Camera e Senato: come si eleggono i presidenti

E' il primo adempimento di ogni legislatura. I meccanismi per l'elezione dei presidenti della Camera e del Senato sono differenti, ma entrambi hanno lo scrutinio segreto. Vediamo tutti i dettagli del meccanismo elettivo e i nomi dei candidati proposti dal Movimento 5 Stelle e dal Centrodestra.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Giovedì 22 marzo 2018

Camera e Senato: come si eleggono i presidenti
Presidenti di Camera e Senato / ansa

Domani, 23 marzo 2018, avranno inizio le votazioni per eleggere i presidenti di Camera e Senato. Secondo le notizie dell’ultimo minuto sembra che l’accordo tra il Movimento 5 Stelle e il Centrodestra stia vacillando per via di un accordo non trovato sui nomi dei candidati. Ma come funziona l’elezione dei presidenti di Camera e Senato? Innanzitutto si tratta del primo adempimento di ogni legislatura. I meccanismi per l’elezione sono differenti tra Camera e Senato, tuttavia per entrambi la votazione del presidente avviene con scrutinio segreto. Vediamo dunque tutto quello che c’è da sapere sull’elezione dei presidenti di Camera e Senato, nonché i nomi proposti dal Movimento 5 Stelle e dal Centrodestra.

Come si elegge il presidente delle Camera

Come si elegge il presidente delle Camera? Il voto avviene per scrutinio segreto, pertanto i deputati possono scegliere autonomamente senza necessariamente rispettare le indicazioni dei loro capigruppo. Per i primi tre scrutini bisogna raggiungere un maggioranza dei due terzi, mentre dal quarto in poi è sufficiente la maggioranza assoluta dei votanti. Vediamo schematicamente di seguito i vari passaggi per l’elezione del presidente della Camera:

  • Primo scrutinio: maggioranza pari a due terzi dei parlamentari
  • Secondo scrutinio: maggioranza pari a due terzi dei votanti
  • Terzo scrutinio: maggioranza pari a due terzi dei votanti
  • Quarto scrutinio: maggioranza assoluta dei votanti

Nelle ultime sei legislature il presidente della Camera è stato eletto il giorno successivo all’inizio della seduta (quarto scrutinio). Allo stato attuale è necessario un accordo parlamentare: nessuna forza politica può contare sulla maggioranza assoluta dei deputati e quindi nessuno può eleggere il presidente da solo, come è sempre successo durante la seconda Repubblica.

I gruppi alla Camera sono così composti:

  • M5S: 227 deputati
  • Lega: 124 deputati
  • Pd: 112 deputati
  • Forza Italia: 106 deputati (mancano 10 seggi)
  • Fratelli d’Italia: 31 deputati
  • LeU: 14 deputati
  • Altri: 6 deputati

Come si elegge il presidente del Senato

Come si elegge il presidente del Senato? Anche al Senato l’elezione del Presidente avviene con votazione a scrutinio segreto. Per eleggere il nuovo presidente bisogna raggiungere la maggioranza dei senatori per i primi due scrutini, al terzo scrutinio la maggioranza dei votanti, mentre al quarto scrutinio è previsto il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti al terzo scrutinio. L’elezione del presidente del Senato non necessita dunque di un accordo tra forze politiche.
Vediamo schematicamente di seguito i vari passaggi per l’elezione del presidente del Senato:

  • Primo scrutinio: maggioranza assoluta dei senatori
  • Secondo scrutinio: maggioranza assoluta dei senatori
  • Terzo scrutinio: maggioranza assoluta dei presenti
  • Quarto scrutinio: ballottaggio tra i due candidati più votati al terzo scrutinio

I gruppi al Senato sono così composti:

  • M5S: 112 senatori
  • Lega: 58 senatori
  • Forza Italia: 58 senatori (mancano 10 seggi)
  • Pd: 54 senatori
  • Fratelli d’Italia: 16 senatori
  • LeU: 4 senatori
  • Altri: 3 senatori
  • Senatori a vita: 6

Chi sarà eletto a Camera e Senato?

Chi verrà eletto alla Camera e al Senato? E’ stato il grande interrogativo di questi ultimi giorni. Domani però iniziano le votazioni e qualunque previsione dovrà lasciare spazio alla verità dei fatti. Allo stato attuale il Centrodestra presenterà una selezione di candidati per la presidenza del Senato, mentre il Movimento 5 Stelle proporrà i suoi candidati per la Camera. Dando un rapido sguardo alla stampa nazionale, pare che il Movimento 5 Stelle presenterà per la Camera Roberto Fico e Riccardo Fraccaro. Il centrodestra invece, continua a insistere per il Senato con il nome di Paolo Romani, che però ha una condanna non definitiva per un reato minore. A tal riguardo il M5S ha dichiarato di non votare personaggi sui cui pendano condanne di alcun genere. L’accordo tra le due forze politiche sembra vacillare.