14enne scomparsa nel 2003: ‘E’ stata abusata, fatta a pezzi e venduta come kebab’

Alla ricerca dell'adolescente, gli inquirenti che si sono occupati del caso della scomparsa di Charlene hanno seguito, negli anni, piste diverse. Purtroppo senza giungere a una conclusione

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 30 ottobre 2018

14enne scomparsa nel 2003: ‘E’ stata abusata, fatta a pezzi e venduta come kebab’
Foto da Youtube

Di lei non si è saputo più niente dal mese di novembre del 2003. Quindici anni fa la ragazzina scomparsa dalla sua casa di Blackpool aveva solo 14 anni. Charlene stava crescendo e da adolescente in piena conoscenza del mondo era diventata un po’ ribelle in famiglia. Quando è scomparsa nel nulla i genitori pensavano fosse una bravata e che l’avrebbero rivista dopo poco. Invece di lei si sono perse le tracce. Solo dalle ricostruzioni della polizia e dalle indagini svolte dagli inquirenti si è arrivati a una possibile verità. Inquietante e inaccettabile per i genitori, ma soprattutto non definitivamente provata.

Che fine ha fatto Charlene Downes?

Alla ricerca dell’adolescente, gli inquirenti che si sono occupati del caso della scomparsa di Charlene hanno seguito, negli anni, piste diverse. Ma ancora oggi i suoi genitori non sanno cosa sia accaduto.

In un primo momento fu indagato lo stesso padre della ragazza, Bob Downes. Fu arrestato con l’accusa di aver ucciso la figlia dopo che lei avrebbe scoperto il suo ‘vizietto’ del travestimento. Da qualche tempo l’uomo diceva di provare un forte senso di femminilità che lo portava di fatto a vivere una doppia vita. Ma col passare del tempo si è capito che lui non era responsabile della scomparsa della figlia.

Nel 2006 la polizia pensava di dichiarare chiuso il caso spiegando che c’erano diverse evidenze del fatto che Charlene fosse morta. Ma Bob e Karen hanno continuato a sperare che la figlia fosse da qualche parte, viva.

Il processo ai venditori di kebab

Nel 2007 il giordano Iyad Albattikhi, proprietario di una rosticceria di kebab, e l’iraniano Mohammed Reveshi, hanno subito un processo con l’accusa di aver ucciso Charlene. Non solo, secondo gli inquirenti i due l’avevano anche fatta a pezzi per poi servirla ai clienti del ristorante. C’erano persino i racconti di diversi testimoni oculari, ma alla fine gli imputati sono stati assolti e risarciti per ingiusta detenzione.

”Quando ho sentito per la prima volta che mia figlia era stata servita come carne per il kebab, sono quasi svenuta e sono scappata in bagno a vomitare – racconta oggi Karen al Mirror – Non potevo certo immaginare che facesse una fine del genere”. Ma le indagini a un certo punto hanno seguito la pista della prostituzione minorile. Charlene, secondo gli inquirenti, avrebbe iniziato a prostituirsi per alcuni membri di una banda di criminali di origini asiatiche. Ma anche questa ipotesi si reggeva su illazioni e non fu supportata da alcuna prova concreta.

Che fine ha fatto Charlene Downes? Ancora non c’è pace per la sua famiglia che non è riuscita a sapere più nulla della ragazzina. L’ultimo fermo per la scomparsa di Charlene risale all’agosto del 2017. Ma solo dopo pochi giorni l’uomo arrestato è stato rilasciato senza nessuna accusa a suo carico. La mamma ha raccontato di non aver perso la speranza di poterla riabbracciare: ”Ogni tanto mi concentro a sentire i rumori che vengono dall’esterno della casa. Mi aspetto sempre che, da un momento all’altro, Charlene apra la porta e dica: “Mamma, sono qui”.

Un caso ancora irrisolto

Nel frattempo il caso della scomparsa di Charlene resta irrisolto. Il suo corpo non è stato mai trovato. ”La polizia ci ha assicurato che continuerà a concentrarsi sul caso, noi ora andiamo avanti – ha spiegato straziata la mamma della 14enne – anche perché l’amore dei nostri nipotini, i figli delle sorelle di Charlene, un po’ ci solleva da tutto questo dolore”. La conferma che la polizia è ancora a lavoro è arrivata anche dall’ispettore capo della polizia del Lancashire, che ha assicurato: ”Siamo impegnati a trovare Charlene e il suo assassino. Continuiamo a concentrarci sullo sfruttamento sessuale dei bambini”.