Nuovo governo: programma, ministri e presidente del Consiglio

Via lo stop ai lavori sulla TAV, ok al limite di due anni per il reddito di cittadinanza, più soldi al Sud. Ultimato l'accordo di governo fra Salvini e Di Maio. Gli elettori 5 Stelle lo stanno votando sulla piattaforma telematica Rousseau. Il presidente della Repubblica valuterà poi dal punto di vista politico e delle coperture. Se il programma dovesse venire accettato resta da capire chi sarà il nuovo premier

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    DI MAIO SALVINI
    Ansa

    La nascita del nuovo governo procede a passo di valzer: due passi in avanti, uno di lato e una giravolta. Rispetto all’accordo di governo presentato alla stampa ieri qualcosa è cambiato: via lo stop ai lavori sulla TAV, ok al limite di due anni per il reddito di cittadinanza, più soldi al Sud, via l’obbligo delle prediche in italiano nelle moschee, braccio di ferro ancora in corso sul condono fiscale (ma guai a chiamarlo così, Salvini desidera che lo si definisca “pace fiscale”), ok alla riforma della prescrizione.

    Qui la versione definitiva del contatto di governo Lega-M5S.

    Nella giornata di oggi (dalle 10:00 alle 20:00) gli elettori del MoVimento 5 Stelle sono chiamati a votare l’accordo di governo sulla piattaforma telematica Rousseau. L’obiettivo sperato è raggiungere almeno i 50mila votanti. I critici evidenziano che queste votazioni presentano almeno tre problematiche: prima di tutto non esiste un quorum; il secondo punto critico è che poche migliaia di persone saranno chiamate a decidere le sorti di molti milioni di italiani; la terza criticità è rappresentata dal fatto che secondo l’Autorità garante per la protezione della privacy i dati personali degli utenti iscritti a Rousseau sarebbero a rischio.

    E continua a restare sul piatto la questione della premiership: salvo cambi di rotta il nuovo presidente del Consiglio dovrebbe essere Luigi Di Maio. In cambio Salvini dovrebbe ottenere i servizi segreti e il ministero dell’Interno, così da gestire rimpatri e lotta al terrorismo.

    Però c’è un però: la Lega vola nei sondaggi e passa dal dato elettorale del 17,4% al 25,4%. Il partito di Salvini è l’unico a salire nelle preferenze degli italiani, mentre Forza Italia perde il 2% (ora è al 12%), il M5S perde lo 0,1 (32,6%) e Fratelli d’Italia cala dal 4,3% al 3,4%. Salvini sta riuscendo nel suo intento: erodere il bacino elettorale degli altri partiti di centrodestra e polarizzare su di sé le preferenze dei delusi di FI e FdI. Alla luce di questo, il leader del Carroccio potrebbe alzare la posta e pretendere qualcosa di più che il Viminale.

    Nuovo governo: il resoconto di giovedì 17 maggio

    contratto di governo lega m5s

    Il nuovo Governo è più vicino: se Mattarella giudicherà affidabile l’asse Lega-M5S e troverà attendibili i punti dell’accordo fra Salvini e Di Maio appena partoriti si procederà allo step successivo: l’indicazione del premier che dovrà guidare l’esecutivo giallo-verde.

    Il nuovo premier, salvo colpi di scena, dovrebbe essere Luigi Di Maio. E’ questo il nome partorito dopo 20 giorni di braccio di ferro. Come compromesso, Salvini è riuscito a strappare due postazioni chiave per attuare il suo giro di vite contro l’immigrazione clandestina: il Ministero dell’Intero e il sottosegretariato a Palazzo Chigi con delega ai servizi, ovvero il centro di comando della sicurezza in Italia.

    Altri quattro nomi sono stati dati in pasto ai giornalisti, probabilmente per depistare: sono tutti grillini e si tratta del deputato Alfonso Bonafede, del questore alla Camera Riccardo Fraccaro e dei senatori Vito Crimi e Danilo Toninelli (quello della foto cult). Salvini ha controproposto un personaggio di maggiore spessore ed esperienza, il giornalista Emilio Carelli, grillino dai toni pacati, ex giornalista Mediaset, ex direttore di Sky Tg24 e nome gradito a Berlusconi.

    Di seguito i punti fondamentali del cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” (SCARICA QUI IL TESTO IN PDF)

    REDDITO DI CITTADINANZA: 780 euro mensili per i disoccupati, se il beneficiario rifiuta più di tre offerte di lavoro in due anni perde il diritto al sussidio.

    FLAT TAX: via la flat tax unica per le persone fisiche, arrivano due aliquote: 15% e 20%. La flat tax unica al 15% resta per le società.

    IMMIGRAZIONE: centri di permanenza destinati ai rimpatri riformati su base regionale, ogni regione avrà il suo.

    ISLAM: gli imam dovranno predicare in italiano, le moschee irregolari saranno chiuse.

    IMMOBILI OCCUPATI: gli occupanti abusivi, se stranieri irregolari, saranno espulsi.

    PENSIONI: riforma della legge Fornero, pensioni minime aumentate a 780 euro mensili, tagli alle pensioni oltre i 5mila euro se non coperte dai contributi versati.

    IVA: il governo si impegnerà ad evitare l’aumento dell’Iva previsto dalla clausola di salvaguardia.

    TAV: stop alla Tav Torino-Lione.

    ALITALIA: previsto il rilancio della compagnia aerea.

    LAVORO: arriva il salario minimo in base alle ore lavorate.

    BCE: sarà ripensata la politica monetaria unica, i titoli acquistati dalla BCE con il quantitative easing saranno esclusi dal calcolo del rapporto debito/pil.

    POLITICA ESTERA: l’Italia ribadisce l’adesione alla politica atlantica degli USA, ma le sanzioni alla Russia vanno tolte. Ridurre le partecipazioni italiane alle missioni militari internazionali. Ridiscutere i trattati europei qualora fossero sfavorevoli per l’Italia.

    VACCINI: evitare che i minorenni non in regola con le norme vaccinali subiscano fenomeni di esclusione.

    ROM: chiudere tutti i campi rom irregolari.

    RAI: aumentare la trasparenza.

    MASSONERIA: nessun membro della Massoneria potrà far parte dell’Esecutivo.

    Nuovo governo: il resoconto di mercoledì 16 maggio

    Il nuovo governo è dietro l’angolo, ma forse anche no: Salvini e Di Maio dovrebbero concludere fra oggi e domani la bozza di accordo sul programma condiviso e su chi sarà il nuovo premier. Di Maio rassicura: “Stiamo per chiudere”. Ma Salvini aggiunge: “Se non chiudiamo a breve si va al voto”. La pazienza di Mattarella tuttavia non è infinita: se dal tavolo tecnico giallo-verde dovesse emergere un’altra fumata nera il presidente della Repubblica potrebbe mettere in atto il piano B, ovvero il già annunciato governo di tregua che dovrebbe portare il paese ad elezioni a fine 2018, concedendo al parlamento il tempo per riformare la legge elettorale e varare la legge di bilancio.

    E non è tutto: come era prevedibile i mercati stanno approfittando di questi giorni di incertezza e stanno castigando l’euroscetticismo di Lega e M5S: lo spread Btp/Bund (il differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi) sale a 140 punti. E Piazza Affari cala dello 0,85. Si tratta anche di una reazione alla diffusione della bozza di accordo tra Lega e M5S in cui venivano ipotizzate la cancellazione di 250 miliardi di debito alla Banca centrale europea e la creazione di un fondo con 200 miliardi di immobili pubblici da cartolarizzare. Bozza di accordo vecchio e superato, assicurano grillini e leghisti.

    E ha fatto il giro del mondo l’articolo del Financial Times in cui si descrive l’ingresso dei nuovi barbari a Roma, articolo che ha provocato le reazioni stizzite dei 5 Stelle.

    Tornando a Salvini e Di Maio, i punti attualmente sul tavolo tecnico sono i seguenti:

    EVASIONE FISCALE – Di Maio vuole il carcere per gli evasori fiscali; Salvini punta invece a piani di conciliazione per mettere i piccoli e medi evasori in condizione di pagare parte del debito continuando a lavorare. Il carcere sarebbe previsto solo per i recidivi. Salvini pensa anche al ribaltamento dell’onere della prova: dovrà essere il Fisco a dimostrare la cattiva fede del contribuente, che si presume innocente fino a prova contraria.

    IMMIGRAZIONE – Salvini vuole rimpatri forzati e potenziamento dei centri d’accoglienza, Di Maio invoca maggiore sostegno da parte dell’Unione Europea e tutela dei soggetti più deboli (anziani, donne, bambini).

    GIUSTIZIA – Mentre c’è una sostanziale unità d’intenti per quanto riguarda la lotta alla corruzione e l’inasprimento delle pene per i reati violenti, si registrano delle frizioni in materia di conflitto d’interessi: la Lega sostiene che non è una priorità (per non perdere l’appoggio di Berlusconi), al contrario del MoVimento 5 Stelle che vuole vietare, come da disegno di legge di Fabiana Dadone e Riccardo Fraccaro, la candidatura alle elezioni a chi detiene “partecipazioni superiori al 5% del capitale sociale in società che operano in settori strategici per l’interesse nazionale” tra cui “informazione, energia, infrastrutture e trasporti”. Altro tema su cui occorrerà trovare un punto d’incontro riguarda la legittima difesa: Salvini vuole la sostanziale non punibilità per chi spara ai ladri, Di Maio è contro la giustizia fai da te e punta a ridurre il numero delle armi per difesa privata.

    GRANDI OPERE – La Lega considera le grandi opere volani per lo sviluppo, il M5S le considera invece solo sprechi di soldi e occasioni ghiotte per i corrotti. La Lega è favorevole alla linea Torino-Lione, al Terzo valico ferroviario in provincia di Alessandria (opera da 6 miliardi di euro con fine lavori nel 2023). Sul tavolo ci sono poi il passante autostradale di Genova, l’Autostrada della Val Trompia, la pedemontana Lombarda, la Pedemontana veneta e il Mose di Venezia.

    NUOVO GOVERNO: IL RESOCONTO DI LUNEDI’ 14 MAGGIO

    Le trattative per la formazione del nuovo governo non hanno al momento fatto passi avanti: da quando giovedì scorso Salvini e Di Maio hanno fatto ripartire i canali della diplomazia non ci sono stati ulteriori sviluppi: Mattarella continua ad aspettare il nome del nuovo premier. Il presidente della Repubblica non si accontenterà di una testa di legno che governi per interposta persona: se Lega e M5S non esprimeranno un nome di alto profilo, Mattarella facendo valere l’articolo 92 della Costituzione si rifiuterà di affidare il mandato a questo governo giallo-verde. E non solo, il presidente è sempre pronto a mettere in atto il piano B, ovvero far partire quel governo di tregua che allo stato dei fatti avrebbe solo l’appoggio del Partito Democratico. Il governo di tregua dovrebbe occuparsi della Finanziaria e della nuova legge elettorale per poi portarci ad elezioni anticipate.

    Dopo il nome di Giampiero Massolo, al momento per il ruolo di possibile premier si parla di Giuseppe Conte, il cui nome è stato proposto dal MoVimento 5 Stelle: Conte è docente di Diritto privato a Firenze e componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. Il suo nome era già stato indicato da Di Maio come possibile ministro per la Pubblica amministrazione.

    L’altro nome di cui si è parlato oggi era quello dell’economista Giulio Sapelli, la cui candidatura è sfumata subito. Fra gli altri papabili, oggi si è fatto anche il nome di Di Battista, ma anche questa ipotesi è rientrata subito. In discussione ci sarebbe anche la figura dell’economista Giulio Tremonti, già ministro nei governi Berlusconi, di Carlo Cottarelli e del capogruppo alla Camera in quota Lega Giancarlo Giorgetti, che potrebbe anche vedersi arruolato al ministero dell’Economia o come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

    Altri nomi di cui si parla in queste ore sono quelli del rettore dell’Università degli Studi di Milano, Gianluca Vago e del professore di economia Michele Geraci, nonché del giurista Giacinto Della Cananea. Per quanto riguarda le ‘quote rose’, in pole ci sarebbe la deputata leghista Giulia Bongiorno, già avvocato di Giulio Andreotti, e la diplomatica Elisabetta Belloni.

    Resta da capire il ruolo di Berlusconi: il capo di Forza Italia è stato riabilitato dal tribunale di Milano e ringalluzzito dalla possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni lancia avvertimenti all’alleato Salvini: “In Parlamento faremo le pulci al nuovo esecutivo, controlleremo che i principi dell’alleanza del centrodestra non vengano traditi, viceversa…”

    Berlusconi concederà la fiducia al governo Lega-M5S o si prepara a fare battaglia parlamentare, soprattutto al Senato dove i numeri della maggioranza sono più risicati?

    Intanto Salvini e Di Maio hanno trovato l’accordo sui punti programmatici sui quali far nascere questo nuovo governo. I punti del cosiddetto “Contratto per il governo del cambiamento” includono: reddito di cittadinanza, superamento della Fornero, flat tax, inasprimento delle pene per i reati più gravi, taglio al numero dei parlamentari e salario minimo garantito.

    Nuovo governo: il resoconto di venerdì 11 maggio

    La nascita del nuovo governo si avvicina, dopo il via libera avvelenato di Silvio Berlusconi all’asse Lega-M5S. Entro due o tre giorni Salvini e Di Maio dovrebbero definire i punti programmatici dell’accordo di governo da sottoporre a Mattarella, poi i due leader dovranno trovare un premier condiviso, esprimere i nomi dei ministri e rassicurare il presidente della Repubblica sugli indirizzi che l’esecutivo giallo-verde intenderà intraprendere in tre settori chiave: Siria, rapporti con l’Europa ed economia. Mattarella ha concesso ancora un po’ di tempo, poi convocherà Salvini e Di Maio per decidere se esistono le basi per dare l’ok alla nascita del nuovo governo. Mattarella farà valere l’articolo 92 della Costituzione, che gli dà la facoltà farsi carico della responsabilità di valutare se esistono le condizioni perché un esecutivo possa nascere.

    Il programma Lega-MoVimento 5 Stelle

    In questi giorni sono in corso febbrili tavoli tecnici fra gli esponenti di Lega e M5S per definire il programma di governo. Una nota congiunta fa sapere che al momento si cercano punti di convergenza su questi temi:

    • superamento della legge Fornero
    • semplificazione amministrativa e riduzione delle leggi
    • reddito di cittadinanza
    • potenziamento dei centri per l’impiego
    • nuove misure per favorire il recupero dei debiti fiscali
    • minibot
    • flat tax
    • tagli ai costi della politica
    • lotta alla corruzione
    • contrasto all’immigrazione clandestina
    • legittima difesa

    Il conflitto d’interessi resta fuori dalla nota, ma Alfonso Bonafede ospite di Piazza Pulita rassicura: “Oggi tra i temi per noi tra i più importanti è stato individuato anche il conflitto di interessi, nonostante già fuori la stampa dicesse che il conflitto di interessi era fuori dall’agenda in virtù di accordi sottobanco. Nessuno vuole abituarsi al fatto che stiamo portando un nuovo modo di fare politica”. Gli fa eco dal salotto di Porta a Porta Vincenzo Spadafora, responsabile delle relazioni istituzionali di Luigi Di Maio: “Il conflitto di interessi sarà nel contratto di governo”.

    I due parlamentari alludono al fatto che secondo alcuni retroscenismi Silvio Berlsconi avrebbe accettato di accomodarsi in panchina a patto che Salvini si facesse garante dei suoi interessi, ovvero che bloccasse ogni possibile intenzione grillina di legiferare in materia di conflitto d’interessi o di riordino del sistema radio-televisivo.

    Il premier del governo Lega-M5S

    Chi sarà il nuovo presidente del Consiglio? Il toto premier infuria. Salvo cambi di programma, né Salvini né Di Maio dovrebbero sedere sulla poltrona più importante dell’esecutivo. I due leader dovrebbero guidare l’attività politica dal parlamento e lasciare l’incarico di guidare il governo ad una personalità terza. Il nome più ricorrente al momento è quello dell’economista Giancarlo Giorgetti, ma siamo ancora nell’ambito delle ipotesi.

    I ministri del governo Lega-M5S

    Il nuovo governo dovrebbe avere meno di 20 ministeri. Al momento circolano questi nomi, fra ipotesi e smentite più o meno convinte:

    • ESTERI: Luigi Di Maio (se non sarà premier)
    • INTERNI: Matteo Salvini (se non sarà premier)
    • ECONOMIA: un tecnico scelto da Mattarella oppure il leghisti Claudio Borghi, Armando Siri, Alberto Bagnai, Giancarlo Giorgetti (se non sarà premier)
    • SVILUPPO ECONOMICO: il grillino Lorenzo Fioramonti
    • GIUSTIZIA: Giulia Bongiorno, Nicola Molteni, Alfonso Bonafede o Paola Giannetakis
    • RAPPORTI COL PARLAMENTO: Danilo Toninelli, Roberto Calderoli