Omicidio rituale in Mali: bimba albina rapita e uccisa perché considerata ‘magica’

La madre della bimba ha provato in un primo momento ad inseguire i rapitori che avevano le sottratto la sua bambina, ma poi, vedendoli allontanarsi troppo in fretta è tornata indietro per proteggere la sua seconda figlia, anche lei albina.

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 16 maggio 2018

Omicidio rituale in Mali: bimba albina rapita e uccisa perché considerata ‘magica’
Un fermo immagine tratto dal docufilm ‘White Shadow’ che narra la storia di un ragazzo albino della Tanzania, vittima di persecuzione e pregiudizi. / ansa

Una bambina albina di cinque anni è stata rapita dalle braccia della mamma ed è stata poi decapitata. Si tratta di un omicidio rituale, le sue parti del corpo sono state usate per un rito propiziatorio, dato che sono considerate magiche in Mali.

Un gruppo di uomini armati ha rapito la piccola Djeneba Diarra dalla casa della sua famiglia, nel villaggio di Fana, 78 miglia a nord della capitale del Mali, Bamako.

La polizia ha raccontato che la bimba albina stava dormendo insieme a sua madre e sua sorella nel cortile della loro abitazione, quando i rapitori hanno colpito strappando la piccola dalle braccia della mamma, che a quel punto ha cominciato a urlare disperata per cercare aiuto tra i vicini e i passanti.

La madre della bimba ha provato in un primo momento ad inseguire i rapitori che avevano le sottratto la sua bambina, ma poi, vedendoli allontanarsi troppo in fretta è tornata indietro per proteggere la sua seconda figlia, anche lei albina.

A quel punto la donna ha dato l’allarme, sono scattate le ricerche della bambina dappertutto. Un insegnante del villaggio, Oumar Diakite ha poi raccontato: “Abbiamo trovato il suo corpo accanto a una moschea, ma non aveva la testa”.

“Chiediamo giustizia. Le hanno tagliato la testa. Questo è un crimine rituale”, ha confermato l’attivista Mamadou Sissoko all’AFP.

Sissoko, segretario generale della Federazione delle associazioni di persone con albinismo in Africa occidentale (FAPAO), ha sottolineato il legame tra crimini contro albini e eventi politici, in vista delle elezioni presidenziali del Mali il 29 luglio.

”Ogni volta che ci sono elezioni, diventiamo preda di persone che vogliono fare sacrifici rituali. Non è la prima volta che succede a Fana”, ha detto. ”Lo stato deve assumersi le proprie responsabilità”.
Purtroppo gli albini, che sono stigmatizzati e cacciati per scopi rituali in molti paesi africani, tra cui il Malawi, il Mozambico, la Tanzania e lo Zimbabwe, nonché in Africa occidentale, non godono di protezioni speciali da parte dei governi, per questo chi vuole nuocere loro ha praticamente carta bianca.

Ogni anno dozzine di albini vengono discriminati, aggrediti e uccisi da persone che credono che smembrare gli albini nei rituali magici porti loro ricchezza, successo e fortuna. Ovviamente l’albinismo non ha nulla a che vedere con la magia, l’albinismo è una malattia genetica ereditaria che causa una parziale o totale assenza di pigmentazione nella pelle, nei capelli e negli occhi, rendendoli ‘candidi’.

Dopo la diffusione della notizia della decapitazione della bimba albina di 5 anni, gli abitanti di Fana sono scesi in piazza infuriati, la scorsa domenica, e hanno assaltato e parzialmente bruciato il quartier generale della polizia paramilitare, incolpando gli agenti di fare molto poco per tutelare la sicurezza di tutti.