90 Special, con Nicola Savino su Italia 1: amarcord…e poi?

Con Nicola Savino su Italia Uno gli anni Novanta sono protagonisti

Maria Elisabetta Santon Critico televisivo Lunedì 29 gennaio 2018 Italia 1, News Spettacoli, Nicola Savino, Spettacoli
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90 Special, con Nicola Savino su Italia 1: amarcord…e poi?

E’ all’insegna dell’amarcord e, al contempo, della celebrazione il nuovo programma del mercoledì sera di Italia Uno: 90 Special. Uno studio coloratissimo, giocattoli e oggetti evocativi, filmati d’archivio per onorare, insieme ai personaggi che hanno rappresentato i volti identificativi del decennio, i mitici anni Novanta. Si rievocano la musica, la tv, il cinema, la moda di quell’epoca.

Impossibile non fare breccia, con un programma così, nel cuore di chi negli anni Novanta era giovane o addirittura bambino. Di chi è cresciuto con Bim Bum Bam, di chi si è innamorato sulle note di Come Mai degli 883, di chi cenava con Luna Park e la sua indimenticabile Luna nera, di chi trascorreva i pomeriggi in compagnia di Non è la Rai. Un tuffo nel passato, nella propria infanzia o giovinezza, che non può non emozionare.

E non a caso 90 Special è tra i programmi tv più commentati sui social: difficile resistere alla tentazione di condividere, con la tribù del web, ricordi che accomunano e che rimandano indietro nel tempo.

A tenere le redini della serata un Nicola Savino sempre garbato, mai sopra le righe ma che, forse, non esprime sempre appieno quell’energia trascinante di cui lo sappiamo capace. Al suo fianco una Katia Follesa che non dà il meglio di sé, proponendo gag un po’ sottotono. Poi c’è l’immancabile bellissima di turno: Ivana Mrazova, fresca fresca di Grande Fratello vip (e dell’annuncio della sua love story con Luca Onestini).

90 Special emoziona e commuove perché ci parla di noi, perché ci ricorda volti, consuetudini, rituali che hanno scandito il nostro passato. Tuttavia al programma sembra mancare una struttura chiara e solida, le gag risultano talvolta forzate, gli interventi degli ospiti tirati spesso un po’ troppo per le lunghe (anche se c’è chi, come Alessia Merz o Simona Tagli, fa solo qualche piccola comparsata). L’impressione è quella di trovarsi davanti a un contenitore riempito di tanti spunti ed elementi che, però, non sempre danno vita a un insieme armonioso e, soprattutto, capace di tenere viva l’attenzione per oltre tre ore di puntata.