Fa violentare la figlia dal fidanzato: ‘Sarai libera dal diavolo’. Madre arrestata

'Mia mamma mi allargava le gambe e mi picchiava con una cintura. A volte lui mi ha posseduta tutta la notte', ha raccontato la ragazza ora diciassettenne.

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    Fa violentare la figlia dal fidanzato: ‘Sarai libera dal diavolo’. Madre arrestata

    Dall’Argentina arriva una storia di violenze e soprusi esercitati per anni su una bambina con la complicità della madre. Celia Beatriz Sosa, argentina, è stata condannata a 14 anni per aver costretto la giovane figlia ad avere rapporti sessuali con il suo fidanzato, Sergio Eduardo Gimenez, attualmente latitante e ricercato dall’Interpol. La donna ha raccontato di aver sottoposto per sei lunghi anni la figlia agli stupri del compagno, perché era convinta che ‘avesse un demone dentro’, e a suo dire, ‘il sesso l’avrebbe aiutata ad essere libera dagli spiriti maligni’.

    La ragazza ora 17enne, ha raccontato che gli abusi sono iniziati quando lei aveva circa 8 anni. Da adolescente è rimasta incinta ed è stata costretta ad abortire in Paraguay. Le violenze sono continuate fino al 2015, quando la giovane ha trovato la forza e il coraggio di denunciare la madre e il suo compagno. Ad aiutarla in questo difficile percorso è stata la nonna.

    ‘Era sempre ubriaco, e non mi è mai piaciuto. Ha detto che avevo un demone in me e mia mamma ha iniziato a crederci. Tutto è cominciato quando avevo otto anni. Un giorno lei mi ha svegliato per dirmi che dovevo fare quelle cose con lui. Non volevo, ovviamente’, la ragazza ha così ricordato il suo passato spaventoso. Poi ha aggiunto dettagli raccapriccianti: ‘Prima di portarmi a letto lui diceva: non addormentarti, sai cosa devi fare, e mia mamma mi allargava le gambe e mi picchiava con una cintura. A volte mi ha posseduta tutta la notte. A volte usava il preservativo, a volte no’. Le valutazioni ginecologiche e psicologiche effettuate sulla giovane hanno confermato i racconti da lei stessa forniti alle autorità competenti. Celia Beatriz Sosa sconterà la pena detentiva nel carcere femminile di Ezeiza a Buenos Aires.