Da domani smettete di comprare acqua in bottiglia

Se vi dico 'borraccia' sicuramente pensate a quella, pesante e vecchiotta, che usate per le gite in montagna. Ebbene, in realtà è la soluzione al problema della plastica e dell'inquinamento. Scoprite perché dovreste preferirla alle 'care', vecchie bottigliette confezionate

Giorgia Asti Redattrice Lunedì 17 settembre 2018 Ambiente, Il nano che ti sveglia, Impatto ambientale
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Da domani smettete di comprare acqua in bottiglia
Foto di Kate Joie / Unsplash.com

L’Italia è il secondo Paese nel mondo e il primo in Europa per consumo di acqua in bottiglia: si parla di circa 14 miliardi di litri all’anno (dato aggiornato al 2016, a oggi è sensato pensare che il numero sia cresciuto). Le bottiglie in plastica, invece, sono “solo” 8 miliardi: e non si è considerato il consumo fuori casa. Scioccati? Io sì, e infatti ho smesso di acquistarla in favore di una borraccia in acciaio. Riutilizzabile –potenzialmente- all’infinito.

Stiamo lentamente (ma in realtà, neanche tanto) distruggendo il nostro pianeta: ne sono un esempio lo scioglimento progressivo dei ghiacciai e l’effetto serra. Ma anche la plastica in mare: gli oceani stanno soffocando a causa nostra, perché ormai per mantenere il nostro stile di vita abbiamo smesso di farci domande, di cercare alternative.
Di metterci in discussione.

Si tratta certamente anche di una questione culturale, ma da sempre conviviamo con l’idea che per consumare acqua “pulita” si debba evitare come la peste quella che esce dalle nostre tubature: la realtà, però, è ben diversa.
Quella che sgorga dai rubinetti di casa, è –ovviamente- potabile e soprattutto viene controllata, per legge, almeno 4 volte all’anno: cosa che non avviene per le acque in bottiglia, i cui produttori hanno l’obbligo di effettuare analisi una sola volta all’anno, per poi inviare un’autocertificazione al Ministero della Salute. A conti fatti, quindi, i timori di bere acqua sporca o contaminata da germi e batteri sono infondati: quella di casa è buona, in alcuni casi anche migliore di quella privatizzata.

Usare una bottiglia di vetro in casa e una boraccia quando si è fuori sono gesti semplici che danno una mano a sprecare meno plastica: pensate solo a quanta ne consumate tra confezioni e bottiglie, e moltiplicate questo numero per tutta l’Italia. Non vi gira un po’ la testa?
in casa no acqua in bottiglia
Foto Di Elizaveta Galitckaia / Shutterstock.com

E se poi si volesse essere anche un po’ egoisti, beh, basterebbe pensare al risparmio: 1 litro di acqua del rubinetto costa mediamente 0,0015 centesimi. Un prezzo ben lontano da quello di supermercati e ristoratori per quella confezionata, non trovate?
Portarsi dietro la borraccia non è poi così drammatico: sì, ovviamente pesa più di una bottiglietta in leggerissima plastica, ma ha alcuni vantaggi. Oltre a quelli già elencati per ambiente ed economia domestica, consente di trasportare bevande calde e fredde e di mantenerle alla giusta temperatura per molte, molte ore (quasi un giorno, a dirla tutta).
Certo, magari quando la tirerete fuori a pranzo con i colleghi vi beccherete qualche battutina sul vostro essere braccine corte (true-story), ma volete mettere la soddisfazione di sapere che non state contribuendo all’inquinamento globale? Io non demordo: ogni goccia fa la differenza nel mare.
Quindi da domani basta acqua in bottiglia e via libera alla borraccia in acciaio: l’ambiente e le tasche ringrazieranno.