Malasanità: detersivo al posto della soluzione fisiologica per lavare i polmoni, muore 68enne

Le etichette su alcuni flaconi erano state poste in modo errato, quindi i polmoni del paziente furono lavati con detergenti diluiti, usati per sterilizzare le attrezzature, invece della soluzione salina.

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 27 novembre 2018

Malasanità: detersivo al posto della soluzione fisiologica per lavare i polmoni, muore 68enne
Foto Pixabay

Un uomo di 68 anni è deceduto due settimane dopo che i medici dell’ospedale avevano trattano un’infezione polmonare lavando gli organi con detersivo anziché con soluzione fisiologica. Il tragico errore sarebbe accaduto per uno scambio di etichette.

William Hannah, 68enne, di Bolton, a settembre dello scorso anno era stato ricoverato al Salford Royal Hospital dopo un brutto incidente stradale. Era stato investito da un’auto e aveva subito ferite gravi, tra cui un trauma cranico, oltre a fratture multiple.

Fu immediatamente curato, ma nonostante i primi trattamenti, le sue condizioni continuarono a peggiorare e fu trasferito presso l’unità di terapia intensiva dell’ospedale, dove fu attaccatto a una macchina che lo aiutava a respirare.

A quel punto il signor Hannah sviluppò un’infezione polmonare. I medici decisero allora di eseguire una procedura di emergenza per cercare di liberare i polmoni dall’infezione e migliorare la respirazione. Ma qualcosa è andato storto.

Il carrello contenente l’attrezzatura necessaria al trattamento polmonare non era stato rifornito a dovere prima della procedura, secondo un’indagine interna all’ospedale. Così il medico chiese a un membro del personale infermieristico di portare un flacone di soluzione salina per il lavaggio bronchiale.

Tuttavia, a causa di un errore di comunicazione e di etichettatura errata delle bottiglie, al medico è stata consegnata una miscela detergente, utilizzata per pulire e sterilizzare le attrezzature, che è stata poi impiegata per lavare i polmoni del signor Hannah. Un rapporto interno all’ospedale mostra che, quando l’errore fu scoperto, fu eseguito un secondo “lavaggio completo del polmone destro”. Nelle successive 33 ore le condizioni del paziente continuarono a peggiorare e iniziò a mostrare sintomi di sepsi e collasso cardiovascolare.

L’uomo non si è mai ripreso ed è morto il 16 settembre 2017, circa due settimane dopo il ricovero in ospedale, ma non è ancora noto se la procedura mal riuscita, sicuramente dovuta a un errore umano, abbia avuto un ruolo fondamentale nel suo decesso. Sono infatti ancora in corso ulteriori test per scoprire se l’errore abbia causato direttamente la morte del signor Hannah. L’inchiesta relativa arriverà in Tribunale a febbraio.