90enne sopravvissuta all’Olocausto picchiata a sangue sul bus

Un'amara coincidenza: nel 1986 il marito della signora Fogelman fu picchiato da uno sconosciuto per futili motivi e morì

Pubblicato da Redazione NanoPress Mercoledì 16 gennaio 2019

90enne sopravvissuta all’Olocausto picchiata a sangue sul bus

Una violenza cieca e immotivata è quasi costata la vita ad un’esile e inerme ultranovantenne. Hanka Fogelman, 92enne di Montreal, è stata pestata sul bus da uno sconosciuto. La donna, di origini ebraiche, è una superstite dell’Olocausto. Durante gli anni delle persecuzioni naziste tutta la sua famiglia fu internata e sterminata nei campi di concentramento. Ma la vita di Hanka Fogelman è stata segnata anche da un altro terribile evento, che alla luce degli ultimi fatti rappresenta un’amara coincidenza: nel 1986 anche il marito della signora Fogelman fu picchiato da uno sconosciuto e morì.

La signora Fogelman aveva richiesto un passaggio in minivan alla Société de transport de Montréal. La donna doveva andare a trovare la figlia. All’interno del van c’erano altre due persone, un uomo e una donna. Ad un certo punto l’uomo si sarebbe accanito sull’anziana senza alcun apparente motivo. Ecco cosa ha dichiarato l’autista: “L’aggressore ha picchiato quella povera anziana senza alcuna ragione. La signora se ne stava in silenzio facendo un cruciverba. E ad un certo punto quel tale ha iniziato a picchiarla”.
Dalle prime informazioni disponibili sembra che l’uomo sia affetto da problemi psichici. L’anziana ha impiegato più di un mese per riprendersi dall’aggressione.

Tutta la vita di Hanka Fogelman è stata segnata dal lutto e dal dolore: Hanka nacque in Polonia e quando aveva 13 anni tutta la sua famiglia venne rastrellata e rinchiusa in un campo di concentramento, dove fu trucidata. Hanka riuscì a sopravvivere perché fu destinata ai lavori forzati: per tutto il giorno era costretta a cucire le divise per i soldati nazisti e per i prigionieri. Hanka passò 6 anni in condizione di schiavitù nel campo nazista e venne liberata a 19 anni nel 1945. Di lì a poco emigrò in Svezia e poi in Canada.

Nel 1986 un altro terribile lutto: suo marito Léon Besnos fu picchiato a morte da uno sconosciuto. L’auto dell’uomo aveva preso in pieno una pozzanghera e gli schizzi d’acqua avevano sporcato una coppia di passanti. Léon Besnos si fermò per scusarsi, ma fu aggredito e picchiato a sangue. Pochi minuti dopo, rimessosi alla guida, per l’agitazione ebbe un attacco di cuore al volante e immediatamente dopo il trasporto in ospedale.