Investe in bici una donna a Tokyo, rischia 5 anni di carcere

Piero Vincent Mazzarella, figlio dell'attore siciliano Marcello Mazzarella, ha urtato con la sua bicicletta una donna che si è rotta il bacino e il giovane potrebbe essere condannato per lesioni

Pubblicato da Redazione NanoPress Mercoledì 16 maggio 2018

Investe in bici una donna a Tokyo, rischia 5 anni di carcere

La vacanza che tutti sognano. Un biglietto di andata e ritorno per Tokyo, bicicletta a bordo, e tanta voglia di viversi qualcosa di unico. Ma per Piero Mazzarella partito un mese fa da Milano, dove viveva da un anno, il biglietto rischia di essere di solo andata. Un banale incidente, un sfortunato scontro con una donna nella capitale giapponese e la vacanza diventa un incubo. Mazzarella investe la malcapitata che finisce in ospedale con una frattura dell’ischio, un osso del bacino, che viene diagnosticata in ospedale. Nulla di grave, ma per il ragazzo il rischio è di una condanna a 5 anni di reclusione come previsto dalle leggi del paese del Sol Levante.

Il tutto è accaduto il 2 maggio, otto giorni prima del suo rientro in Italia dalla vacanza in Giappone. Piero dopo aver colpito la donna con la sua bici si era fermato subito a prestarle soccorso. Ma per le autorità giapponesi c’è ragione sufficiente per rinchiudere il giovane nella caserma di Ikegami. “In Giappone la legislazione è molto diversa da quella italiana e il giudice ha 23 giorni di tempo per indagare e pronunciarsi sul destino di mio figlio“, ha spiegato l’attore Marcello Mazzarella padre di Piero, che sta lanciando disperati appelli per riportare Piero in Italia.
Il noto attore si dice molto preoccupato e con un video lanciato sul Giornale di Sicilia chiede aiuto perché le autorità italiane facciano di tutto per aiutare suo figlio: “Non riesco a comunicare con mio figlio, mi dicono che sta bene, che mangia, ma sono molto preoccupato“. Prosegue poi l’attore: ” Sono in contatto con la Farnesina, con l’ambasciata italiana a Tokyo, con l’avvocato e, nel frattempo, mi aggrappo con tutte le mie forze all’assicurazione con la Columbus che mio figlio aveva stipulato proprio prima di partire. Basterebbe che intervenisse immediatamente, risarcisse la signora per i danni subiti e mio figlio tornerebbe libero. Se fosse una questione di denaro, risolverei tutto. Ma io non so neanche quanto pagare e a chi. Le assicurazioni sono utili, ma spesso ci si affida a quelle online, con numeri di telefono ai quali non risponde mai nessuno. Mentre adesso vorrei solo che questo incubo finisse prima possibile“.
Si attendono quindi sviluppi in merito a questa assurda vicenda e si attende soprattutto di capire quali saranno i possibili scenari e come l’ufficio legale della Columbus potrà e dovrà intervenire mettendosi in contatto con l’Ambasciata italiana a Tokio.