Spagna, bimbo di 2 anni caduto nel pozzo: avviato il recupero

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La tragedia che ricorda la drammatica vicenda di Alfredino Rampi, che cadde in un pozzo a Vermicino nel 1975, si potrebbe concludere oggi stesso anche se restano molto deboli le speranze di ritrovare il bimbo vivo

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 14 gennaio 2019

Spagna, bimbo di 2 anni caduto nel pozzo: avviato il recupero
Il luogo dell'incidente. ANSA

(Segue aggiornamento del 22 01 2018)

Dalla Spagna arrivano alcune novità sull’incidente drammatico che ha scosso l’intero Paese e che ha coinvolto un bimbo di due anni caduto in un pozzo mentre giocava nella proprietà di un familiare nella Sierra di Totalan vicino Malaga. È finito il lavoro di scavo e il tunnel è pronto per essere utilizzato. I soccorritori ora potranno raggiungere Julen, anche se le speranze di trovarlo vivo sono attaccate a un filo.

L’incidente durante una scampagnata

Il piccolo Yulen è precipitato giù nel pomeriggio di domenica 13 gennaio, in un pozzo largo 25 cm e profondo 110 metri. Stava giocando insieme ai cuginetti mentre il padre raccoglieva della legna.

Diverse squadre di uomini dei vigili del fuoco, della protezione civile e della Guardia civil sono impegnati da giorni nel tentativo di soccorrere il bambino dopo averlo individuato. Cosa che purtroppo ancora non è mai avvenuta. Ma il tunnel per raggiungere il bimbo sotto terra è ormai finito. E’ quindi questione di poco tempo: tra poco si saprà se il piccolo è vivo.

Al momento non è stato ancora contattato il bambino, quindi non si sa dove si trovi, ma i soccorritori finalmente dovrebbero raggiungerlo dopo giorni e giorni in cui i lavori di scavo sono stati parzialmente impediti per la conformazione del terreno.

I genitori del piccolo, José Roselló e Victoria Garcia, continuano a seguire le operazioni di salvataggio assistiti da psicologi della Protezione civile. L’attesa è estenuante ma la speranza di ritrovare vivo il piccolo, per i genitori, è ancora viva. Victoria e José nel 2017 avevano già perso un altro figlio di tre anni a causa di problemi di cuore e in lui confidano per una sorta di miracolo: “Mia moglie ha il cuore spezzato, è come se fossimo morti. Ma abbiamo un angelo lassù che ci aiuta”, dicono: “Aiuterà mio figlio a uscirne vivo il più presto possibile”.

La Spagna è col fiato sospeso

In aiuto ai soccorsi è stato usato un robot munito di telecamere, che è stato infilato nel pozzo. Purtroppo però l’attrezzo non è riuscito ad andare oltre i 78 metri, a causa di una frana.

Le rocce hanno ostacolato le operazioni di soccorso. Per permettere le operazioni di salvataggio del piccolo Yulen si è usata quindi una potente pompa aspiratrice per prelevare il materiale franato a 78 metri di profondità, che impediva al robot sonda di raggiungere il fondo del pozzo, a 110 metri. Julen è molto piccolo e il pozzo molto profondo. Il terreno, come si è visto, è difficile da scavare. Ma ci sono tracce del bimbo, sono stati ritrovati alcuni suoi capelli e carte di caramelle e dolciumi che probabilmente aveva con sé quando è caduto.

Il posto dove è avvenuto l’incidente e dove sono in atto gli scavi. ANSA

Allo stesso tempo, la cavità di 25 centimetri di diametro è stata ” intubata” per rafforzarne le pareti e impedire nuovi cedimenti di terreno, che potrebbero seppellire definitivamente il piccolo Yulen.

La tragedia che sta preoccupando la Spagna in queste ore ricorda la drammatica vicenda di Alfredino Rampi, che cadde in un pozzo a Vermicino nel 1975. Ma il piccolo Julen potrebbe essere ancora vivo. Secondo gli speleologi: ”La conformazione delle rocce sotterranee fa sì che l’aria circoli anche in profondità, quindi il bimbo potrebbe respirare senza problemi”.

Diversi i tentativi falliti

Gli uomini dei vigili del Fuoco hanno provato a scavare un tunnel orizzontale, perpendicolare al pozzo, ma purtroppo questo primo tentativo dei soccorritori di raggiungere il bambino non ha portato gli esiti sperati a causa dell’elevata instabilità del terreno. Per questo motivo si è pensato ad un’alternativa, quella di tentare di salvare il piccolo attraverso un nuovo tunnel verticale, una sorta di “un pozzo parallelo” a quello nel quale è precipitato il bambino.

Subito dopo la messa in sicurezza di questo nuovo tunnel si metteranno a lavoro gli uomini del corpo di salvataggio dei minatori asturiani: si caleranno con una capsula come quella utilizzata nel 2010 per il salvataggio dei minatori cileni e cominceranno a scavare con le mani il canale orizzontale fino al pozzo dov’è Julen.

I soccorritori, inutile dirlo, sperano di trovarlo ancora in vita anche se il bimbo, precipitato il 13 gennaio, non ha mai dato segni di questo tipo.