Mario Balotelli e Matteo Salvini: storia di un odio reciproco

Quella fra Matteo Salvini e Mario Balotelli è una storia di puro odio che nasce da lontano

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    BALOTELLI VS SALVINI
    Mario Balotelli e Matteo Salvini / Ansa

    Mario Balotelli e Matteo Salvini. Il calciatore e il politico. Oggi raccontiamo una lunga storia di fastidio reciproco che non si è ancora conclusa.

    L’ultima stoccata di Salvini ai danni di Balotelli arriva dai microfoni di RTL 102.5 e riguarda l’ipotesi di Mario Balotelli capitano della Nazionale, caldeggiata dal segretario reggente del PD Maurizio Martina. Ma Salvini non ci sta: “Il capitano deve essere rappresentativo e deve giocare bene a pallone, non deve essere bianco, giallo o verde”, ha dichiarato Salvini. “Spero che l’allenatore sceglierà il capitano non per motivi sociologici, filosofici e antropologici, ma perché è un ragazzo che fa spogliatoio, umile e che gioca bene. Magari Balotelli mi stupirà, ma negli anni passati non mi è sembrata una persona umile in grado di mettere d’accordo tutti”.

    Ma andiamo a ripercorrere tutte le occasioni in cui i due non se le sono mandate a dire…

    Marzo 2017

    Toni Iwobi è il primo senatore nero della storia d’Italia e viene eletto nelle fila della Lega. Iwobi è un militante leghista da vent’anni e, andando contro la morale comune che lo vorrebbe schierato con l’ultra sinistra per lo Ius Soli facile, chiede una stretta all’immigrazione senza controllo. Mario Balotelli lo critica postano una card su Instagram: “Forse sono cieco io o forse non gliel’hanno ancora detto che è nero? VERGOGNA!”

    E a questo punto Salvini, che almeno una volta l’anno sente il bisogno di dare una bastonata a Balotelli, gliene dice quattro: “Balotelli non mi piaceva in campo, mi piace ancor meno fuori dal campo”.

    SETTEMBRE 2016

    Incontro con i leghisti della sezione di Saluzzo in provincia di Cuneo. Fra salamelle e bicchieri di birra si fa avanti un gruppetto di ragazzi che emozionati e felici si avvicinano al loro leader: “Matteo, abbiamo un regalo per te!”

    I ragazzi allungano al loro capo una maglia del Milan. Salvini si schermisce sorridendo: “E’ bellissima! Grazie ragazzi, ma non dovevate!”

    Poi osserva con più attenzione l’indumento e muta espressione: è la maglia di Mario Balotelli, il suo arcinemico calcistico! Salvini è un uomo di spirito e il suo sconforto dura solo un attimo: “Va bene ma la accetto solo per i colori che porta. Di Balotelli non ho alcuna stima”.

    AGOSTO 2015

    salvini balotelli no

    Si mormora di un possibile ritorno al Milan di Mario Balotelli e Matteo Salvini non a prende benissimo.

    MARZO 2015

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    Il cuore milanista di Matteo Salvini è ferito e il segretario della Lega affida a Twitter il suo sfogo di dolore: “Gli immigrati che lavorano bene sono i benvenuti. Quindi Muntari può tornare a casa sua”.

    Arriva subito la replica di Mario Balotelli in difesa dell’ex compagno di squadra: “Ma questa persona è seria quando dice questo o cosa? È pure un politico? Allora votate me è meglio”.

    A botta e risposta non può mancare una controreplica, per cui Salvini intervistato dai giornalisti parla così: “Se Balotelli vuol far politica si faccia votare! Ma se farà politica come gioca a pallone – e lo dico da milanista – lassam perder! Con tutti i soldi che prende pensi a inseguire un pallone!”

    E poi arriva anche l’immancabile cinguettio:

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    21 AGOSTO 2014

    Mario Balotelli lascia la Nazionale e Matteo Salvini stappa lo spumante: “Finalmente! Sono contento! Era un anno che dicevo che Balotelli ha grandi numeri in campo ma non ha la testa. Ora il Milan punti su El Shaarawy, ha più equilibrio e più umiltà”.

    LUGLIO 2014

    balotelli fucile

    Balotelli fa una delle sue balotellate, stavolta con un post sui social network in cui punta il fucile contro chi lo sta guardando. Nella didascalia Super Mario scrive: “Un grande bacio a tutti coloro che mi odiano”.

    Il commento di Salvini, raccolto da Affari Italiani, è impietoso: “Balotelli è un ragazzo con dei problemi, potrebbe avere tutto quello che vuole. Lui è la dimostrazione che i soldi non sono tutto [...] Certo che non lo vorrei più nel Milan. Non è mai stato da Milan. Uno deve essere un campione in campo ma deve esserlo anche fuori. E non è il suo caso. Ma non dipende assolutamente dal colore della pelle. Frank Rijkaard, Ruud Gullit e George Weah li rimpiango ancora oggi“.

    BALOTELLI VS SALVINI continua