Il discorso di Giuseppe Conte al Senato

Lavoro, tasse, conflitto d'interessi, lotta alla corruzione, reddito di cittadinanza e molto altro nel lungo discorso di Conte. A sorpresa restano fuori il superamento della legge Fornero ed il blocco dell'aumento dell'IVA

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    Giuseppe Conte

    C’era grande attesa per il discorso di Giuseppe Conte al Senato nel giorno in cui il governo Salvini-Di Maio si presenta a Palazzo Madama per chiedere la fiducia.

    Conte ha iniziato il suo discorso ringraziando il presidente della Repubblica e lanciando una stoccata ai detrattori del governo giallo-verde: “Ci chiamano populisti?” Lo siamo, se questo significa ascoltare la gente”. Di seguito i punti fondamentali del discorso al Senato di Giuseppe Conte.

    Per gli amanti dei numeri riportiamo che nel corso di 1 ora e 12 minuti Conte ha pronunciato 5.939 parole. La parola “governo” è stata pronunciata 33 volte e la parola “cittadini” 27 volte. Per chiudere la top five delle parole più pronunciate aggiungiamo “politiche” (19), “politica” (16) e “paese” (22).

    Un inciso: Conte non ha parlato del superamento della legge Fornero e non ha annunciato se il suo governo bloccherà l’aumento dell’IVA e delle accise previsto a gennaio 2019.

    Tasse

    Conte ribadisce che l’obiettivo del governo è l’introduzione della flat tax, anche in ottica di riduzione dell’evasione fiscale. E non è tutto: “Ci ripromettiamo di introdurre misure rivoluzionarie che conducano a una integrale revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese [...] La nostra pressione fiscale, unita a un eccesso di burocrazia, infatti, incidono negativamente sulla qualità del rapporto tributario tra lo Stato e i contribuenti, nonché sulla competitività del nostro Paese [...] Il nostro sistema tributario è datato e non rispecchia più l’attuale realtà socio-economica. È paradossale: le grandi società, che operano nello spazio transazionale, riescono a nascondere le loro ricchezze nei paradisi artificiali, mentre le piccole aziende e i piccoli contribuenti rimangono schiacciati da un’elevata pressione fiscale. Ha ragione Kotler: occorre ripensare il capitalismo”.

    Sulla flat tax Conte parla così: “L’obiettivo è la flat tax, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta, in piena armonia con i principi costituzionali. Solo così sarà possibile pervenire a una drastica riduzione dell’elusione e dell’evasione fiscale, con conseguenti benefici in termini di maggiore risparmio di imposta, maggiore propensione al consumo e agli investimenti, maggiore base imponibile”.

    Mafia

    Standing ovation per Giuseppe Conte in aula al Senato quando il premier annuncia di voler combattere le mafie e aggredirne il patrimonio. La maggioranza si è alzata in piedi e ha lungamente applaudito il presidente del Consiglio, mentre dai banchi M5S si levava il grido “fuori la mafia dallo Stato”.

    ECONOMIA

    Il governo carioca punta alla crescita economica ed alla riduzione del debito pubblico “non tramite l’austerità, ma attraverso le riforme”.

    IMMIGRAZIONE

    “Metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà. Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti. Difendiamo e difenderemo gli immigrati che arrivano regolarmente sul nostro territorio, lavorano e si inseriscono nelle nostre comunità rispettandone le leggi e dando un contributo decisivo allo sviluppo”.

    Conte ha poi affrontato un drammatico fatto di cronaca: “Una riflessione merita la vicenda tragica e inquietante occorsa qualche giorno or sono. Sacko Soumayla è stato ucciso con un colpo di fucile: era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità. A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta – rimarca il premier – La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”.

    Spending review

    “Opereremo risparmi in tutte le sedi possibili e sono convinto che ci ritaglieremo ampi margini di intervento e conseguiremo risultati significativi”.

    Pensioni d’oro

    “Le cosiddette pensioni d’oro – avverte Conte – sono un altro esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati”.

    Vitalizi

    Conte annuncia un “taglio alle pensioni e ai vitalizi dei parlamentari, dei consiglieri regionali e dei dipendenti degli organi costituzionali, introducendo anche per essi il sistema previdenziale dei normali pensionati”.

    CORRUZIONE

    “Combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il ‘daspo’ ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura”.

    LAVORO E DISOCCUPAZIONE

    “E’ ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa, che hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque”.

    IMPRESE

    “Promuoveremo una disciplina che riveda integralmente la tradizionale legge fallimentare, nel segno di un approccio ben più ampio, che abbandonando una logica meramente sanzionatoria, valga a disciplinare e definire, in modo organico, il fenomeno della cosiddetta crisi di impresa. Agiremo in modo da favorire le imprese che innovano, che assumono nuovo personale, che rispettano le regole della libera competizione. Intendiamo promuovere le imprese che adottano prassi socialmente responsabili, che improntano le loro iniziative economiche al principio di precauzione, in modo da prevenire l’impatto negativo delle loro azioni sull’ambiente e da assicurare un ambiente idoneo a tutelare i diritti dei lavoratori”.

    Conflitto d’interessi

    Un passaggio del discorso di Conte ha gelato il sangue di Berlusconi: “Il conflitto di interessi è un tarlo che mina il nostro sistema economico-sociale fin nelle sue radici, e impedisce che il suo sviluppo avvenga nel rispetto della legalità e secondo le regole della libera competizione. Soggetti che sono istituzionalmente investiti dell’obiettivo di perseguire interessi collettivi, e che dovrebbero improntare le loro iniziative a una logica imparziale, in realtà, vengono sovente sorpresi a perseguire il proprio tornaconto personale. Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interesse. La politica fiscale e di spesa pubblica dovrà essere orientata al perseguimento degli obiettivi richiamati di crescita stabile e sostenibile”.

    SINDACATI

    A suo tempo Di Maio aveva avvertito i sindacati con una frase che suonava come una minaccia: “O i sindacati si autoriformano o con quando saremo al governo faremo noi la riforma”. Eravamo nel settembre del 2017. Oggi Conte smorza i toni: “Questo Governo si propone di recuperare in forme nuove e più efficaci il dialogo sociale con le varie associazioni rappresentative dei lavoratori e delle imprese. Dovremmo ridefinire, sulla base dei criteri oggettivi, il principio di rappresentatività, in piena trasparenza. Per questa via otterremo che tutti siano invitati, ciascuno in base alle proprie sensibilità e competenze, a ridare un nuovo slancio alle proprie iniziative, nella consapevolezza che il loro impegno e le loro proposte, se ispirate all’interesse generale del Paese e delle varie comunità anche locali, saranno apprezzate e tenute in considerazione.

    NUOVI ALLEATI

    Conte ha aperto anche ad altre forze politiche, in primis Forza Italia (a cui più volte è stato chiesto l’appoggio esterno) e al PD. Ecco le parole di Conte: “Saremo disponibili anche a valutare, in corso d’opera, l’apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo, offrendo un apporto più stabile alla realizzazione del nostro programma”.

    POLITICA ESTERA

    Conte ribadisce il rapporto “strategico” con l’alleato Usa. E su queste parole Renzi fa partire l’applauso dai banchi del PD. Conte aggiunge anche il desiderio di un’apertura alla Russia, e Renzi segnala ai suoi di lasciar correre: “Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”.