Elezioni dei presidenti di Camera e Senato: nessun eletto alla prima votazione

Sono cominciate alle Camere le sedute che rendono ufficiale l'inizio della 18esima legislatura. Sono attesi i risultati delle votazioni per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato. A Montecitorio sono state tante le schede bianche, tanto che la prima votazione è nulla

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 23 marzo 2018

Elezioni dei presidenti di Camera e Senato: nessun eletto alla prima votazione
Telecamere davanti al Senato per la seduta di insediamento della XVII legislatura, Roma, 23 marzo 2018 / ansa

Oggi inizia la XVIII legislatura. Sono attesi i risultati delle votazioni per le elezioni dei presidenti di Camera e Senato. Tutto è pronto sia a Palazzo Madama che a Montecitorio, ma il rebus sui nomi dei papabili non è stato ancora risolto. Affinché si arrivi alla conclusione dell’iter di votazione, alla Camera nelle prime due votazioni è necessaria la maggioranza di due terzi dei componenti (420), nella seconda e terza votazione la maggioranza è dei due terzi dei presenti. Al Senato, invece, il quorum per eleggere il presidente è la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato (161 voti).

Il voto è segreto, espresso su fogli che verranno raccolti in un’urna. Al Senato lo spoglio sarà effettuato con la lettura di ogni voto da parte dello stesso Napolitano.

Alla Camera, invece, il presidente provvisorio Roberto Giachetti (Pd) ha provveduto a leggere i risultati dello spoglio: come previsto non si è giunti all’elezione data la quasi totalità di schede bianche.

Se nessuno dei candidati raggiungerà la maggioranza, si passerà alla seconda votazione che si potrebbe tenere indicativamente alle 16.30.

Al di là di qualche scheda nulla e di nomi sparsi (Alfonso Bonafede di M5S, Renato Brunetta di Fi, Rossella Muroni di LeU e Maurizio Lupi di NcI, che hanno avuto una scheda ognuno), nella prima votazione per l’elezione del presidente della Camera praticamente tutti i deputati hanno votato scheda bianca. E’ possibile che ciò accada anche al Senato.

La stessa cosa potrebbe ripetersi anche nel pomeriggio, nella seconda tornata a Montecitorio (e a Palazzo Madama). I giochi veri e propri potrebbero perciò iniziare soltanto domani, quando i quorum per l’elezione si abbasseranno.