Alleanza M5S e Lega? Adesso vale il 90% dei collegi uninominali

Se lo scenario politico alle prossime elezioni, dovesse corroborare un patto tra M5S e Lega Nord, l'ipotetico dato elettorale sarebbe quello di un totale predominio giallo-verde

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    Alleanza M5S e Lega? Adesso vale il 90% dei collegi uninominali

    L’Istituto Cattaneo di Bologna ha realizzato un’analisi su quanto l’alleanza tra il M5S e la Lega varrebbe oggi in termini di collegi uninominali alla Camera. Il patto giallo-verde ammesso, come sottolineano i ricercatori che hanno realizzato questo studio, che gli elettori si comportino nelle nuove elezioni come nelle precedenti del 4 marzo, consentirebbe ai due partiti di conquistare all’incirca il 90% dei seggi nelle due camere.

    Un ‘cartello elettorale’ che risulterebbe il più votato in 219 collegi su 232 (94,4%) alla Camera dei deputati e in 104 collegi su 116 (89,7%) al Senato. Rimane uno scenario ipotetico “perché i due partiti provengono da storie politiche ed elettorali molto diverse” ma se Lega e M5S, alleati, riuscissero a tenere compatti i propri elettorati, il Rosatellum “Assegnerebbe loro un bonus di seggi consistente, pari a circa il 15%“, spiega il Cattaneo. Inoltre aggiungendo i voti derivanti dalla parte proporzionale nell’assegnazione dei seggi, questa alleanza potrebbe reggersi in entrambe le aule su una maggioranza parlamentare pari ai due terzi dei componenti: 425 a Montecitorio (68,8%) e 209 a Palazzo Madama (67,6%).

    Elezioni: I. Cattaneo, a alleanza M5s Lega 90% collegi

    La conclusione? “Il cartello Lega-M5S uscirebbe fortemente rafforzato da un voto anticipato“.

    A pesare però sulla simulazione dal Cattaneo sono due incognite fondamentali. La scomposizione della coalizione di centrodestra e la compattezza degli elettorati di fronte a una profonda ricomposizione dell’offerta partitica. “Di fronte a proposte politiche differenti” – spiega l’Istituto – “che ridisegnano il quadro delle alleanze e delle linee di divisione tra i partiti, le risposte degli elettori potrebbero risultare significativamente diverse rispetto a quelle registrate nel voto del 4 marzo. Tuttavia, la differenza nel comportamento elettorale non è ancora quantificabile e molto dipenderà dalla capacità dei partiti, soprattutto di quelli che attualmente aspirano al governo, nel presentare ai propri elettori fronti piuttosto omogenei, magari compattati davanti a uno o più avversari comuni, chiaramente identificabili“.