Tasse sulla benzina, la leggenda delle accise per la guerra in Etiopia

Tagliare le tasse sui carburanti, che in Italia sono tra i più cari d'Europa, è un'operazione di buon senso. Per farlo non c'è bisogno di riprendere storie ad effetto superate da più di 20 anni

Pubblicato da Roberto Bosio Giovedì 12 aprile 2018

Tasse sulla benzina, la leggenda delle accise per la guerra in Etiopia
Una pompa di benzina / ansa

Quanto pesano le tasse sul prezzo di benzina e diesel? Rispettivamente il 65 ed il 61% del prezzo finale – secondo la rilevazione del Mise del 9 aprile 2018. Colpa delle accise e dell’Iva – che si calcola in percentuale sul prezzo industriale più le accise.

Com’è composto il prezzo della benzina e del diesel

All’inizio del mese di aprile, il prezzo medio della benzina al distributore era di 1,556 euro al litro. Di questa cifra il 47% è rappresentato dalle accise – 0,728 euro -, mentre un altro 18% è da imputare all’Iva – 0,281 euro. Per il diesel la situazione cambia di poco. Il prezzo finale medio è pari a 1,433 euro al litro. Il 43% di questo valore è dovuto alle accise – 0,617 euro -, il 18% dall’Iva – 0,259 euro. Per entrambi i carburanti, solo l’8% del prezzo serve a remunerare tutti i componenti della filiera petrolifera.

Prezzi dei carburanti in Europa

Nonostante questo livello di imposizione, non siamo il paese europeo con il prezzo dei carburanti più elevato, la benzina è più cara in Grecia, Islanda, Olanda e Norvegia, il diesel è più costoso in Islanda, Svezia e Norvegia, il Gpl in Francia, Grecia, Olanda, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Ungheria.

Le accise più assurde sui carburanti

Da anni stanno circolando elenchi di accise, introdotte negli ultimi 70 anni per finanziare guerre o ricostruzioni e poi diventati strutturali. Questi vecchi giustificativi sono però scomparse da un pezzo: nel 1995, un decreto del governo Dini ha riunificato tutti gli aumenti storici delle accise eliminando le ridicole giustificazioni – come la guerra di Etiopia o la ricostruzione legata al disastro del Vajont.

Le ultime accise sui carburanti

Il vizio di introdurre accise su benzina e diesel per esigenze straordinarie per renderli poi strutturali è un filo che unisce i governi dagli anni trenta ad oggi. L’ultimo governo Berlusconi, nel 2011 ha aumentato le accise di 5,6 centesimi per finanziare prima il fondo Spettacolo e cultura, quindi le spese per la gestione della crisi libica e infine per le alluvioni in Liguria e Toscana. Il governo Monti, con il decreto “salva Italia” ha aumentato di 9 centesimi l’accisa sulla benzina e di 12 quella sul gasolio. Sempre lo stesso esecutivo, nel 2012, ha introdotto altri 2 centesimi di aumento per il terremoto in Emilia e altri 0,42 centesimi per l’emergenza in Abruzzo. Tutti resi strutturali con la legge di Stabilità del 2013.