Muore a otto anni mangiando metanfetamina: pensava fossero cereali

Il padre, pregiudicato, non ha chiamato i soccorsi per paura di avere problemi con la polizia.

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    Muore a otto anni mangiando metanfetamina: pensava fossero cereali

    Un bambino di otto anni è morto dopo aver ingerito cristalli di metanfetamina che il padre aveva lasciato in un piatto sul tavolo di cucina. Il bambino probabilmente ha scambiato la droga per cereali e ne ha fatto una scorpacciata. Purtroppo così facendo ha ingerito più di 180 volte la dose letale di metanfetamina per l’uomo. In più il padre non ha chiamato subito i soccorsi per il figlio, temendo di poter andare a finire direttamente in prigione. Il piccolo è quindi morto tra atroci sofferenze, hanno spiegato gli inquirenti che stanno seguendo il caso.

    Curtis Collman III è morto dopo aver mangiato diverse dosi di metanfetamina lasciate incustodite dal padre.

    Il bambino presumibilmente non sapeva che si trattava della scorta di droghe di suo padre, ma ha pensato che quelli nel piatto fossero dei cereali.

    L’incidente mortale è avvenuto a Jackson, in Indiana, il 21 giugno scorso, ha portato all’arresto del padre del ragazzo, Curtis Collman II. Il quale è stato successivamente accusato di negligenza e omicidio, nonché di furto e possesso di armi da fuoco. A suo carico aveva già altre segnalazioni come molestatore sessuale.

    Il 41enni Curtis Collman II, padre del giovane ragazzo che stava male dopo l’assunzione del massiccio quantitativo di metanfetamina, non ha immediatamente chiamato i servizi di emergenza quando ha realizzato cosa era successo a suo figlio. Non ha chiamato medici né soccorsi, ma ha telefonato a un amico dicendogli che suo figlio stava male.

    All’arrivo dell’amico in casa, l’uomo gli avrebbe urlato: “Non tornerò in prigione” per poi minacciare di uccidere se stesso, suo figlio e l’amico usando la sua pistola.

    A quel punto ha trasportato suo figlio, che già presentava convulsioni e stava soffrendo moltissimo, a casa dei suoi genitori.

    Solo a quel punto i nonni del ragazzo si sono decisi a chiamare il numero del servizio di emergenza, ma quando i soccorritori sono arrivati hanno solo potuto constatare che era troppo tardi per salvare Curtis Jr.

    Il detective della polizia di Jackson, Tom Barker, ha dichiarato in merito al fatto: ”Chiunque sia un genitore sarebbe emotivamente turbato da una notizia del genere, è una specie di colpo, un pugno allo stomaco se hai dei bambini, sapere che un bambino è morto così, tra atroci sofferenze”.