Covid-19: proclamato il cessate il fuoco nei paesi in guerra | Nanopress

Covid-19: proclamato il cessate il fuoco nei paesi in guerra

In tutto il mondo, dallo Yemen alla Siria e dal Camerun alle Filippine, ribelli e eserciti governativi sono intenzionati a rispettare la tregua. Un appello lanciato dal Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. È uno dei pochi effetti positivi del Covi-19.

Pubblicato da Francesco Stavolo Sabato 28 marzo 2020

António Guterres
António Guterres -Foto Getty Images | Drew Angerer

Forse, non tutti i mali vengono per nuocere. Tale proverbio rispecchia gli effetti sortiti dalla pandemia del Covid-19, nella maggioranza dei casi drastici, ma in alcune occasioni hanno risvolti positivi. Infatti, il Covid-19 influenza anche la sfera dei conflitti politico-sociali nel mondo. Vediamo nel dettaglio.

Lunedi 23 Marzo, il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, aveva lanciato un appello alle fazioni in lotta affinché facessero tacere le loro armi: “Il nostro mondo fronteggia un comune nemico: Covid-19. Al virus non interessano nazionalità, gruppi etnici, credo religiosi. Li attacca tutti, indistintamente. Intanto, conflitti armati imperversano nel mondo. E sono i più vulnerabili – donne e bambini, persone con disabilità, marginalizzati, sfollati – a pagarne il prezzo e a rischiare sofferenze e perdite devastanti a causa del Covid-19”. La richiesta era soprattutto destinata a proteggere i civili delle zone di guerra, i più vulnerali di fronte alla furia del Covid-19. Ma nessuno sperava che le sue parole venissero ascoltate sul campo dai vari belligeranti.

La tregua temporanea

Invece, nei pesi in guerra, dalle Filippine al Camerun e dallo Yemen alla Siria, le diverse fazioni ribelli e gli eserciti governativi contro cui combattono sono giunti ad una tregua temporanea per difendersi da un’altra aggressione, più subdola e potenzialmente altrettanto mortifera, quella della pandemia virale.

Nel frattempo, nei teatri di guerra si è subito colta l’opportunità di una tregua. Ne è un esempio Martin Griffiths, l’inviato dell’Onu nello Yemen, Paese devastato da cinque anni di guerra, ha riportato le risposte positive per un cessate il fuoco  giunte sia dai ribelli houthi sia dal governo yemenita per lottare contro il Covid-19. Lo stesso è accaduto in Camerun, dove i ribelli anglofoni delle Forze di difese camerunensi del Sud hanno proclamato un cessate il fuoco temporaneo. Un messaggio analogo è giunto dal Partito comunista delle Filippine, al governo del Paese. E ieri anche le Forze democratiche siriane hanno sostenuto l’idea di una tregua e si sono dette disponibili “a fermare ogni azione militare” nel nord-est del Paese.

Dunque, anche il male peggiore ha i suoi risvolti positivi. Dal calo dell’inquinamento ambientale fino alla tregua dei conflitti globali, il Covid-19 è riuscito a fermare, oltre alla vita di tutti i giorni, anche le calamità più sanguinose per il nostro pianeta.

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