Come evitare di gettare la colazione nella spazzatura: il vademecum anti-spreco

Tutti dovrebbero contribuire ogni giorno a ridurre gli sprechi alimentari. Ecco cosa possiamo fare come consumatori per evitare che tonnellate di cibo vadano a finire nella spazzatura

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 22 ottobre 2018

Come evitare di gettare la colazione nella spazzatura: il vademecum anti-spreco
Foto Pixabay

Combattere il fenomeno dello spreco è una delle quattro sfide che la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2018. Anche se nelle intenzioni le famiglie italiane sono in prima linea per combattere lo spreco alimentari, oltre un quarto dei nuclei familiari non riesce a trovare un modo facile per evitare di far finire il cibo nella spazzatura. La difficoltà sembra manifestarsi soprattutto alla colazione. Oltre l’80% delle famiglie intervistate dichiara infatti che è durante il primo pasto della giornata che si buttano via cereali e pane.

#ZeroHunger è l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero due nell’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della povertà, della fame e della malnutrizione.

Ogni mese in Italia finisce nella spazzatura il corrispettivo di 800 scatole da 500g di cereali. Lo rileva uno studio realizzato da Kellogg, leader nella produzione di cereali per colazione, con l’istituto di ricerca YouGov. Insieme hanno cercato di capire come le famiglie italiane affrontano il tema dello spreco alimentare. E in più è stato pensato un vademecum per tagliare gli sprechi dalla prima colazione. Una serie di consigli pratici per migliorare le abitudini dei consumatori.

Come fare per non gettare cibo nella spazzatura

Circa un terzo degli alimenti prodotti ogni anno globalmente (circa 1,3 miliardi di tonnellate) viene buttato nella spazzatura. Uno spreco inaccettabile dato che la povertà interessa quasi 55 milioni di persone in Europa.

1) Acquistate solo ciò che manca in dispensa, senza esagerare. La pianificazione degli acquisti permette di avere sempre le idee chiare su cosa serve realmente.

2) Leggete bene le etichette. “Termine Minimo di Conservazione” e “Data di Scadenza” significano cose diverse. Nel primo caso, se un alimento è “da consumarsi preferibilmente entro” una certa data, vuol dire che dopo quella data l’alimento perde alcune caratteristiche qualitative, ma è ancora commestibile. “Da consumarsi entro” indica invece la data di scadenza oltre la quale il prodotto può essere pericoloso per la salute dell’uomo. Secondo i dati della Commissione Europea, infatti, quasi il 10% dello spreco alimentare è imputabile proprio alla non comprensione di questa differenza.

3) Fate porzioni delle quantità. Non eccedete. Ad esempio misurate circa mezza tazza da tè per avere la porzione di cereali consigliata per la colazione dei bambini (30g). Tenete traccia di quello che viene buttato così da trovare soluzioni correttive.

4) Conservare in modo adeguato i cibi. Controllate cosa può essere congelato. Verificare la temperatura del frigo (ideale da 1 a 5°C). I cereali vanno conservati in un contenitore ermetico per non farli diventare molli. Seguite le date di scadenza e consumate prima i cibi che scadono prima.

5) Non sprecare i resti. Potete usare i cereali sbriciolati raccogliendo le briciole in fondo al sacchetto come ingredienti di smoothie e frullati, topping di macedonie e yogurt, aggiunta all’impasto di torte o come decorazione.

In collaborazione con AdnKronos