Forme di governo in Italia: il glossario dal governo di scopo al governicchio

Ogni giorno leggiamo proclami politici che invocano governi tecnici, governissimi, governi di scopo e altre forme di esecutivo più o meno verosimili. Ecco un breve glossario politico per barcamenarsi fra i termini che indicano le varie forme di governo possibili in un paese come l'Italia

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    Palazzo Chigi
    Palazzo Chigi a Roma, sede del governo / Ansa

    La politica italiana è sempre vivace e mai scontata e gli esiti delle elezioni ogni tanto sorprendenti. Capita, ad esempio, che dopo le elezioni per giorni e giorni non si capisca chi abbia vinto. E’ questo, guarda caso, il risultato emerso dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018, dopo le quali nessuno dei partiti e delle coalizioni in corsa ha riportato la maggioranza per governare. In situazioni di simile incertezza gli opinionisiti, i politologi e gli sfaccendati si abbandonano ad elucubrazioni ed ipotesi su possibili governi di scopo, governi del presidente, governi di tregua, governi di grande coalizione, governi tecnici e governicchi vari. Ma cosa significano tutte queste locuzioni? Scopriamo una per una in questo glossario tutti i possibili tipi di governo attuabili in un paese come l’Italia. Chiariamo solo che un tipo di governo non ne esclude necessariamente un altro: un governo di scopo può benissimo essere anche un governissimo o un governo balneare.

    Governo di scopo

    Il governo di scopo è un esecutivo di breve durata finalizzato a raggiungere velocemente un determinato obiettivo, in genere la ratifica di una nuova legge elettorale che possa sbloccare una situazione di ingovernabilità e garantire maggiore stabilità in vista di nuove elezioni.

    Governo di tregua

    Si tratta di una locuzione creata dalla pubblicistica e che indica qualsiasi tipo di governo destinato a sbloccare una situazione di stallo politico. Se le varie forze politiche non sono in grado di esprimere un Esecutivo e la situazione cade nello stallo, il presidente della Repubblica può prendere le redini per spingere il Paese verso un governo di scopo, un governo istituzionale, un governo tecnico o qualsiasi altro tipo di governo volto a sbloccare l’impasse. In genere un governo di tregua ha vita breve ed è finalizzato esclusivamente a gestire gli affari correnti e varare una nuova legge elettorale che garantisca maggiore governabilità.

    Governo tecnico

    Il governo tecnico (o governo dei tecnici) è un esecutivo formato da personalità estranee alla politica, chiamate a risolvere situazioni di particolare gravità. Un esempio recente di governo tecnico è stato il governo Monti che ha guidato l’Italia dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013.

    Governo del presidente

    Il governo del presidente è chiamato anche governo d’affari o governo amministrativo. Si tratta di un esecutivo nato per raggiungere determinati scopi o per superare un periodo di crisi. I membri vengono scelti direttamente dal presidente della Repubblica. Se sono estranei alla politica siamo in presenza di un governo tecnico. Il premier designato si presenta al Parlamento con un programma estremamente snello per chiedere la fiducia.

    Governo di coalizione

    Un governo di coalizione, detto anche governo di coalizione nazionale, è come suggerisce il termine un esecutivo formato da una maggioranza fatta da esponenti di diversi partiti. Un governo di coalizione ha un programma fatto da punti concordati fra le varie forze politiche che lo compongono. Se la coalizione è molto ampia si parla di grande coalizione.

    Grande coalizione

    Una grande coalizione, o governo di larghe intese, si ha qualora i maggiori partiti si mettano d’accordo stipulando un programma condiviso. La differenza fra un governo di coalizione e una grande coalizione è che nel governo di coalizione si mettono insieme partiti che possono far parte della stessa area politica, mentre nella grande coalizione si uniscono i due maggiori partiti, che generalmente sono schierati su posizioni diametralmente opposte.

    Governissimo

    Si tratta di un’iperbole giornalistica: un governissimo è un governo al quale partecipano le parti politiche più distanti fra loro, stipulando una tregua politica in vista di un accordo finalizzato ad ottenere una riforma.

    Governo di minoranza

    Un governo di minoranza può essere anche definito governo monocolore o governo di maggioranza relativa. Si ha un governo di minoranza in tutti quei paesi in cui la legge elettorale permette che dalle elezioni possa emergere un esecutivo che non ha ottenuto almeno il 50% +1 dei seggi. Se in Italia fosse possibile un governo monocolore, dopo le elezioni del 4 marzo 2018 il MoVimento 5 Stelle avrebbe avuto l’incarico di formare un governo monocolore, essendo stato il partito più votato.

    Governo Balneare

    Si tratta di un governo di brevissima durata, che nasce e muore a ridosso dell’estate, e il cui scopo è attendere che si sblocchino determinate situazioni di stallo politico. Nell’esperienza politica italiana i governi balneari hanno avuto una vita di 4/6 mesi.

    Governo di unità nazionale

    Il governo di unità nazionale è un particolare governo di scopo in cui cadono le differenze fra maggioranza e opposizione e in cui tutte (o quasi tutte) le forze politiche collaborano in vista di un obiettivo di importanza superiore. In un governo di unità nazionale le normali contrapposizioni fra maggioranza e opposizione spariscono. Un governo di questo tipo nasce per l’esigenza di scongiurare o risolvere gravi situazioni di emergenza, come crisi finanziarie o guerre. L’esempio più recente di governo di unità nazionale è stato il Governo Andreotti III (30 luglio 1976 – 13 marzo 1978) passato alla storia per essere stato il primo governo con un ministro donna, ovvero Tina Anselmi al Lavoro. Fu inoltre chiamato il Governo della non sfiducia, dal momento che poté formarsi grazie all’astensione del Partito Comunista Italiano durante la votazione parlamentare per la fiducia. E’ detto anche governo di responsabilità nazionale o governo dei responsabili.

    Governo di tutti

    E’ un governo di larghe intese privo di connotazione politica precisa e nel quale confluiscono realtà politiche diverse. La locuzione è stata utilizzata da Luigi Di Maio, capo politico del MoVimento 5 Stelle, all’indomani delle politiche del 4 marzo 2018: “Non contempliamo alcuna ipotesi di governo istituzionale o di tutti. Gli italiani votando M5s hanno votato un candidato premier, una squadra, un programma”.

    Governo istituzionale

    Si tratta di un governo in cui il capo dello Stato gioca un ruolo attivo dando l’incarico ad una figura istituzionale di rilievo nell’attesa che si sblocchi una grave impasse politica. In genere l’incarico viene dato al presidente di uno dei due rami del parlamento.

    Governo di transizione

    Si tratta di un governo che vive a cavallo fra la fine (per crisi o per scadenza naturale) di un altro governo e la nascita di un nuovo esecutivo. Viene nominato dal presidente della Repubblica per evitare un vuoto di potere. Nei paesi caratterizzati da grave instabilità politica il governo di transizione generalmente nasce per traghettare la nazione dalle macerie della guerra ad un governo legittimamente eletto in consultazioni democratiche.

    Governicchio

    Il governicchio è un termine entrato nella prassi politica e giornalistica per indicare un governo di scarsa autorevolezza e tenuto in piedi da una maggioranza risicata e traballante.