto mistero di essere un esecutore, dichiarando di volersi fare “garante del contratto” già stabilito dai veri capi di questo governo, ovvero Salvini e Di Maio.

    Conte ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente della Repubblica. Poi una stoccata ai detrattori del governo giallo-verde: “Ci chiamano populisti?” Lo siamo, se questo significa ascoltare la gente”.

    Il governo carioca punta alla crescita economica ed alla riduzione del debito pubblico non tramite l’austerità, ma attraverso le riforme. Conte punta poi a ridurre il numero degli immigrati clandestini, a tagliare le pensioni d’oro, a ridefinire il dialogo con i sindacati, ad affrontare il tema del conflitto d’interessi e ad introdurre reddito di cittadinanza e salario minimo garantito. Nel lungo discorso di Giuseppe Conte non c’è stato alcun accenno al superamento della legge Fornero, così come non c’è stato alcun accenno al blocco dell’aumento dell’Iva previsto a gennaio 2019.

    Le citazioni di Conte

    Conte ha infarcito il suo discorso di alcune citazioni colte. Alcune tratte dal discorso pronunciato da Fedor Michajlkovic Dostoevskij in onore di Puskin l’8 giugno del 1880 a Mosca. Altre appartengono al filosofo Hans Jonas ed ai sociologi Ulrick Beck e Philip Kotler.

    Renzi Show

    Prendendo la parola dopo la fine del discorso di Conte, Matteo Renzi ha definito il premier “collega”, in quanto anche lui non eletto. La polemica riguarda le accuse da sempre scagliate da Lega e M5S contro tutti i premier “non eletti dal popolo”. Più tardi parlando con i giornalisti Conte ha liquidato l’accusa domandando ironicamente “Quindi anche Renzi è un professore universitario?”

    Riportiamo un’altra stoccata di Matteo Renzi: “Non so se è il governo del cambiamento. Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto”. Il riferimento, chiarissimo, è al patto del Nazareno fra PD e FI ed al fatto che il governo Renzi si sia retto grazie all’appoggio di Verdini ed Alfano. Accordi politici contestati da grillini e leghisti.

    Le gaffe di Conte

    Durante un passaggio in cui stava parlando dello sviluppo tecnologico a cui l’Italia andrà incontro nel prossimo futuro, Conte ha parlato dello sviluppo di “reti telepatiche”. Naturalmente intendeva “reti telematiche”.

    La sera prima di pronunciare il suo discorso al Senato, Conte ha postato una foto nella quale lo si vede intento, come da lui stesso scritto nella didascalia, a lavorare “fino a tarda ora”. Peccato che il suo orologio mostrasse l’orario: erano le 18:30.

    L’incognita Salvini

    Rompendo la coalizione con il centrodestra, Matteo Salvini è entrato nell’asse giallo-verde come socio di minoranza, portando un bagaglio del 17% dei voti, più o meno la metà di quelli ottenuti da Di Maio. Eppure tratta Di Maio da pari a pari, addirittura ponendo veti sulle scelte strategiche. Nei quasi 90 giorni di trattative e consultazioni Salvini ha visto il suo gradimento nei sondaggi salire al 30%. Se ribaltasse il tavolo e facesse saltare tutto, Salvini sarebbe sicuro di tornare alle urne con un bottino elettorale ben maggiore di quello emerso dalle elezioni del 4 marzo 2018.

    Di Maio invece sarebbe rovinato: essendo partita la legislatura non potrebbe presentarsi alle prossime elezioni, dal momento che lo statuto pentastellato impone un massimo di due legislature ai suoi parlamentari. Per questo motivo Salvini rappresenta un’incognita sulla tenuta del governo.

    Fine dell’accordo di Dublino

    Intanto in Europa si registra, per la felicità di Salvini, la fine dell’accordo di Dublino: alla riunione dei ministri dell’Interno e della Giustizia a Lussemburgo, 11 paesi fra cui l’Italia dicono no al compromesso sulla riforma. L’accordo di Dublino riguarda le regole sul diritto d’asilo per i migranti che arrivano in Europa. Il no arriva da Italia, Spagna, Germania, Austria, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

    Governo Conte: il resoconto di martedì 5 giugno

    Il governo Conte affronta oggi la sua prima prova, ovvero il voto di fiducia al Senato.

    Contando i voti dei senatori di Lega e M5S, a Palazzo Madama Giuseppe Conte può contare su un bottino di 346 voti, 30 in più rispetto alla maggioranza assoluta. Domani è previsto il voto alla Camera, dove Conte potrà contare su 346 voti, 30 in più rispetto alla maggioranza assoluta.

    Il discorso di Giuseppe Conte

    C’era molta attesa per il primo discorso in Aula del nuovo premier. Conte ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente della Repubblica. Poi una stoccata ai detrattori del governo giallo-verde: “Ci chiamano populisti?” Lo siamo, se questo significa ascoltare la gente”.

    Il governo carioca punta alla crescita economica ed alla riduzione del debito pubblico non tramite l’austerità, ma attraverso le riforme. Conte punta poi a ridurre il numero degli immigrati clandestini, a tagliare le pensioni d’oro, a ridefinire il dialogo con i sindacati, ad affrontare il tema del conflitto d’interessi e ad introdurre reddito di cittadinanza e salario minimo garantito. Nel lungo discorso di Giuseppe Conte non c’è stato alcun accenno al superamento della legge Fornero, così come non c’è stato alcun accenno al blocco dell’aumento dell’Iva previsto a gennaio 2019.

    Qui i punti fondamentali del discorso di Giuseppe Conte.

    Salvini indispettisce la Tunisia

    Passando alla politica estera, al suo secondo giorno di lavoro il neoministro dell’Interno Matteo Salvini ha creato un incidente diplomatico con la Tunisia, affermando che “la Tunisia è un paese libero e democratico, ma spesso e volentieri esporta galeotti”. L’ambasciatore italiano in Tunisia è stato convocato dal governo locale per chiarimenti. Un raffreddamento delle relazioni fra Italia e Tunisia sarebbe sconveniente: attualmente la Tunisia è l’unico stato africano ad accettare 80 rimpatri a settimana e a cooperare fattivamente per le identificazioni. Nel 2016 sono sbarcati in Italia 1207 tunisini e ne sono stati rimpatriati 1628. Salvini cerca dunque di stemperare i toni: “Da parte mia c’è la più ferma disponibilità a incontrare nel più breve tempo possibile il mio omologo di Tunisi per aumentare e migliorare la cooperazione, nel reciproco interesse sul fronte sicurezza, immigrazione e contrasto al terrorismo”.

    Il vertice europeo

    A causa del voto di fiducia, oggi Salvini non prenderà parte al vertice europeo fra i ministri degli Interni dei vari paesi. Vertice volto a ridiscutere i problemi dell’immigrazione e l’accordo di Dublino. Salvini comunque affida la sua linea a Twitter: “Occorre buon senso. Quello degli sbarchi e dell’accoglienza di centinaia di migliaia di ‘non profughi’ non può continuare ad essere un problema solo italiano. O l’Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie”.

    In Europa è braccio di ferro fra i paesi mediterranei, capitanati dall’Italia, che chiedono quote di redistribuzione di migranti fra i vari partner europei e il blocco dell’Est europa contrario a qualsiasi sistema di quote.

    Trasparenza al Ministero della Difesa

    Al suo primo giorno di lavoro la neoministra della Difesa Elisabetta Trenta, per evitare qualsiasi ombra di conflitto d’interessi, ha chiesto il trasferimento del marito da ufficiale addetto alla segreteria del vice direttore nazionale degli armamenti all’ufficio Affari Generali.

    Salvini VS Balotelli

    Chiudiamo col calcio: il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina vorrebbe Mario Balotelli al posto di capitano della nazionale: “L’idea di Balotelli capitano mi piace, me lo auguro per tutti noi. Ha espresso parole giuste, semplici e forti. C’è bisogno di una voce come la sua per far capire certe battaglie. Se c’è un giocatore riconosciuto e bravo che si mettere a riflettere sull’Italia ben venga”. Tanto basta per far imbufalire Matteo Salvini, arci-nemico storico di Balotelli: “Il capitano deve essere rappresentativo e deve giocare bene a pallone, non deve essere bianco, giallo o verde”, ha dichiarato Salvini. “Spero che l’allenatore sceglierà il capitano non per motivi sociologici, filosofici e antropologici, ma perché è un ragazzo che fa spogliatoio, umile e che gioca bene. Magari Balotelli mi stupirà, ma negli anni passati non mi è sembrata una persona umile in grado di mettere d’accordo tutti”.

    Governo Conte: il resoconto di lunedì 4 giugno

    Il governo Conte è pronto ad entrare in piena attività: manca solo la fiducia, prevista per il 5 giugno, per mettere il bollino di ufficialità al nuovo esecutivo. Stando alla matematica, Conte dovrebbe incassare la fiducia senza problemi: alla Camera i voti certi (deputati Lega e M5S) sono 346 voti, ovvero 30 in più rispetto alla maggioranza assoluta. Al Senato i voti sicuri sono 167, ovvero 6 in più rispetto alla maggioranza assoluta.

    L’agenda del governo è fitta:

    • 5 giugno fiducia in Camera e Senato;
    • a seguire approvazione del DEF (Documento di programmazione economica finanziaria);
    • 8 e 9 giugno partecipazione al G7 in Canada (il tema caldo saranno i dazi di Trump);
    • 28 e il 29 giugno debutto in Europa con la partecipazione al Consiglio europeo (sul tavolo due temi caldissimi per l’Italia, bilancio e immigrazione);
    • 11 e 12 luglio summit della Nato.

    Nonostante si tratti di un governo politico con ambizioni di durare per 5 anni, i due leader reggenti, Salvini e Di Maio, sono in piena campagna elettorale: entrambi hanno passato il weekend in Sicilia per parlare alle piazze. Di Maio è andato a blandire una delle regioni che hanno regalato maggiori soddisfazioni elettorali ai 5 Stelle: alle politiche del 4 marzo quasi la metà degli elettori siciliani ha scelto i 5 Stelle. Salvini invece è andato a manifestare con la sua presenza l’intenzione di operare un cambio di passo nella gestione dell’immigrazione. Salvini ha intenzione di dare una stretta alla libertà d’azione delle ONG, di imprimere un’accelerazione ai rimpatri dei migranti irregolari e di aumentare i centri d’accoglienza temporanei. Il piano Salvini incontra alcune problematiche: non tutti gli enti locali accettano che si costruiscano centri d’accoglienza sul loro territorio, e con la maggior parte dei paesi africani e asiatici non esistono accordi bilaterali volti al rimpatrio dei migranti. Il sistema dei fogli di via, poi, è del tutto inefficiente.

    Intanto la stampa inizia a fare le pulci ai ministri dell’esecutivo giallo-verde:

    Alla ministra delle Difesa ELISABETTA TRENTA viene contestata una docenza, non illegale ma inopportuna, in un master presso l’Università Statale di Mosca: fra gli altri nomi del master, alcuni ideologi del potere putiniano, a favore dell’intervento russo in Siria. Il PD contesta poi alla Trenta di essere stata presidente di una struttura che reclutava mercenari.

    Al ministro della Famiglia LORENZO FONTANA vengono contestate posizioni ultracattoliche e di estrema destra per alcune frasi considerate omofobe e oscurantiste (“Le famiglie arcobaleno non esistono… no all’aborto…”). Salvini però rassicura: le posizioni di Fontana non troveranno espressione nel programma di governo.

    La stampa ha scovato un’intervista di DANILO TONINELLI, ministro delle Infrastrutture, che a novembre scorso tirava sassi su Salvini: “Lui (Salvini ndr) e la Lega Nord sono complici e responsabili dei disastri di ieri e di oggi. Il Movimento 5 Stelle non parla con gli indegni come lui”.

    GIAN MARCO CENTINAIO, ministro leghista dell’Agricoltura, fino all’altro ieri tuonava contro i meridionali. In aula al Senato apostrofò il presidente Pietro Grasso chiamandolo “terrone di m…”. La sua vecchia casella di posta elettronica poi era tutta un programma: “terronsgohome@yahoo.it”.

    La ministra della Salute GIULIA GRILLO non crede all’obbligo vaccinale. E nel 2014 sul suo profilo Twitter dava spazio a questo post: “La grande truffa del traffico di virus per vendere i vaccini“.