Consultazioni: cosa sono e come si svolgono

Cosa sono le Consultazioni del Capo dello Stato al Quirinale? A cosa servono le Consultazioni e come si svolgono? Vediamo una guida essenziale e chiara al significato e all'utilità delle consultazioni nelle formazione di un nuovo governo.

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    Consultazioni: cosa sono e come si svolgono

    Consultazioni: cosa sono e come si svolgono? Dopo le elezioni politiche finalizzate alla formazione di un nuovo governo, le forze in campo che hanno ottenuto più voti sono chiamate a procedere all’elezione dei presidenti delle Camere. Passo successivo sono le dimissioni del presidente del Consiglio in carica e la formazione dei gruppi parlamentari; poi comincia il giro di consultazioni al Colle, da parte del Capo del Quirinale, Sergio Mattarella. Ma cosa sono le Consultazioni del presidente della Repubblica, come si svolgono e a cosa servono? Lo chiariamo in questa guida alle consultazioni del Capo dello Stato italiano. Per saperne di più, continuate la lettura.

    Consultazioni del presidente della Repubblica: cosa sono e come si svolgono?

    Le consultazioni del presidente della Repubblica italiana sono degli incontri informali che il capo dello Stato italiano tiene prima di dare il via alla procedura per la nascita di un nuovo governo.

    Alla domanda a cosa servono le Consultazioni potremmo dunque rispondere che servono al presidente della Repubblica italiana per ‘sondare il terreno’ e capire quali margini ci sono per la formazione di un nuovo governo. Il capo dello Stato inizia così una serie di colloqui preparatori con diversi rappresentanti istituzionali che sono finalizzati anche a capire qual è – se c’è – la figura di spicco capace di poter assumere il ruolo di presidente del Consiglio dei ministri, che con la fiducia in Parlamento possa fare cominciare la vita ‘pratica’ di una nuova legislatura.

    Ricordiamo che le consultazioni non ci sono solo ogni volta che si deve formare un nuovo esecutivo dopo le elezioni politiche, perché possono essere richieste anche in relazione a una crisi di governo. Ad esempio Mattarella diede il via a un giro di consultazioni a dicembre 2016, dopo l’esito del referendum costituzionale che vide la vittoria schiacciante del NO alle riforme con conseguente annuncio di dimissioni da parte di Matteo Renzi.

    Le tappe delle consultazioni: chi sente per primo il Capo dello Stato?

    Dopo l’elezione dei presidenti della Camera e del Senato, e le dimissioni del presidente del Consiglio in carica davanti al Capo dello Stato in Quirinale, e dopo la costituzione dei gruppi parlamentari, la successiva tappa istituzionale vede il Capo dello Stato procedere alle consultazioni al Quirinale per la formazione del governo.

    Chi sente per primo il Capo delle Stato nelle consultazioni? Per prassi consolidata dal tempo, il capo dello Stato inizia a ‘interrogare’ i presidenti delle Camere, quindi l’ex presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano).

    In seguito il presidente della Repubblica in carica, in questo caso Sergio Mattarella, incontrerà i rappresentanti (o i leader di partito) dei vari gruppi parlamentari e cercherà di individuare un nome condiviso a cui affidare il delicato compito di formare una rosa di ministri, quindi un governo.

    Il capo dello Stato, a questo punto, può scegliere se affidare a un ‘nome condiviso’ un incarico pieno oppure un incarico esplorativo, che serve quindi solo per valutare la possibilità di trovare una maggioranza per governare.

    Se alla fine di questo iter il presidente della Repubblica dovesse ritenere insufficiente l’operato per trovare la maggioranza, si può procedere a un nuovo giro di consultazioni, dopo il primo. E questo per diverse volte, fino a che non avrà individuato le condizioni per una maggioranza operativa.

    Consultazioni: la maggioranza e il candidato premier

    Il presidente della Repubblica ha anche una alternativa all’iter spiegato finora. Infatti può affidare un mandato esplorativo a uno al presidente della Camera o al presidente del Senato, e sarà questa figura incaricata a procedere alla verifica dell’esistenza o meno di una concreta possibilità di formare una maggioranza di sostegno al nuovo governo. In questo caso sarà quella maggioranza a indicare il nome per il candidato premier.

    Una volta concluso il passaggio dell’individuazione del premier, il presidente della Repubblica chiama al Colle questo politico per affidargli l’incarico (o il preincarico). Il selezionato, a questo punto, può accettare l’incarico pieno o accettarlo con riserva. In questo caso a sua disposizione avrà dei giorni che verranno usati per confrontarsi con tutte le forze politiche e valutare la fattibilità di un governo guidato da lui. In caso di esito positivo, scioglierà la riserva. E accettando l’incarico dovrà trovare una rosa di ministri per la formazione del governo. Dopo averli presentati al Colle e aver ricevuto il sì del Capo dello Stato, quest’ultimo nomina i ministri, che dovranno poi fare solenne giuramento al Quirinale.

    Dopo il passaggio di consegne con il premier uscente, si tiene la prima riunione del Consiglio dei ministri durante la quale è nominato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. A quel punto il premier terrà un discorso sul programma del suo futuro governo e chiederà il voto di fiducia, prima al Senato e poi alla Camera. Dopo averla ottenuta il governo avrà pieni poteri e potrà cominciare a lavorare.