Consultazioni governo: Casellati flop, Salvini pronto al preincarico

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati non è riuscita a risolvere le tensioni fra FI e M5S. Salvini fa un passo avanti dichiarandosi pronto a ricevere il preincarico e scatena un vespaio. Continua il braccio di ferro fra FI e M5S

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    Il mandato esplorativo della Casellati si è concluso con un nulla di fatto e la presidente del Senato riferirà oggi a Mattarella. Lo stallo dunque continua.

    Nella serata di ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto un passo avanti dichiarandosi pronto a ricevere il preincarico. Per la verità Salvini ha ripetuto per mesi di essere pronto a governare in qualità di presidente del Consiglio, ma le dichiarazioni di ieri sono bastate a scatenare un vespaio politico e uno Speciale (piuttosto poco speciale per la verità) del direttore del TG La7 Enrico Mentana.

    Queste le dichiarazioni di Salvini: “Io ci proverò fino alla fine. Non mi interessano le logiche politiche, non mi interessa chi mi dice ‘non farti bruciare, non farti avanti’ [...] L’Italia non ha tempo da perdere, mi metto in campo io [...] O la va o la spacca”.

    Salvini gioca su due fronti: da una parte provoca Di Maio dichiarando di essere pronto all’accordo e facendo ricadere sui 5 Stelle la responsabilità dello stallo; dall’altra parte cerca di ridimensionare e tenere nell’angolo Berlusconi per rassicurare e invogliare i grillini.

    Ieri Salvini ha rassicurato l’ex Cav sul fatto che i veti 5Stelle contro di lui sarebbero venuti meno: “Penso che i veti possano cadere, ho parlato con loro e ho capito che è possibile”. Nulla di vero: Di Maio accetterebbe al limite un appoggio esterno. Forza Italia dovrebbe cioè sostenere un eventuale governo Lega-M5S senza farne parte. Proposta offensiva per chi, come Berlusconi, è abituato a fare il protagonista. “O siamo nel governo, o siamo all’opposizione. Non esistono altre ipotesi. La ‘proposta’ del M5S è per noi irricevibile”, sbotta Fabio Rampelli, il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

    Consultazioni: il resoconto del 19 aprile 2018

    Il mandato esplorativo affidato dal Quirinale alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati sembra essere già finito su un binario morto. La presidente Casellati è stata incaricata di svolgere le consultazioni al posto di Mattarella per vagliare la possibilità di formare un governo che abbia centrodestra e MoVimento 5 Stelle come asse portante ma, a quanto sembra, i nodi che hanno ingolfato la situazione politica delle ultime settimane sono ancora irrisolti: i grillini non intendono accogliere l’offerta di un accordo inclusivo anche con Forza Italia a meno che Silvio Berlusconi non accetti di fare un passo indietro.

    L’esito era prevedibile: la Casellati è una berlusconiana doc e come tutti si aspettavano la sua opzione era quella di stemperare e risolvere le tensioni fra Di Maio e il presidente di Forza Italia.

    Domani la presidente dovrà riportare la situazione a Mattarella e, come è prevedibile, a meno che non avvenga un colpo di scena il mandato esplorativo passerà lunedì mattina nelle mani del presidente della Camera Roberto Fico. Essendo Fico un esponente dell’area di centrosinistra del MoVimento 5 Stelle l’ipotesi degli analisti è che egli provi a tendere la mano al PD. Ma anche in quel caso c’è uno scoglio da superare: Di Maio ha dichiarato di accettare un’alleanza M5S-PD solo se Renzi si fa da parte. Anche per Fico si prospettano gatte da pelare.

    Se il PD entra dalla porta, la Lega potrebbe uscire dalla finestra: un possibile accordo M5S-PD potrebbe causare qualche mal di pancia a Salvini, il quale continua a ripetere “mai col PD”.

    Tuttavia il M5S oggi prova a sondare le intenzioni del PD per bocca del capogruppo del M5S al Senato Danilo Toninelli, che ai microfoni di Rtl 102.5 ha detto così: “Non faremo mai alleanze con Berlusconi, che ha fatto fallire il Paese. Al PD invece proponiamo di sederci al tavolo per scrivere un contratto di governo. Spero che i dem facciano un passo avanti, credo che i veti diventeranno qualcosa di diverso”.

    E il PD come replica? Fino a ieri il segretario reggente Maurizio Martina ribadiva l’intenzione di accomodarsi all’opposizione, oggi invece parla in modo differente aprendo alla “responsabilità”: “Anche in queste ore, in questi giorni, abbiamo sempre fatto passaggi di responsabilità. Faccio notare che siamo gli unici a essere saliti al Quirinale con delle proposte concrete [...] Ancora ieri abbiamo proposto tre precisi punti programmatici, concreti che faremo vivere nell’attività parlamentare a partire dalle prossime ore: lavoro, lotta alla povertà, assegno universale per le famiglie con figli. Così il PD può fare bene il suo mestiere per l’Italia”.

    Cosa significa tutto questo? Che il PD accetta la proposta del M5S di scaricare Renzi per creare un asse di governo con i grillini? Staremo a vedere.

    Consultazioni: il resoconto del 18 aprile 2018

    Le consultazioni del Quirinale fanno un passo avanti. La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha ricevuto il mandato esplorativo per verificare quali condizioni esistano per un accordo di governo fra centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) e Movimento 5 Stelle. Casellati dovrà riferire al presidente della Repubblica entro venerdì.

    Il mandato esplorativo, in sintesi, consiste nell’affidare ad una figura istituzionale il compito di effettuare le consultazioni al posto del presidente della Repubblica. Questo dovrebbe garantire maggiore celerità e più informalità agli incontri. I nodi da sciogliere sono i ruoli di Forza Italia e del PD.

    Lega e MoVimento 5 Stelle sarebbero già pronti a fare un accordo, anche aperto ad altre forze politiche. Ma le condizioni poste dai grillini sono difficilmente praticabili al momento:

    • o un asse Lega-M5S-FI senza Berlusconi
    • oppure un asse Lega-M5S-PD senza Renzi

    Maria Elisabetta Alberti Casellati è un berlusconiana della prima ora e con molta probabilità cercherà di portare gli interlocutori verso un governo di larghe intese onnicomprensivo di tutte le forze politiche, quindi anche di Forza Italia.

    Seguiremo gli sviluppi.

    Consultazioni: il resoconto del 17 aprile 2018

    salvini orto

    Le consultazioni del Quirinale vanno verso la fase decisiva: sono passati oltre quaranta giorni dalle elezioni politiche e i partiti, lasciati liberi di organizzarsi, non hanno raggiunto alcun accordo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella punta adesso ad intervenire per sbloccare l’impasse. La scelta del presidente ricadrà verosimilmente fra una di queste due opzioni:

    un mandato esplorativo al presidente di uno dei due rami del parlamento o un preincarico a Matteo Salvini o a Luigi Di Maio.

    Nel primo caso la scelta dovrebbe ricadere sulla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, entrata in parlamento nel 1994 e quindi più esperta di Roberto Fico. La Casellati è una berlusconiana convinta e, verosimilmente, proverà a sondare la possibilità di un governo favorevole a Forza Italia: o large intese inclusive del proprio partito o un asse Forza Italia – Partito Democratico aperto anche ad altri soggetti politici.

    In caso il presidente dovesse optare invece per la seconda ipotesi, rimangono alcuni nodi da sciogliere:

    • Salvini accetta un governo FI-Lega-M5S, ma chiude le porte al PD.
    • Berlusconi, compagno di coalizione di Salvini, accetta un governo FI-Lega-PD, ma chiude le porte al M5S.
    • Di Maio accetta un governo FI-Lega-M5S, ma Berlusconi deve farsi da parte. In alternativa va bene un governo FI-Lega-PD, ma Renzi deve farsi da parte. Di Maio vedrebbe bene anche un governo allargato a tutte le forze politiche, ma Berlusconi e Renzi devono comunque farsi da parte.

    Fra Salvini e Di Maio intanto continuano gli schizzi di veleno: oggi Salvini ha postato un frecciatina social al capo de 5Stelle: “Se ci fosse qualcuno in gamba che sottoscrive un programma che condivido perché no. Io a differenza di Di Maio non sono qua a dire o governo io o non si fa niente”. E poi ancora una foto bucolica con una didascalia che è tutta un programma: “C’è chi chiude il forno, c’è chi cura l’orto!”

    Si tratta di una risposta ad un’accusa rivoltagli in precedenza da Di Maio: “Salvini si assume la responsabilità storica di continuarsi a legare a Berlusconi invece che sedersi al tavolo e iniziare a fare i fatti. Io aspetto qualche altro giorno ma poi uno di questi due forni si chiude”.

    Come andrà a finire?

    Consultazioni: il resoconto del 16 aprile 2018

    Il secondo giro di consultazioni al Quirinale si è concluso con un nulla di fatto. Le ipotesi più plausibili per sciogliere il nodo che porterà alla formazione del nuovo governo sono tre:

    • un governo istituzionale nelle mani del presidente di uno dei due rami del parlamento, Fico o Alberti Casellati;
    • un governo politico affidato alla Lega e allargato ai partiti che il Carroccio sceglierà come interlocutori (presumibilmente il M5S);
    • un governo del presidente affidato ad una personalità super partes che traghetti il Paese verso nuove elezioni.

    La situazione è complicata dalle tensioni interne alla coalizione di centrodestra e dentro al MoVimento 5 Stelle:

    • Berlusconi vuole evitare ad ogni costo un asse Lega-M5S e punta invece ad un governo allargato a tutte le forze politiche o ad un asse FI-PD. I grillini, che hanno fatto dell’onestà la loro bandiera, non hanno dimenticato le leggi ad personam e i processi che hanno visto coinvolto il leader di Forza Italia e non sono disposti ad accordi con Berlusconi. Per l’ex Cav restare fuori dai giochi sarebbe una rovina: non potrebbe più controllare eventuali provvedimenti su conflitto di interessi, riforma della giustizia e falso in bilancio. Tutti temi per lui delicatissimi.
    • Nel MoVimento 5 Stelle invece c’è qualche tensione fra Di Maio e Fico: il leader Di Maio pensava di stroncare le velleità politiche dell’antico rivale Roberto Fico, facendogli ottenere il prestigioso incarico di presidente della Camera. Ma se Mattarella dovesse affidare proprio a Fico la responsabilità del mandato esplorativo, Di Maio vedrebbe ridimensionato il proprio ruolo e perderebbe l’occasione di salire a Palazzo Chigi.

    La pubblicistica favoleggia di un dossier segreto in mano a Berlusconi con una lista di 50 parlamentari grillini pronti a cedere a compromessi con Forza Italia, pur di non tornare al voto dopo l’estate e, quindi, sicuri di non perdere la poltrona duramente conquistata e rimanendo privi dell’obbligo di restituire metà dello stipendio. Sarà vero? Berlusconi prova a spaccare i 5 Stelle anche tirando Di Battista per la giacchetta: qualche giorno fa Alessandro Di Battista ha dichiarato che durante la conferenza stampa congiunta Berlusconi ha trattato Salvini come tratta il suo cagnolino Dudù. Tanto basta a Berlusconi per dichiarare “Di Battista è dalla nostra parte!”

    Intanto Berlusconi ha dato all’amico-avversario Matteo Salvini un ammonimento tangibile, rimuovendo tre conduttori Mediaset che a suo giudizio sarebbero stati troppo amichevoli con la Lega durante la campagna elettorale: Paolo Del Debbio, Mario Giordano e Maurizio Belpietro.

    Consultazioni: il resoconto del 13 aprile 2018

    Le consultazioni del Quirinale potrebbero subire un’accelerazione improvvisa: il secondo giro di consultazioni si chiude oggi con l’audizione dei presidenti di Camera e Senato e con l’incontro con il presidente emerito Giorgio Napolitano, poi Mattarella dovrà trarre le sue conclusioni per l’affido del preincarico. Tre le opzioni sul tavolo.

    PREINCARICO ALLA LEGA: in quanto partito leader della coalizione che ha raccolto più voti (il 37%) l’incarico esplorativo finalizzato a vagliare la possibilità di formare un nuovo governo potrebbe essere affidato al leghista Giancarlo Giorgetti, che vanta doti di mediatore.

    MANDATO ESPLORATIVO ALLA PRESIDENTE DEL SENATO: Maria Elisabetta Alberti Casellati potrebbe ricevere l’indicazione di mediare fra Salvini e Berlusconi affinché appianino le loro divergenze e trovino una nuova intesa finalizzata alla formazione di un governo. La presidente del Senato è una berlusconiana di ferro e cercherebbe con ogni probabilità di puntare ad un governo di larghe intese che non penalizzasse FI, quindi no all’asse Lega-M5S e sì invece a larghe intese inclusive di tutte le forze politiche.

    GOVERNO DI SCOPO O DEL PRESIDENTE: Mattarella potrebbe in ultima soluzione affidare l’incarico ad un soggetto esterno alla politica, una persona super partes che formi un governo del presidente o di scopo che si occupi di dare stabilità al paese in attesa che il parlamento licenzi una nuova legge elettorale.

    I NODI DA SCIOGLIERE:

    • Il MoVimento 5 Stelle è disponibile a governare con la Lega e Forza Italia, ma Berlusconi deve fare un passo indietro.
    • I grillini sono disponibili anche ad un governo con la Lega e il PD, ma Renzi deve fare un passo indietro. La Lega è disponibile ad un governo con Forza Italia e il MoVimento 5 Stelle.
    • Forza Italia tende la mano alla Lega e al PD.
    • Il PD si tira fuori dai giochi e si accomoda all’opposizione.

    Consultazioni: il resoconto del 12 aprile 2018

    Il Quirinale ha dato il via alla seconda tornata di consultazioni. Il primo turno svoltosi la settimana scorsa si è concluso con un nulla di fatto. La sensazione è che le prove di dialogo fra Di Maio e Salvini potrebbero concretizzarsi in un asse capace di dar vita ad un nuovo governo.

    Restano da capire i ruoli di Forza Italia e del Partito Democratico: Di Maio chiede esplicitamente a Berlusconi di farsi da parte per far “partire un governo delle nuove generazioni”.

    L’ex Cav da parte sua teme che un governo senza la sua presenza potrebbe lasciare campo libero ad iniziative sul conflitto d’interessi e su altri temi per lui delicatissimi come prescrizione, corruzione e falso in bilancio. Berlusconi chiude totalmente ai 5 Stelle, sul finire di una conferenza stampa congiunta con gli alleati Salvini e Meloni l’ex Cav invita i giornalisti a fare i “bravi” e distinguere “i veri democratici da chi non conosce l’abc della democrazia”. Traduzione: non voglio accordi con i 5 Stelle, preferisco il PD.

    Ma il vero show si era visto pochi minuti prima: fingendo di lasciare la scena a Salvini, Berlusconi gesticola dietro le sue spalle come se il programma letto dall’alleato l’avesse in realtà scritto lui.

    Il PD, per bocca del segretario reggente Maurizio Martina, ha già accettato il ruolo di partito di opposizione, nonostante abbia conseguito il secondo miglior risultato elettorale come partito. Di Maio accetta il dialogo col PD, ma con un nuovo segretario che prenda il posto di Matteo Renzi.

    Al termine di questo secondo giro di consultazioni Mattarella trarrà le sue conclusioni per affidare un preincarico, presumibilmente a Di Maio o a Salvini.

    Consultazioni: il resoconto del 6 aprile 2018

    Ieri si è concluso, con un nulla di fatto, il primo turno di consultazioni e queste sono le intenzioni degli attori in gioco.

    MATTARELLA: il presidente della Repubblica prende tempo e non intende orientare lo scacchiere politico. Rispetto a Napolitano ha un altro stile: preferisce che i partiti regolino i loro conti da soli. Il presidente si riserva alcuni giorni di riflessione e dalla prossima settimana tornerà a incontrare i contendenti.

    DI MAIO: il leader dei 5 Stelle si gioca la partita della vita. Nello statuto del MoVimento è scritto chiaramente che qualunque esponente non può espletare più di due mandati, quindi se Di Maio mira a Palazzo Chigi deve fare la sua mossa adesso. Doccia fredda per l’elettorato grillino, che scopre con sconforto che il presidente del Consiglio non lo scelgono le urne, ma le consultazioni presidenziali. Ottima mossa quella di dichiararsi disponibile ad un accordo con il centrodestra senza Berlusconi e con il Pd senza Renzi: costringe gli altri partiti a regolare i propri conti in una lotta fratricida.

    MARTINA (ALIAS RENZI): il Pd si accomoda volontariamente all’opposizione e si tira fuori dagli accordi per un governo allargato. Si tratta di una scelta sorprendente, dal momento che stiamo parlando del secondo partito italiano.

    BERLUSCONI: l’ex Cavaliere è in una posizione scomodissima. Di Maio gli chiude le porte: in un governo di “onesti” a trazione grillina un personaggio come Berlusconi non avrebbe diritto di cittadinanza. Allora che fare? Berlusconi romperà con Salvini e tenterà l’accordo col Pd? In ballo c’è molto più di una manciata di poltrone: Berlusconi teme che il MoVimento 5 Stelle legiferi in materia di corruzione, prescrizione e conflitto d’interessi.

    SALVINI: il segretario della Lega vive un momento d’oro. Salvini riceve ammiccamenti da parte del M5S ed ha una sponda in Berlusconi, suo compagno di coalizione, anche se il loro è un matrimonio movimentato e pieno di scricchiolii. Chi sceglierà? La risposta sembra scontata.

    Consultazioni: il resoconto del 5 aprile 2018

    Siamo al secondo giorno di consultazioni e la situazione di stallo non sembra volersi sbloccare. Il presidente della Repubblica Mattarella si limita a fare da arbitro e non intende scendere in campo con scelte politiche come fece a suo tempo Napolitano. Oggi nell’agenda di Mattarella ci sono stati gli incontri con le delegazioni dei principali partiti: alle 10:00 il Pd, alle 11:00 Forza Italia, alle 12:00 la Lega e infine alle 16:30 il Movimento 5 Stelle dal momento che secondo prassi il partito più votato incontra il presidente a fine giornata. Mattarella ha concluso questa prima tornata di consultazioni annunciando che si prenderà alcuni giorni di riflessione, per poi procedere a nuovi incontri con le parti politiche nel corso della prossima settimana.

    Il mattatore di queste consultazioni è il leader dei 5 Stelle: Luigi Di Maio, forte del fatto di essere alla guida del partito che da solo ha ottenuto 1/3 dei voti, tende una mano a destra per un accordo senza Berlusconi e ne tende un’altra a sinistra per un accordo con il PD senza Renzi. Una mossa subdola e geniale che costringe i suoi interlocutori a prendere una posizione: Salvini deve scegliere se scaricare l’alleato Berlusconi per andare con i grillini e i piddini sono costretti ad un regolamento di conti interno dall’esito non scontato. Gli ammiccamenti Salvini-Di Maio ormai sono un fatto. Al momento il reggente del Pd è il renzianissimo ministro dell’Agricoltura, nonché vicesegretario del partito, Maurizio Martina che gestisce per conto di Renzi.

    Che il nuovo Governo avrà i 5 Stelle come perno è una certezza, ma occorre capire se si tratterà di un esecutivo allargato a sinistra col Pd oppure allargato a destra con Lega e Forza Italia. Oppure ancora se si tratterà di un governo di larghe intese con dentro tutto l’arco politico.

    Le cose potrebbero andare ancora per le lunghe: Di Maio sa che alle elezioni regionali del Friuli del 29 aprile il Movimento 5 Stelle rischia di fare un altro boom e vuole temporeggiare per far pesare sul tavolo delle trattative quel nuovo successo elettorale.

    Detto questo, andiamo a raccogliere gli esiti delle consultazioni.

    PARTITO DEMOCRATICO

    Per bocca del segretario reggente Maurizio Martina il Pd si tira fuori da ogni responsabilità e si accomoda all’opposizione: “L’esito elettorale per noi negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardino”. Quindi il Pd “con coerenza, responsabilità e serietà eserciterà l’attività istituzionale di minoranza parlamentare”.

    FORZA ITALIA

    Silvio Berlusconi sale al Colle accompagnato dalle capogruppo Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini. E’ la prima volta che donne di Forza Italia partecipano alle consultazioni. Berlusconi chiede un governo che si occupi delle “emergenze del paese”, che riparta dal centrodestra con la Lega come guida, in cui non prevalgono “invidia e odio sociale” così come atteggiamenti populisti e giustizialisti. Traduzione: l’ex Cav è disponibile a prendere parte ad un governo di scopo per risolvere determinate questioni, ma a patto che non si tocchino temi come tassa patrimoniale e conflitto d’interessi. Berlusconi, infine, chiude all’ipotesi di Luigi Di Maio premier: “Nessun populista a palazzo Chigi”.

    LEGA

    Salvini è aperto alle alleanze e assicura di essere pronto ad ascoltare “tutti partendo dal centrodestra”. Quindi anche il Pd, sua eterna nemesi. Salvini vuole dialogare con i 5Stelle per creare un governo “che duri almeno cinque anni”, ma non esclude un ritorno alle urne, improbabile e non desiderabile, ma non impossibile in caso di mancata intesa. Il segretario della Lega stigmatizza poi i personalismi che, dice, bloccano la nascita di un nuovo esecutivo. Si tratta di una frecciata a Di Maio che rivendica il ruolo di presidente del Consiglio.

    MOVIMENTO 5 STELLE

    Luigi Di Maio dice no alla grande coalizione ed apre ad un’intesa con Lega o Partito Democratico, basata su punti programmatici condivisi. E ribadisce anche come il nuovo esecutivo debba essere guidato dal partito che ha avuto la maggioranza dei voti, ovvero il Movimento 5 Stelle rappresentato dalla sua persona. Di Maio sgancia anche un siluro ai danni di Berlusconi, per il M5S la coalizione di centrodestra non esiste, esiste solo la Lega: “Non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra, ma il tema è che io non riconosco una coalizione di centrodestra. Perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier e tre programmi differenti, ma perché si sono preparati anche alle consultazioni divisi. E come abbiamo sentito anche oggi, hanno idee totalmente opposte sul M5S” e “una di queste forze non riconosce il M5S, perciò ci rivolgiamo alla Lega”. Silvio è avvisato.