Matteo Salvini e Luigi Di Maio: da nemici giurati a quasi amici

C'è stato un tempo in cui il MoVimento Cinque Stelle e la Lega si guardavano in cagnesco e si lanciavano frecciatine avvelenate. Oggi però sono pronti a superare ogni divergenza per governare insieme

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    Matteo Salvini e Luigi Di Maio: da nemici giurati a quasi amici

    Salvini e Di Maio, Lega e MoVimento 5 Stelle. Da nemici-amici a quasi amici. Due partiti che titillano elettorati diversi, ma con un unico obiettivo comune: governare. Scongiurato dunque il pericolo dell’inciucio fra PD e FI, affrontiamo ora l’inciucio Lega-M5S. D’altra parte “La politica crea strani compagni di letto”, come scriveva C.D. Warner adattando un verso di Shakespeare alle miserie dell’ars politica. Un esercizio di memoria tuttavia ci costringe a coltivare alcune perplessità su questo incontro spericolato fra leghisti e grillini.

    Il neo presidente della Camera dei Deputati, eletto anche con i voti dei leghisti, si chiama Roberto Fico. Si tratta dello stesso Roberto Fico che in un’intervista a Repubblica del settembre del 2015 si esprimeva così: “Siamo lontanissimi da un becero populismo alla Salvini, che non dà soluzioni e butta solo benzina sul fuoco”. Fico escludeva anche “al cento per cento” la possibilità di accordi con Salvini per un motivo di onestà: “Salvini può trovare accordi solo con i condannati in via definitiva”.

    Era il 2015 si dirà, ne è passata di acqua sotto ai ponti. Allora facciamo un salto indietro di appena sei mesi: ad ottobre 2017 anche Di Maio chiudeva la porta ad una qualsiasi alleanza con la Lega: “Se Salvini cerca di rifarsi una verginità politica, ammiccando ancora a un’alleanza con noi sbaglia di grosso. Ripeto per l’ennesima volta: il M5s non fa alleanze con i partiti che hanno disintegrato il nostro Paese“. Di Maio stigmatizzava in particolare il fatto che Salvini si fosse “venduto per un pugno di poltrone” pur di far passare il Rosatellum, una legge elettorale fortemente penalizzante per chi come il M5S ha deciso di correre da solo alle elezioni.

    Poche settimane prima, nel settembre 2017, Matteo Salvini sparava cannonate contro il MoVimento 5 Stelle attaccando in primis Luigi Di Maio: “Luigi Di Maio temibile? Sì, come Virginia Raggi per i romani [...] Mi fanno ridere le proposte sia di Renzi sia di Di Maio. La vera alternativa siamo noi”. Salvini evidentemente non ride più.

    Facciamo un salto ancora più indietro nel tempo: nel 2009 Salvini, birra alla mano, si lasciava trascinare in cori da stadio contro i napoletani. E Grillo non la prendeva benissimo: “Meridionali si nasce, razzisti si diventa. Salvini con il suo stipendio da deputato rappresenta anche loro. La pecunia dei terun non olet, Salvini invece sì”. Così scriveva Grillo sul suo blog.

    Ecco qualche altro complimento scritto da Grillo sul conto di Salvini: “… un piccolo uomo portato alla grande ribalta dai media di regime” per far dimenticare i problemi giudiziari della Lega Nord. Contro Salvini poi anche l’accusa di essere un ignorante fondamentalista per le sue esternazioni sui musulmani all’indomani dell’attentato a Charlie Hebdo.

    Non dimentichiamo poi i leggendari hashtag lanciati da Grillo contro Salvini: #SALVINIBUGIARDO quando il segretario della Lega criticò il referendum anti euro dei grillini. E poi anche #SALVINIBALLISTA in tema di immigrazione e infine #SALVINISENZAPROFUGHINONCISASTARE e #SALVINIPROEURO.

    Ma ora per Lega e M5S si schiude un nuovo futuro, per cui scurdámmoce ‘o ppassato e vediamo cosa accadrà.