Boss della mafia pugnalato a morte dalle 3 figlie di cui aveva abusato sessualmente

Le tre ragazzine si sono messe d'accordo per ammazzare il padre violentatore

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 30 luglio 2018

Boss della mafia pugnalato a morte dalle 3 figlie di cui aveva abusato sessualmente

Dopo anni di abusi sessuali, maltrattamenti, torture e violenze di ogni genere, tre sorelle adolescenti avrebbero ucciso il loro padre, Mikhail Khachaturyan, 57 anni, ritenuto un esponente della criminalità organizzata russa. Le tre adolescenti si sarebbero vendicate del padre orco che per anni le aveva seviziate, e lo hanno ”giustiziato” in casa loro, colpendolo con dozzine di pugnalate.

Le sorelle adolescenti Kristina, 19 anni, Angelina, 18 e Maria, 17 anni, sono state quindi accusate di omicidio per aver ucciso loro padre nella casa di Mosca.

Le tre ragazze hanno affermato che il giorno dell’omicidio l’uomo le aveva minacciate con un coltello nel loro appartamento vicino all’autostrada Altufievskoe a Mosca. Una delle tre sorelle, allora, aveva afferrato il coltello per pugnalarlo, e subito dopo le altre due si erano unite all’attacco.

L’uomo ha cercato di fuggire dall’appartamento ma è stato ferito nuovamente da un’altra ondata di pugnalate, ed è morto vicino all’ascensore del caseggiato in cui viveva la famiglia.

Amici e vicini hanno affermato che il padre era tirannico e che sua moglie lo aveva lasciato a causa dei suoi abusi, mentre un figlio, ora studente dell’Università di Mosca, era stato letteralmente “buttato fuori” di casa dal padre quando aveva 16 anni. Addirittura alcuni vicini di casa hanno testimoniato di sapere che l’uomo aveva costretto almeno una delle figlie a praticargli un rapporto orale, e in una occasione le avrebbe portate nel bosco con l’intenzione di ucciderle.

La polizia di Mosca ha detto ai giornalisti che tutte e tre le sorelle hanno confessato di essersi messe d’accordo per uccidere congiuntamente il padre, affermando di aver sofferto per anni di orribili abusi da parte di quell’uomo che, sempre secondo i loro racconti, era pure un tossicodipendente, un eroinomane, ma probabilmente era solo uno spacciatore legato al mondo criminale. Di certo c’è che nell’Audi Q7 di Khachaturyan la polizia ha trovato due chilogrammi di eroina e un arsenale di armi.

Ora le tre giovani rischiano una pena fino a 15 anni di reclusione in carcere.

Secondo quanto riferito da alcune fonti locali poi riprese dalla stampa inglese, Kristina ha detto alla polizia: “Lo odiavamo e volevamo solo una cosa, o che fosse scomparso o che non lo avessimo mai conosciuto. Volevamo che lui andasse via e non tornasse mai più”.