Insulti e minacce a Mattarella: indagato il padre di Di Battista

Dopo aver saputo di essere indagato dalla Procura di Roma, Vittorio Di Battista ha ironizzato: '...Vi terrò al corrente ma sappiate che gli aranci non siciliani, mi causano bruciori di stomaco'.

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    Insulti e minacce a Mattarella: indagato il padre di Di Battista

    Dopo il ‘no’ del capo dello Stato al nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia del potenziale governo Lega-M5S, Sergio Mattarella è stato preso di mira dai leoni da tastiera e sommerso da insulti e minacce. Nel calderone ci sarebbe anche un post di Vittorio Di Battista, padre del noto ex deputato pentastellato Alessandro: per le sue parole contro il presidente della Repubblica, sarebbe indagato dalla procura di Roma.

    Circa una settimana fa Vittorio Di Battista aveva scritto su Facebook un post che incitava gli italiani ad assaltare il Quirinale: ‘Quando il Popolo di Parigi assaltò e distrusse quel gran palazzone, simbolo della perfidia del potere, rimasero gli enormi cumuli di macerie che, vendute successivamente, arricchirono un mastro di provincia. Ecco, il Quirinale è più di una Bastiglia, ha quadri, arazzi, tappeti e statue. Se il popolo incazzato dovesse assaltarlo, altro che mattoni. Arricchirebbe di democrazia questo povero Paese e ridarebbe fiato alle finanze stremate. Forza, mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature’.

    Post di Vittorio Di Battista
    Foto Facebook

    Il messaggio incriminato era intitolato ‘I dolori di mister allegria’ e iniziava così: ‘È il papà di tutti noi. È quello che si preoccupa di varare un governo. È quello che ha avallato la legge elettorale che impedisce di varare un governo. Poveretto, quanto lo capisco. Lo capisco e per questo, mi permetto di dargli un consiglio, un consiglio a costo zero. Vada a rileggere le vicende della Bastiglia’.

    Vittorio Di Battista ha poi rimosso il messaggio, ma ciò non l’ha salvato da conseguenze di carattere giudiziario. La procura di Roma ha infatti aperto un’indagine per violazione dell’articolo 278 del codice penale, secondo il quale ‘chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica, è punito con la reclusione da uno a cinque anni’. A giorni il padre di Di Battista potrebbe essere convocato per l’interrogatorio.

    Dopo aver appreso la notizia di essere indagato dalla Procura di Roma, Vittorio Di Battista non ha perso la sua ironia e ha pubblicato un altro post che recita testualmente: ‘IL DEBITO. Oggi, 29/05/2018, alle ore 06,55 il debito pubblico ammonta ad euro 2.313.254.329. Auguri. Notizie giornalastristiche mi informano dell’apertura di un fascicolo di indagine aperto sul mio conto, presumo per vilipendio. Come tutti dicono, in questi casi, ho la massima fiducia nella Magistratura e la massima sfiducia nei confronti dei nostri reggitori. Vi terrò al corrente ma sappiate che gli aranci non siciliani, mi causano bruciori di stomaco’.