Gli sbattono i genitali dentro una porta, l’uomo è accusato di omicidio e stupro

Odwa Nkololo, 29 anni, è accusato di aver violentato e ucciso una bambina di 4 anni a Città del Capo in Sudafrica. Dopo la confessione, la contestazione alla polizia di aver compiuto un grave gesto nei suoi confronti

Pubblicato da Redazione NanoPress Martedì 8 maggio 2018

Gli sbattono i genitali dentro una porta, l’uomo è accusato di omicidio e stupro

“Mentre il mio cliente era ammanettato, dice che i suoi genitali sono stati presi e sbattuti all’interno di una porta, un gesto grave”. Sono le parole dell’avvocato difensore di Odwa Nkololo, 29 anni, accusato di aver violentato e ucciso la piccola Iyapha Yamile (nella foto), di soli 4 anni. Odwa Nkololo, per la cronaca, ha due capi di accusa per stupro e un’accusa di omicidio e aggressione. Ne dovrà rispondere davanti alla Corte Suprema di Western Cape in Sudafrica.

Il tutto iniziò il 30 aprile del 2017 quando venne segnalata alla polizia la scomparsa di una bambina, Iyapha Yamile. La sua famiglia l’aveva vista l’ultima volta quella domenica quando era tornata a casa dalla chiesa dopo la messa, e poi era andata a trovare sua zia. Il giorno seguente, alle 7 del mattino, il corpo della bambina fu ritrovato poco distante dalla casa della zia chiuso in un sacchetto di plastica. Odwa Nkololo arrestato l’11 luglio del 2017 dalla polizia di Khayelitsha, luogo dove avvenuto il fatto, aveva confessato il reato due giorni dopo il fermo, davanti al magistrato incaricato delle indagini, con una breve apparizione. Nkololo chiese assistenza legale, mentre la gente del paese, sconvolta insieme alla famiglia, fu invitata a lasciare che la legge facesse il suo corso senza farsi giustizia in proprio.

Odwa NkololoOdwa Nkololo, 29 anni, presso l’Alta Corte di Western Cape in Sudafrica / foto

Poi il “colpo di scena”. Nkololo ritratta la confessione e dice di essere stato costretto a confessare l’omicidio dopo che la polizia avrebbe sbattuto i suoi genitali all’interno di una porta per “farlo cantare”. Secondo la polizia difatti, Nkololo avrebbe confessato i suoi crimini, sostenendo poi che gli agenti che lo interrogavano lo avrebbero aggredito in quel modo. L’avvocato di Nkololo, Susanna Kuun, dice che il suo cliente accusava dolori lancinanti ed è stato costretto a confessare. Uno degli ufficiali ritenuti responsabili dell’ipotetica aggressione afferma: “È stata la peggior bugia che abbia mai sentito“. E inoltre: “Ma quanto dovrebbero essere grandi le parti intime di quell’uomo per essere sbattute all’interno di una porta. Non ha senso“. Verrà richiesta una verifica legale.
Per dover di cronaca ricordiamo che l’altra accusa di stupro nei confronti di Nkololo è nei confronti della figlia di sette anni della sua ragazza, nel marzo del 2017…