Psoriasi e artrite psoriasica, nuova ‘arma’ terapeutica rimborsabile dal Ssn

Un farmaco che soddisfa le aspettative di medici e pazienti, andando a coprire una fascia critica di pazienti, i moderati, che possono contare su un trattamento estremamente adattabile alle proprie necessità.

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    Psoriasi e artrite psoriasica, nuova ‘arma’ terapeutica rimborsabile dal Ssn

    Gli italiani con psoriasi hanno una nuova ‘arma’ terapeutica rimborsabile dal Ssn per contrastare la patologia. La psoriasi, lo ricordiamo è una malattia spesso sottovalutata che si manifesta con placche eritemato-squamose localizzate principalmente sulle superfici di gomiti e ginocchia, regione lombosacrale, cuoio capelluto e regioni palmo-plantari – che compromette la quotidianità del paziente con infiammazioni e dolori cronici.

    Per la psoriasi cronica a placche, da moderata a grave, in pazienti adulti, da oggi c’è un nuova terapia rimborsabile dal Ssn: si chiama Otezla* (apremilast) di Celgene. E’ un farmaco orale che, grazie ad un meccanismo d’azione intracellulare unico, funge da inibitore della fosfodiesterasi 4 (PDE4), controllando i mediatori proinfiammatori e antinfiammatori coinvolti nella psoriasi e nell’artrite psoriasica.

    La sua azione mira alla “riprogrammazione delle cellule” su cui opera, e permette una nuova frontiera nel trattamento dei pazienti che presentano una patologia moderata, che spesso non possono essere trattati con altre terapie. Ad esempio, “esistono evidenze che dimostrano una particolare indicazione di questa terapia in chi soffre di sindrome metabolica”, ha spiegato Giampiero Girolomoni, direttore della Clinica dermatologica dell’università di Verona e presidente del 93esimo Congresso della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), che sottolinea quanto sia importante il giusto trattamento nella storia di un paziente che affronti una patologia cronica e complessa come la psoriasi.

    “La somministrazione per via orale, due volte al giorno” risulta essere un’ottima base di partenza per il trattamento della malattia, che in Italia viene affrontata con efficacia soprattutto nei grandi centri. “In Veneto l’accesso alle cure è abbastanza facile anche se, come capita in altre regioni italiane, è un po’ a macchia di leopardo”, ha sottolineato Girolomoni.

    “Nei piccoli centri periferici, infatti – spiega – i pazienti riscontrano maggiori difficoltà nel dialogo con il proprio medico di base, che spesso non è disposto ad adeguarsi all’intensità e alle particolarità della sua patologia. Il nuovo farmaco può intervenire proprio in questi casi, dove la psoriasi è un problema quotidiano ma, quando moderata, non del tutto invalidante. Il trattamento è rapido, non deve essere approvato da esami o screening, e si adatta alle esigenze del paziente senza effetti collaterali su altre patologie concomitanti a quella originaria”.

    Ma la psoriasi è una malattia ‘sfaccettata’, che porta con sé tante malattie. La gravità dei sintomi, la frequenza della sua cronicità, le varie forme in cui compare e la sua localizzazione la rendono infatti una patologia che difficilmente può essere interpretata e trattata in modo univoco. “Oggi parliamo ‘delle psoriasi’ e non della psoriasi”, afferma Giovanna Malara, direttore di struttura complessa presso il grande ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria. Essendo una malattia sistemica a carattere infiammatorio comporta fastidi, dolori, e presenza di malattie concomitanti che possono costituire un problema costante per il paziente.

    Spesso quando la psoriasi si presenta in forma ‘moderata’ non viene prescritto un adeguato trattamento terapeutico. “Dall’introduzione della nuova terapia – sostiene Malara – abbiamo ora un farmaco che si può ‘cucire’ sul paziente perché non si tratta né del farmaco biotecnologico, spesso d’impatto eccessivo, né di una terapia topica, che spesso è mal sopportata a causa della cronicità psoriasica”. Una rivoluzione, dunque, che si adatta ad una fascia di pazienti che prima non trovavano una risposta alle proprie necessità. “In apremilast troviamo soprattutto tutte le caratteristiche che si possono adattare al paziente moderato. Un’azione antinfiammatoria valida e una somministrazione facile e comoda per via orale”, conclude.

    Aurora Parodi, direttore della Clinica dermatologica al Policlinico San Martino di Genova, parla del farmaco che è indicato sia per la psoriasi sia per l’artrite psoriasica. “Si tratta di un cardine per trattare più patologie nello stesso trattamento. Nei casi moderati rappresenta una novità a 360 gradi nel trattamento del paziente e tra i suoi vantaggi più evidenti vi è la mancanza di interferenze con altre problematiche cliniche, non servono esami e screening per la sua somministrazione e garantisce la possibilità, inedita, di trattare con ottima efficacia anche l’artrite psoriasica. Sappiamo che oggi la psoriasi artropatica ha un’incidenza maggiore rispetto al passato, arrivando a manifestarsi nel 30% dei casi di psoriasi – prosegue Parodi – e questa nuova molecola può giocare un ruolo chiave nel trattamento di entrambe le patologie, perché agisce contemporaneamente sia sulla componente cutanea sia su quella articolare”.

    In collaborazione con AdnKronos