Policlinico Milano: dopo il latte ‘Ca’ Granda’ in arrivo altri alimenti

Il latte della Fondazione, microfiltrato e biologico, è il primo concreto frutto della cura posta nella filiera e anche un modo ''per recuperare l’antica tradizione dell’ospedale''

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 15 ottobre 2018

Policlinico Milano:  dopo il latte ‘Ca’ Granda’ in arrivo altri alimenti
Foto Pixabay

Prosegue l’attività del Policlinico di Milano che con la sua Fondazione Sviluppo ‘Ca’ Granda’ punta a realizzare una propria filiera alimentare di qualità. Alimenti che non solo finiranno nei pasti distribuiti nelle corsie d’ospedale ma che saranno disponibili anche al consumatore finale grazie a un accordo in esclusiva con Esselunga.

Cibo come acceleratore di salute e prevenzione

Per ora c’è il latte, munto e lavorato a pochi chilometri da Milano, ma la linea ‘Ca’ Granda’ includerà presto altri prodotti, come lo yogurt, i formaggi e il riso.

Il Policlinico e la sua fondazione in tre anni hanno realizzato un progetto unico in Italia. Forte dei suoi 85 milioni di metri quadrati di terreni agricoli, che lo rendono il più grande proprietario terriero d’Italia. L’Ospedale è diventato non solo un luogo di cura e di ricerca, ma anche di promozione di un’agricoltura biologica e sostenibile. Il tutto finalizzato a nutrire malati e cittadini.

Già nel 1500, l’antica Ca’ Granda usava i prodotti delle proprie terre per nutrire i poveri e gli ammalati. Lo ha ricordato Marco Giachetti, presidente del Policlinico e della Fondazione Sviluppo.

“Nel 1456, l’Ospedale Maggiore è nato già con questi presupposti. E’ diventato subito la Ca’ Granda dei milanesi, perché accoglieva tutti e dava da mangiare in un momento di penuria di cibo. E la malnutrizione era veramente una piaga sociale. Accorgendosi dell’importanza sociale del progetto, i milanesi hanno iniziato a donare all’ospedale terreni. Noi pian piano, stiamo tornando a fare un’operazione di recupero in chiave moderna e innovativa”.

Un circolo virtuoso che coinvolge anche l’Università Bocconi

La storica filiera oggi si arricchisce di un circolo virtuoso. Tutti i proventi della vendita del latte e della stessa Fondazione contribuiscono al finanziamento della ricerca scientifica del Policlinico. Per introdurre strumenti di innovazione nella sicurezza e nella qualità della filiera, la Fondazione si è aperta a partnership con aziende come Esselunga. E oggi si fa ispirare da realtà come Ferrero e dal mondo accademico. Come l’Università di scienza gastronomiche di Pollenzo e l’Università Bocconi.

Arrivare a questo risultato non era così scontato. Nel 2015, quando è stata realizzata la Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, lo scopo era gestire e valorizzare questo patrimonio rurale. Prima del ‘rilancio’, con la vecchia gestione, i canoni erano il 50% sotto il valore di mercato, l’Imu era salito di 300mila euro. E le mancate manutenzioni avevano procurato danni alle strutture per 20 milioni di euro, come spiegato dal dg Achille Lanzarini.

In tre anni, la nuova gestione ha riportato i canoni a livelli di mercato; ha ridotto l’Imu dopo la vendita di alcuni terreni e portato nelle casse del Policlinico di Milano 12 milioni.

Il latte della Fondazione, microfiltrato e biologico, è il primo concreto frutto di questa cura e anche un modo “per recuperare l’antica tradizione dell’ospedale”. Come ha sottolineato Giachetti, che ha preso parte a un tavolo di lavoro sui modelli virtuosi di filiera agroalimentare che si è tenuto all’Abbazia di Mirasole a Opera (Milano).

In collaborazione con AdnKronos