Bimbi migranti al confine tra Messico e Stati Uniti marchiati con numeri sulle braccia

Da giorni negli Stati Uniti si discute molto delle condizioni in cui si trovano i migranti, soprattutto i minori, al confine con il Messico, e le misure a cui vengono sottoposti

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 18 dicembre 2018

Bimbi migranti al confine tra Messico e Stati Uniti marchiati con numeri sulle braccia

Ci sono centinaia di bambini nella carovana di migranti che da settimane preme al confine tra Messico e Stati Uniti. Il loro destino è di essere separati dai genitori, se va bene, perdere la vita, se va male. La scorsa settimana una bambina del Guatemala di nemmeno 8 anni è morta poco dopo essere stata presa in custodia dalla polizia di frontiera Usa. Nessuno si era accorto che era fortemente disidratata e denutrita, non mangiava da giorni. In queste ore un video che mostra i bambini segnati con numeri progressivi sulle braccia sta facendo indignare il mondo, riportando alla memoria le schedature naziste.

Il video diventato virale

I bambini migranti con i numeri identificativi scritti sulle braccia sono stati ripresi in un video fatto circolare dalla rete Nbc. Immediati si sono alzati i cori di indignazione per il metodo troppo simile alla pratica nazista di tatuare sulle braccia degli ebrei i numeri di detenzione nei campi di sterminio.

Va ricordato che le immagini dei bimbi marchiati giravano già da qualche settimana. Il primo a pubblicarle è stato il fotografo dell’agenzia di stampa Reuters, José Luis González, che segue la carovana dei migranti arrivata al confine messicano dall’Ecuador e ha fotografato quello che accade a Ciudad Juarez nella gestione dei migranti.

Le polemiche e le precisazioni

Dopo le polemiche scoppiate sui social a proposito dei bambini migranti al confine tra Messico e Stati Uniti con i numeri identificativi scritti sulle braccia, sul quotidiano israeliano Haaretz è arrivata una sorta di precisazione circa gli autori: “I numeri dei bambini migranti sono scritti con dei pennarelli dagli agenti della polizia di frontiera messicana, non dagli americani”, si legge sulle pagine del giornale.